E’ venuta a mancare la costanza di marchio “Hawks” in queste ultime 3 partite della settimana per i ragazzi di coach Budenholzer. Nonostante il raggiungimento di 50 vittorie – come solo 12 volte era accaduto nella storia della franchigia – negli ultimi 3 incontri Atlanta si è comportata quasi da spettatrice portando a casa un solo risultato utile in chiave classifica. Complici anche le assenze in casa Hawks, la prima delusione è arrivata a Philadelphia, dove Atlanta si è vista sfuggire di mano la partita nell’inizio di terzo periodo e cadere sul -8 al momento della sirena dei 48 minuti. La seconda sconfitta invece sempre fuori casa, arriva però questa volta al cospetto dei Denver Nuggets del nostro Gallo per 120-105.
Partite
Nella gara contro i Sixers, gli Hawks fanno a meno della loro ala grade Millsap e del numero 5 Carroll, tuttavia è ottimo l’avvio di Atlanta che si impone a fine primo periodo sul +11. Cambia la storia però nel secondo periodo, Philadelphia vince di 5 il parziale e da avvio alla rimonta, divenuta poi sorpasso incanalando il risultato fino alla conclusione del match. Nel pitturato incredibilmente i Sixers dominano e ringraziano un Nerlens Noel da 11 punti e 17 rimbalzi che compensa la serata non troppo discreta al tiro dei compagni. La gara si concluderà con il punteggio di 92-84. Il secondo incontro della settimana si disputa invece di fronte ai tifosi della Philips Arena contro i Sacramente King di DeMarcus Cousins. Anche in questo caso è Atlanta a prendere le redini del match portandosi sul +13 prima, e sul +22 all’ halftime. Questa volta il calò però non arriva, anzi gli Hawks continuano a mantere alte le proprie percentuali chiudendo fine gara con lo strabiliante 60% dal campo e il 50% da tre, registrando ben 20 triple nella serata, record assoluto per la franchigia della Georgia. Il match si chiude ottimamente per coach Budenholzer che esce dalla propria arena con il punteggio di 130-105 per i suoi. Nell’ultimo match riemergono le lacune di qualche giorno prima. Atlanta è sconcentrata e gli Hawks si presentano all’arena di Denver convinti di avere già la partita in tasca. I rinati Nuggets non sono della stessa idea e non ci pensano due volte ad infierire. Trascinati dal nostro Danilo Gallinari chiudono il primo periodo con 9 lunghezze di margine. Nessuno suona la carica nelle file degli Hawks e il parziale del secondo periodo è quasi un repeat del primo: Denver va alla pausa con 18 punti di vantaggio. Nella ripresa il trend non cambia, anzi peggiora per i ragazzi di Budenholzer che, litigando con il ferro, non superano il 33% dall’arco; Denver allunga ancora e Atlanta si ritrova a cercare di recuperare nell’ultimo periodo, ormai troppo tardi!!
Due L e una W che portano a 50-14 il record della franchigia della Georgia sono quindi il riassunto degli ultimi 3 match che ha visto protagonisti gli Hawks. L’ultima sconfitta, arrivata questa notte, ha rovinato oltretutto la festa ai tifosi della Philips Arena che avevano precedentemente visto raggiungere dalla propria squadra il miglior record di sempre nella storia della franchigia ottenuto in 63 partite(50-13) Quello precedente risaliva all’annata 67-68 nella quale gli Hawks non andarono oltre le 45 vittorie. Tuttavia la prima posizione rimane sempre ben salda ed una sbandata a due mesi dai playoff è ancora accettabile, a patto che si parli di un puro calo d’intensità e non di altro. Le inseguitrici non sembrano impensierire gli uomini di Budeholzer distanzanziati di 9 W dai Cleveland Cavaliers e la Eastern Conference rimane quindi per adesso un mare calmo per gli Hawks il cui solo interrogativo corrisponde al nome della franchigia da affrontare al primo turno di playoff. Un’altra buona notizia arriva anche dalla classifica, sembra che il timore di affrontare i Pacers sia in procinto di svanire, avendo quest’ultimi conquistato da poco la settima piazza ed essendo ben intenzionati a non interrompere la loro avanzata che procede a gonfie vele. Sarebbe un bel rischio per gli inersperti Hawks affrontare la capolista della scorsa stagione della Eastern Conference che, sebbene ancora priva della loro stella Paul George, dopo la pausa dell’ All Star Game ha ritrovato in Hibbert e Hill gli uomini chiave per conquistare un posto tra le prime 8 e non lasciarselo sfuggire. Grazie al sorprendente ultimo mese non è un caso che i Pacers inizino ad essere temuti da tutta la Conference.
In vista dei prossimi incontri Atlanta dovrà ritrovare al più presto la concentrazione mantenuta nel corso della stagione se l’idea è quella di uscire vincitrice dalla Oracle Arena della capolista della Western Conference, Golden State. Nel frattempo dal prossimo match gli Hawks inizieranno un tour che li vedrà far visita rispettavamente in ordine ai Phoenix Suns, i Los Angeles Lakers, nuovamente i Sacramento King, i Golden State Warriors e gli Okalahoma City Thunder. Ultimi due match impegnativi e dagli esiti non scontati.
Per NBA Passion,
Davide Freschi

