Nel caso Brittney Griner irrompe, a suo modo, anche Mr Elon Musk che chiama in causa indirettamente il presidente USA Joe Biden.
La Casa Bianca, per voce e azione del Segretario di Stato Antony Blinken, ha accelerato con la Russia sulle trattative per uno scambio di detenuti tra Griner, l’ex Marine USA Paul Whelan e, seppur non in via ufficiale, il trafficante d’armi e condannato negli Stati Uniti a 25 anni di carcere Viktor Bout, russo.
Un “2×1” che avrebbe come beneficio quello di riportare a casa un’atleta come Brittney Griner, colpevole di aver trasportato una quantità modesta di olio di hashish in cartucce ricaricabili per sigaretta elettronica in Russia lo scorso febbraio, reato per cui rischia fino a 10 anni di carcere. Discorso diverso per Whelan, che di anni di galera se ne è visti comminare 16, e per spionaggio.
Viktor Bout è invece un noto trafficante d’armi, talmente famigerato da aver ispirato persino un film, “Lord of War” del 2005 di Andrew Niccol e con Nicholas Cage, e da essere stato soprannominato dai media “mercante di morte”.
Ed è proprio il concetto di concedere alla Russia un nemico pubblico del genere che ha stimolato Elon Musk, che su Twitter ha provocato Biden e il suo governo, rilanciando un meme in cui ci si chiedeva, in modo retorico, cosa ne pensasse chi si trova al momento in carcere per spaccio e possesso di marijuana negli Stati Uniti di uno scambio così sbilanciato.
“Forse allora possiamo scarcerare qualcuno tra chi è in galera per un po’ d’erba?” si è chiesto Elon Musk.
Il caso di Brittney Griner è però più complicato di come lo ha voluto ridurre il CEO di Tesla e Space X. La giocatrice delle Phoenix Mercury e medagliata olimpica è stata arrestata e sottoposta a un processo sostanzialmente pubblico per mettere pressione sul governo USA in un momento storico di relazioni diplomatiche a zero tra le de superpotenze. In America, grazie all’attivismo delle colleghe giocatrici WNBA di Griner, il caso è riuscito a fare breccia nell’opinione pubblica, nonostante l’innegabile “ostacolo” sociale che Brittney può rappresentare per gli ambienti più conservatori: nera, lesbica e sposata, attivista per i diritti LGTB e che in passato, al tempo delle proteste del movimento Black Lives Matter, aveva preso posizioni nette contro l’esecuzione dell’inno nazionale prima delle partite.
Brittney Griner è anche una delle giocatrici WNBA più forti degli ultimi 10 anni, 7 volte All-Star e due volte medaglia d’oro alle Olimpiadi, in un paese che vuole fare dei suoi campioni dello sport dei role model virtuosi.
La sentenza del processo a Brittney Griner in Russia è attesa per questa settimana, salvo rinvii, la star delle Mercury è in carcere da febbraio. Nella giornata di oggi, la corte e la difesa della giocatrice hanno potuto avvalersi della perizia di due esperti di narcotici, di parte, che hanno analizzato il contenuto delle ricariche a base di olio di hashish rinvenute a febbraio nel bagaglio di Griner. Come riportato dalla stampa USA, gli avvocati difensori hanno contestato l’analisi dell’esperto chiamato dal giudice e svolto in aula una seconda perizia. Giovedì il giudice dovrebbe ascoltare le ultime deposizioni, ed emettere già venerdì un verdetto.

