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Emergono i primi dettagli sull’incidente di Kobe Bryant, troppa nebbia

di Lorenzo Brancati

Notizie che nessuno vorrebbe riportare, ma che iniziano ad essere diffuse da fonti affidabili. L’elicottero che trasportava Kobe Bryant, la figlia tredicenne e altre sette persone stava compiendo una manovra per prendere quota, attorno ai 700 metri di altitudine, prima di precipitare verso l’incidente a terra. A riportare questo ed altri dettagli è ESPN, da una fonte che sarebbe vicina alle indagini.

Sembra che pochi istanti prima di iniziare la discesa mortale  il pilota avrebbe contattato i controllori del traffico aereo per comunicare la manovra per “salire oltre lo strato di nuvole”.

L’impatto è avvenuto nella località di Calabasas, a 48 kilometri dal centro di Los Angeles. La prima chiamata al 911 per riportare l’incidente è stata registrata alle 9:47 di mattina.

Alcuni audio riportati dal sito LiveATC.net evidenziano comunicazioni tra il pilota e il controllo aereo, che lo stava letteralmente guidando nel mezzo di quella che era una nebbia troppo fitta. Dopo qualche indicazione, gli era stato accordato il permesso di procedere verso Nord-Ovest, nonostante la bassa visibilità sottolineata.

Poco dopo aveva di nuovo preso la direzione Sud-Est. Al momento dello schianto su una collina il velivolo stava viaggiando a circa 300 km/h, mentre è precipitato ad una velocità di 77 km/h. Kobe Bryant, sua figlia Gianna, altre sette persone sono tutte rimaste vittime dell’incidente.

L’investigazione sull’incidente di Kobe

La “National Transportation Safety Board” ha già inviato investigatori sul posto, che in genere completano i loro rapporti nel giro di 10 giorni. Come affermato in una conferenza stampa indagheranno sulla storia del pilota e delle manutenzioni del mezzo.

Si trattava di un Sikorsky S-76B del 1991, di proprietà di una compagnia di nome “Island Express Holding Corp”, e precedentemente appartenuto allo stato dell’Illinois. “Si tratta di un elicottero costoso e sofisticato, certamente di qualità” ha affermato Justin Green, avvocato dell’aviazione a New York ed ex pilota dei Marines.

Un abitante del posto ha raccontato: “Era estremamente nebbioso, non abbiamo visto niente. Abbiamo sentito un rumore strano, poi un’esplosione.” Dopo poco si è innalzata una colonna di fumo.

I pompieri si sono precipitati sul posto, con equipaggiamento medico, affiancati da medici arrivati in elicottero. Purtroppo non c’erano superstiti.

Il portavoce della polizia di stato, Josh Rubenstein ha affermato che quella mattina la polizia non stava facendo volare i suoi elicotteri, perché “le condizioni non erano in linea con gli standard minimi per il volo“. Si parla di 3 kilometri di visibilità e 240 metri circa dalla base delle nuvole più basse.

Non resta altro da fare se non aspettare ulteriori aggiornamenti.

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