Bill Russell come Jackie Robinson e Wayne Gretzky? A pochi giorni dalla scomparsa della leggenda dei Boston Celtics a 88 anni, inizia a prendere piede nella NBA l’idea di omaggiarne la memoria ritirando in toto il suo numero 6, quello indossato per tutta la carriera in bianco verde e con cui Russell ha vinto 11 titoli NBA.
A rilanciare l’idea per ultimo è stato bn altro campionissimo NBA, Magic Johnson che via Twitter ha chiesto al commissioner NBA Adam Silver di valutare la proposta di ritirare il numero 6 per tutte le squadre.
Non sarebbe come detto una prima volta per lo sport USA. Nella MLB la maglia numero 42 di Jackie Robinson, il primo giocatore nero a giocare nella Major League Baseball, fu ritirata nel 1997, 25 anni dopo la sua morte. Nel 1999 dopo il suo ritiro, la NHL celebrò Wayne Gretzky con la decisione di ritirare la sua maglia numero 99 indossata per 20 anni dal 1979.
Nella NBA non si è ancora arrivati a tanto. Poche settimane dopo la prematura scomparsa di Kobe Bryant, nel gennaio 2020, tra le idee per omaggiare la memoria della superstar dei Los Angeles Lakers ci fu quella di ritirare il suo numero 24, assieme alla proposta “popolare” di modificare il logo della NBA con la silhouette del Black Mamba.
La grandezza, sia in campo che fuori, di Bill Russell è stata talmente importante e unica per la National Basketball Association, da rendere almeno degna di discussione l’idea che nessun altro giocatore in futuro possa indossare il suo numero 6. I precedenti esistono, a Bill Russell la NBA ha già dedicato dal 2009 il premio per l’MVP delle NBA Finals. Il suo numero 6 è già stato ovviamente ritirato a Boston.
Bill Russell è assieme a Kobe Bryant e Wilt Chamberlain, scomparso nel 1999, l’unico Grandissimo NBA ad averci lasciato, colui che prima dei successi di Michael Jordan era considerato il più grande giocatore di sempre e che resta a oggi il più vincente, con i suoi 11 titoli NBA tra 1957 e 1969. Russell è stato inoltre il primo head coach nero NBA di sempre e una figura di riferimento, quasi un mahatma, per almeno quattro generazioni di giocatori NBA venute dopo di lui, e un campione della lotta per i diritti civili e l’uguaglianza sociale, da sportivo e leader, come Muhammad Alì e il suo “discepolo” Kareem Abdul-Jabbar.
