Joel Embiid ha pescato la “pagliuzza corta” ed è rimasto fuori dai titolari all‘All-Star Game NBA 2023, l’escluso della gara impossibile con Giannis Antetokounmpo, Jayson Tatum e Kevin Durant per i tre posti garantiti per i giocatori del front court.
I cinque titolari a Est saranno Durant, Giannis e Tatum, con Donovan Mitchell e Kyrie Irving, in una selezione in cui il voto dei tifosi online e via social ha pesato per il 50%. Con tale proporzione si spiega soprattutto la presenza di Irving, che ha superato giocatori forse più meritevoli come Jaylen Brown dei Celtics o l’ex compagno di squadra a Brooklyn James Harden.
A dare la sua spiegazione del perché Joel Embiid abbia perso la gara di popolarità contro KD, Giannis e Tatum è stato Daryl Morey, presidente dei Philadelphia 76ers.
Per Morey, “Embiid è stato giocato di nuovo, completamente. E questa volta i colpevoli sono i media senza vergogna, molti dei quali hanno rinunciato a votare perché non si vogliono prendere la libertà di decidere di qualcosa che ha un effetto sugli stipendi dei giocatori“. Quindi l’affondo: “Ma tra i media, quelli senza vergogna di Boston sono rappresentati oltre modo. Questi qui non hanno rinunciato e anzi, hanno parlato male abbastanza di Joel così che lui neppure quest’anno è un titolare all’All-Star Game“.
Che un candidato MVP e due volte secondo nelle votazioni (2021 e 2022) per il premio di miglior giocatore della stagione non sia titolare all’All-Star Game, e che non sia mai stato nominato nel primo quintetto All-NBA in carriera (4 volte nel secondo) fa abbastanza sorridere.
La stortura è però anche un prodotto della scelta della NBA di continuare a suddividere i giocatori sia per l’All-Star Game che per gli All-NBA in ruoli (front court e back court), criterio che costringe a scelte “dolorose” anziché concentrarsi sui soli più meritevoli senza distinzioni.
Senza fare nomi, Daryl Morey ha però insinuato che alcune testate come The Ringer, diretto dal noto tifoso Celtics Bill Simmons e su cui scrive l’ex “reo confesso” tifoso Kevin O’Connor, e il Boston Globe abbiano avuto ben 8 giornalisti accreditati per i voti All-Star. Ovviamente il voto è segreto e spetta eventualmente agli autori renderlo pubblico, e non si sa come i giornalisti del Globe e di The Ringer abbiano votato.
100 sono stati i giornalisti accreditati per il voto, di cui 19 di ESPN, 10 di The Athletic e TNT rispettivamente, e testate come AP, CBSSports e NBCSports hanno avuto accrediti. Testate locali importanti di Philadelphia, Los Angeles e Chicago non hanno avuto alcun delegato. Dai risultati dei voti dei media per, resi pubblici dalla NBA, Embiid ha superato Durant e se fossero valsi solo quelli, la star dei Sixers sarebbe stata nominata in quintetto base.
Il problema con i voti All-Star è ben noto, ed è quello inevitabile del peso del voto dei tifosi via social e online, che tendono a privilegiare i giocatori più famosi, le squadre più famose (Lakers, Warriors) e che spesso votano nomi improbabili come Austin Reaves o Derrick Rose, forse pensando di far ridere qualcuno. Un falso problema che la NBA ovviamente tollera in nome dei numeri mostruosi di engagement sui social media, a cui poi viene posto rimedio con i voti “tecnici” di media, dei giocatori stessi e degli allenatori.
Non che i tutti i giocatori NBA prendano il voto sul serio, tutt’altro. Alle ultime votazioni hanno ricevuto preferenze, per così dire, Chet Holmgren, scelta numero 3 al draft NBA 2022 e che non sta giocando per infortunio a Oklahoma City, o Boban Marjanovic dei Rockets, Bol Bol, Jae Crowder, Blake Griffin, Johnny Davis e i fratelli Juan e Willy Hernangomez.

