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Cavs, Darius Garland deluso dal suo anno da rookie: “Non ero al 100%, dimostrerò chi sono”

di Giovanni Oriolo

In casa Cleveland Cars la stagione 2019\20 è ormai solo un ricordo e per i ragazzi di coach J.B. Bickerstaff e già tempo di pensare alla prossima.

La squadra dell’Ohio, infatti, non è tra le 22 che andranno a Orlando chiudere la regular season. I Cavs vengono da un anno molto travagliato: l’intesa mai trovata con coach John Beilein, il peggior record di conference (19-46) e la pesate presenza di una star scontenta come Kevin Love non hanno aiutato i giovani a crescere.

A farne le spese più di tutti è sembrato il rookie Darius Garland. Lo stesso giocatore dei Cavs ha dichiarato di essere molto deluso dalla sua stagione.

Darius Garland deluso dal suo anno da rookie, ma pronto per la nuova stagione

Dopo aver giocato solo quattro partite college, aver mancato la Summer League per motivi precauzionali e venendo da un intervento al ginocchio (oltre a un problema al piede a ridosso dell’inizio della stagione) non ci si aspettava dall’ex Vanderbilt che fosse subito deciso per i Cavaliers.

Però, essendo pur sempre una quinta scelta assoluta e vista la poca pressione addosso, i tifosi e la dirigenza sono rimasti delusi delle sue prestazioni. L’intesa con l’altra guardia Collin Sexton (che invece è riuscito a brillare) non è sembrata esserci e la strategia della doppia point guard di Beilein si è rivelata fallimentare.

Lo stesso Darius ha rivelato di non essere soddisfatto del suo primo anno NBA. Però, il 20enne nativo dello Stato dell’Indiana ha rivelato che durante tutta la stagione non si è mai sentito al 100% della forma. Ciò avrebbe influito pesantemente sulle sue prestazioni.

Devo essere sincero, mentalmente non mi sono mai ripreso dall’infortunio al ginocchio. È stato davvero difficile giocare con pensiero di rischiare di rifarmi male e questo ha condizionato le mia partite. Dico questo perché so cosa sono in grado di fare e non l’ho voluto dire prima perché non volevo scuse. Sono un giocatore migliore di quello visto quest’anno. In questo periodo mi sono allenato tanto, soprattutto in sala pesi. Avevo in testa solo di voler dimostrare chi sono e spero di poterlo fare presto

Come detto, il rendimento di Garland non è stato all’altezza delle aspettative, soprattutto considerate le ottime annate giocate da diversi giocatori scelti molte posizioni dietro di lui.

I vari Rui Hachimura, Tyler Herro, Brandon Clarke e PJ Washington, oltre a guadagnarsi un posto nel Rising Stars Challenge (cosa non riuscita a Darius) si sono resi più utili alle cause delle rispettive franchigie. Su di loro, infatti, pendono già maggiori aspettative sul prossimo anno rispetto alla guardia dei Cavs.

Garland, in più, non ha dalla sua parte neanche le statistiche, materiale pregiato e tenuto molto in considerazione negli USA. L’ex Vanderbilt, infatti, è ultimo in diverse statistiche avanzate (fornite da ESPN) come percentuale di vittorie (unico giocatore sotto al -3: -3,14), aumento di rendimento rispetto al giocatore sostituito (-1.7) e plus-minus reale (-3.66).

Darius Garland ha tenuto un media 12.3 punti, 3.9 assist e 2.5 palle perse in 59 match giocati. Il tutto tirando con il 40.1% dal campo e il 35.5% da tre punti. Il suo massimo di punti raggiunto in una sola partita è di 23, nella sconfitta contro i Mavericks.

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