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Chris Paul: “Che stagione ad OKC! La bolla è stata un successo”

di Francesco Catalano

Durante gara 3 delle finali NBA tra Los Angeles Lakers e Miami Heat, a seguire la partita virtualmente nell’ormai famoso thunderdrome c’era un ospite di riguardo: Chris Paul.

Così, i commentatori della partita, Mike Breen, Mark Jackson e Jeff Van Gundy, ne hanno approfittato durante la pausa per fargli qualche domanda. In primis sul suo futuro e sulla sua esperienza ad Oklahoma, poi sull’efficacia della bolla, essendo lui il presidente della NBPA (l’associazione dei giocatori).

Quella degli Oklahoma City Thunder è stata una stagione veramente sopra le aspettative. Ad inizio stagione CP3 e compagni erano dati nei bassifondi della lega, in piena fase di ricostruzione. Invece, nulla di tutto questo è accaduto. I Thunder hanno trovato un’alchimia insperata in campo e si sono rivelati probabilmente come la squadra rivelazione di questa stagione.

Questo è avvenuto grazie al mix che si era creato tra i veterani (Paul, Gallinari e Adams) e i tanti giovani talentuosi presenti a roster (Dort, Giligeous-Alexander, Schroeder, Bazley, Nader, Noel). Dopo un incredibile quarto posto ottenuto nella Western Conference, OKC ha finito la sua cavalcata solo a gara 7 del primo turno playoffs contro gli Houston Rockets di James Harden e Russell Westbrook.

La prossima stagione probabilmente sarà quella del rebuilding vero. Danilo Gallinari sarà unrestricted free agent e sia Adams che Paul sembrano in partenza per l’offerta giusta. Anche se l’altra sera Paul non ha espresso nessuna volontà netta di andarsene ribadendo come ad Oklahoma abbia trovato un ambiente realmente accogliente.

Adoro questo gioco. Billy Donovan è stato grandioso e i miei compagni meravigliosi. Forse qualcuno avrà detto che è stata la mia stagione del tramonto: io dico che è stata una benedizione. Solo il fatto di essere in grado di competere ad alti livelli a 35 anni mi fa sentire bene”.

Per CP3, infatti, la stagione passata è stata qualcosa di straordinario. Oltre ad essere stato convocato all’All-Star game, è stato anche inserito nel Second All-NBA Team.  Ora gli rimangono due anni di contratto a circa 85 milioni di dollari e gli interessi delle squadre su di lui non sono calati. Di certo la tentazione di provare un assalto al titolo NBA sarà un’opzione che lo potrà allettare.

Poi ha commentato il lavoro svolto dalla NBA fino a questo punto. “Sono onorato di far parte di questa grande lega”. Successivamente, ha sostenuto che, per quanto l’esperienza della bolla si sia rivelato un successo, questa soluzione non può essere replicata anche per l’anno avvenire. Il prossimo passo, infatti, sarà il ritorno nelle arene; magari anche con un po’ di pubblico in conformità alle regole vigenti per la pandemia.

I tifosi ci sono decisamente mancati. Per quanto mi riguarda, sono mancate la spinta e l’energia del pubblico”. Ma ha elogiato anche l’idea del pubblico virtuale e quella di fare arrivare pian piano le famiglie a playoffs in corso. “E’ stata una grande idea. Per i giocatori significa molto poter uscire dal campo e vedere i visi dei propri cari”.

Ora l’ex Rockets sta sostenendo anche la campagna “When We All Vote” che cerca di portare alle urne il maggior numero di persone possibili. In modo che ognuno faccia sentire la propria voce in nome del rinnovamento ed in nome di un miglioramento delle condizioni di vita per la comunità afroamericana.

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