E’ 17 il numero della settimana per gli Atlanta Hawks di coach Budenholzer e non ci stiamo riferendo alle possibili interpretazioni scaramantiche del numero stesso ma, bensì, al raggiungimento del numero di vittorie consecutive che ha permesso ad Atlanta e ai suoi tifosi di vantare un record di 37-8. Superiore addirittuta a quello del leader della contrapposta conference: I Golden State Warriors (36-7), seppur quest’ultimi con 2 gare in meno giocate.
Partite
Sembra per l’appunto implacabile la voglia di sopraffare degli Hawks che, nel corso della settimana, non hanno arrestato il proprio cammino neppure di fronte a una delle migliori contender: gli Oklahoma City Thunder.
Davanti al proprio pubblico – trascinata da un Paul Millsap da 22 punti e 10 rimbalzi e da un Al Horford da 14 punti e 12 rimbalzi – Atlanta ancora una volta non si è smentita, firmando una vittoria con tanto di elogio ai danni di Westbrook e compagni. Sebbene siano partiti con il freno a mano tirato, i ragazzi di coach Budenholzer, dopo aver chiuso il primo periodo con un svantaggio di 6 lunghezze, recuperano e addirittura siglano il sorpasso nel finale di secondo periodo. Match tutto sommato in equilibrio fino alle battute finali nelle quali, grazie al trio Teague/Millsap/Horford divenuto tra i più temuti dell’intera lega, gli Hawks hanno dato modo ai proprio tifosi di uscire per l’ennesima volta dalla Philips Arena ripagati dalla propria squadra, rifilando ben 103 punti ai propri rivali e subendone solo 93 da quest’ultimi.
Due giorni dopo arriva un altro successo per la franchigia della Georgia. Questa volta a farne le spese sono i Minnesota Timberwolves che, come sappiamo, vivono una stagione, oltre che travagliata per quanto riguarda il contesto infortuni, sicuramente di transizione e ricrescita dopo la partenza di Love.
Nonostante Minnesota abbia tenuto alte le percentuali e tentato invano di stare in gara fino all’ultimo, alla lunga si è dovuta inginocchiare a casa della contendente per 112-100. Troppo pochi sono i minuti di riposo a disposizione dei soliti starting-five dei Timberwolves. Discorso diametralmente opposto invece per quanto riguarda gli Hawks. Coach Budenholzer, la cui precisione nei dettagli non è mai mancata neppure alla corte del da poco 66enne Gregg Popovich, sembra che a bordo campo non faccia solo l’allenatore ma anche lo scout stesso. Un dato interessante è per l’appunto l’accuratezza che il coach presta nella gestione dei minuti del suo intero roster. Nelle ultime 5 partite, seppur combattute, nessuno dei titolari ha superato un minutaggio medio superiore ai 33 minuti, e per quanto sia errato designarlo come l’erede dell’attuale direttore dei giochi degli Spurs prima citato, è evidente tuttavia come lo stile della rotazione sia pressoché il medesimo.
E’ probabilmente anche questa una delle chiavi della supremazia a est degli Atlanta Hawks che, come già accennato, vantano di un’ottima serie di panchinari molto spesso sottovalutati.
Tuttavia mercoledì notte, contro i Brooklyn Nets, è stata una delle piccole rare eccezioni, dopo che il duo Korver-Millsap – il primo oramai integrato a pieno regime nel sistema e divenuto una vera e propria sentenza dall’arco (5-8 da 3 nella sua serata) e il secondo sempre più un leader silenzioso e molto spesso dimenticato nel ranking delle più forti ali in circolazione – ha “sforato” il solito trend solcando il campo con almeno 35 minuti. Insieme hanno messo a referto 45 punti tirando con il 58% dal campo contro cui nulla hanno potuto fare i 14+13 punti/assist di Jarrett Jack e i 26 punti di Joe Johnson. La partita si è conclusa con il punteggio di 113-102 a favore degli Hawks e ha confermato il numero di gare di distacco dalla seconde: ben 7 vinte in più rispetto a Toronto e Washington che sembrano invece essersi quasi arresi alla corsa per il primo posto.
Settimana prossima
Interessante sarà osservare fino a che punto vorranno spingersi gli Hawks. Se si getta infatti uno sguardo alle 3 prossime partite – esclusa la minaccia Portland, dove è giusto far presente che la squadra convive e dipende oramai dalla gravità dell’infortunio della sua stella Lamarcus Aldrige – si nota infatti come i mach successivi siano pienamente alla portata di Atlanta contro le rispettive Philadelphia, New Orleans e l’inseguitrice Washington. Avanti di questo passo la prova del nove sarà la sfida tra i due probabili Most Improved Teams; da un lato, i Golden State Warriors di Stephen Curry e, dall’altro, la stessa Atlanta



