fbpx
Home NBANBA TeamsBrooklyn Nets Dinwiddie-NBA: è guerra sulla possibilità di speculare sul contratto

Dinwiddie-NBA: è guerra sulla possibilità di speculare sul contratto

di Francesco Catalano

Continua la disputa tra Spencer Dinwiddie e la NBA riguardo il contratto del giocatore dei Brooklyn Nets. Nel settembre scorso, Dinwiddie ha avuto la geniale e allo stesso tempo tagliente idea di cartolarizzare il proprio contratto. Che significa? Praticamente il suo contratto in questo modo diventa come un’azione di borsa su cui gli investitori possono scommettere. Il giocatore cioè permette di speculare su parte del denaro che gli spetta. Il vantaggio di chi fa questo tipo di operazione è quello di ottenere fin da subito gran parte del compenso previsto dal contratto, senza aspettare tutto il tempo necessario. La parte rimanente viene messa a disposizione degli investitori.

Nel suo caso specifico: il giocatore ha firmato un contratto da 34.36 milioni di dollari, in cui l’ultimo anno rappresenta una player option. Questa pratica permette di rinunciare ad una piccola parte del denaro che spetta al soggetto, ma in cambio quest’ultimo ottiene gran parte di esso nell’immediato, senza dover aspettare le dilazioni del contratto. L’obiettivo è quindi quello di sfruttare al meglio un’ingente somma che avrebbe a disposizione solo dopo tre anni. E provare a vedere quanto si possa guadagnare dal business creato dalla parte più esigua messa sul mercato.

Dinwiddie ha avuto quindi un’idea molto perspicace ed interessante: questo evento però apre scenari forse incontenibili. Se tutti i giocatori di basket decidessero di abbracciare questa idea, si creerebbe un mercato finanziario senza freni. Ecco che, perciò, la NBA ha voluto dal primo momento stroncare questa proposta sul nascere. Senza se e senza ma. Ma il giocatore dei Nets, dal canto suo, è determinato e non intende rinunciare facilmente a questo piano.

La proposta viola le leggi della CBA che non prevedono che parte del contratto di un giocatore venga gestito da terzi: solo la franchigia NBA può occuparsene. Dinwiddie non vuole mollare però ed ha già partecipato a diversi incontri con le autorità che si occupano di questi aspetti. La NBA è stata categorica però: non se ne parla. Un altro aspetto che fa storcere il naso terribilmente ad Adam Silver è la player option presente nel contratto. Non ci è dato sapere se Dinwiddie in futuro accetterà tale clausola oppure prima della scadenza firmerà un’estensione contrattuale. Questa ambiguità darebbe spazio, quindi, per gli investitori alla possibilità di giocare d’azzardo e quindi scommettere su quell’aspetto del contratto. Uno scenario che sarebbe inaccettabile per la NBA.

Le due parti però non sembrano volere indietreggiare e continuano con un muro contro muro. Se Dinwiddie deciderà di proseguire ostinatamente senza ricevere l’approvazione della NBA, quest’ultima potrebbe stracciare il contratto, sospendere il giocatore e comminargli una multa salata.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi