Da qualche mese ormai al Fiserv Forum risuona un motivetto incessante dagli spalti: MVP, MVP, MVP. Il destinatario, senza troppe sorprese, è Giannis Antetokoumpo. Il greco sta giocando la miglior stagione della sua carriera. Le stats non mentono: 27.4 punti, 6 assist e 12.5 rimbalzi tirando con il 58% da due e il 25 da tre (nell’ultimo mese questa percentuale è però salita al 37%). Ha inoltre infranto il record di schiacciate realizzate in una regular season, 169. Milwaukee è in testa alla Eastern Conference (record 57-20) forte della miglior difesa e del terzo miglior attacco della NBA. Merito del collettivo, di coach Budenholzer ma anche, se non soprattutto, del numero 34, oggi più che mai in formato Superstar.
NON SOLO L’ATTACCO…
Lo aveva per primo scoperto Jason Kidd e lo ha ripetuto anche Mike Budenholzer: Giannis Antetokoumpo deve avere il pallone in mano. La tattica applicata dall’ex coach degli Hawks è tanto semplice quanto efficace. Antetokoumpo porta palla fino in punta dove ingaggia l’uno contro uno con il suo avversario. La mole e la velocità di cui è dotato lo rendono praticamente immarcabile anche per i migliori difensori della lega. In caso di mancato aiuto è libero di appoggiare, o meglio dire schiacciare, a canestro. Se invece si ritrova raddoppiato, scarica per i suoi compagni per un wide open da oltre l’arco. Poco importa se poi il tiro non va a bersaglio, ci pensa il solito Giannis a correggere da dentro l’area l’errore degli altri (2.2 rimbalzi offensivi di media a gara). Non è un caso che Budenholzer abbia chiesto solo tiratori nella scorsa free agency, anche nel reparto lunghi. Brook Lopez, Ersan Ilyasova e Nikola Mirotic stanno infatti segnando con eccellenti percentuali da tre punti.
Il ‘penetra e scarica’ è ormai diventato un mezzo utile per concludere l’azione.
Nel corso degli anni è diventato anche un assistman di prima categoria, capace di mettere in ritmo anche giocatori del calibro di Tony Snell o Pat Connaughton.
….MA ANCHE LA DIFESA
Tuttavia è nell’altra metà campo che si riscontrano notevoli miglioramenti: The Greek Freak viaggia a 1.3 rubate (meglio di specialisti come Draymond Green o Kawhi Leonard) e 1.5 stoppate di media a partita, career high in entrambe le stats. Le sue lunghe leve di certo lo aiutano in questo ambito, ma senza la voglia di buttarsi a terra e scattare per anticipare l’avversario non avrebbe raggiunto tali risultati. Oltre all’MVP guai ad escluderlo a priori dalla corsa al Defensive Player of the Year.
Gli aiuti in area di sicuro non mancano da parte sua.
La duttilità difensiva di Giannis Antetokoumpo permette ai Bucks di cambiare in situazione di pick and roll e a Brook Lopez, mai stato un temibile rim protector, di non presiedere costantemente l’area
QUALE FUTURO PER GIANNIS ANTETOKOUNMPO?
“Il titolo di MVP? Non mi importa… Ho obiettivi più grandi. Voglio finalmente superare il primo turno dei playoff. Voglio giocare le prime finali di conference. Voglio arrivare alle Finals. In ballo c’è molto più dell’MVP.
Queste le parole rilasciate in un’intervista dallo stesso Giannis Antetokoumpo, più affamato di titoli che di premi individuali. Per l’MVP ci sarà tempo in futuro, oggi quel che conta è solo il Larry O’Brien (Warriors permettendo).
