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Inizio stagione NBA, Malcolm Brogdon conferma le due opzioni: o il 22 dicembre o il MLK Day

di Gabriele Melina

La NBA e la rispettiva associazione giocatori proseguono le trattative per definire il nuovo contratto collettivo. Come riportato dal vice presidente del comitato di rappresentanza degli atleti, Malcolm Brogdon, la così detta deadline, quindi la data ultima entro cui raggiungere un accordo, verrà probabilmente rimandata per la quarta ed ultima volta.

Inizialmente, si pensava di poter concludere il tutto nel mese di maggio. Poi si è designato il 10 di settembre come giorno finale, poi il 15 di ottobre, poi ancora il 30 di ottobre. La guardia degli Indiana Pacers fa’ intuire che bisognerà attendere ancora un po’ per siglare il contratto conclusivo, dato che le due parti non si sono ancora messe d’accordo sotto molti punti di vista.

Il motivo dietro a questa linea di indecisione generale? Al momento la massima lega di pallacanestro ha a che fare con una decisione fondamentale: identificare la data di inizio della stagione 2020\21. Inoltre, la pandemia da Sars-CoV-2 ha tenuto sia giocatori che massimi vertici della lega impegnati nella pianificazione, e poi nell’esecuzione della bolla di Orlando, operazione che ha richiesto un innumerevole quantità di risorse.

Ad oggi l’ex guardia dei Milwaukee Bucks, matricola dell’anno nel 2017, è partecipe in modo attivo, in qualità di vice presidente, in queste trattative. Le sue parole danno però un senso di speranza, dato che a quanto pare nel giro di pochi giorni si dovrebbe giungere al nuovo fatidico contratto collettivo.

Malcolm Brogdon sul nuovo contratto collettivo: “Trattative in corso”, quando inizia la stagione?

“Si parla di trattative estremamente complicate, con svariate parti che cercano di collaborare per creare un accordo che soddisfi tutti. Ci servirà altro tempo, probabilmente non qualche settimana, ma sicuramente qualche altro giorno”, queste le parole di Malcolm Brogdon sul nuovo contratto collettivo. 

Parte del nuovo accordo comprenderà anche la data di inizio della prossima stagione. La lega è oramai da settimane al lavoro per trovare una soluzione, e nel corso del tempo sono trapelate due ipotesi: la prima, il 22 di dicembre nel pieno periodo natalizio; la seconda, invece, il 18 di gennaio giorno dedicato a Martin Luther King Jr. Tali ipotesi si sono oggi concretizzate in effettive possibilità, come riportato da Brogdon.

“Mi sento di dire che queste sono le due opzioni al momento prese in considerazione. Molti giocatori preferirebbero il 18 di gennaio, ma la questione principale rimane quella economica. La lega sta facendo diversi calcoli per cercare di prevedere quale sarà la perdita monetaria se la stagione dovesse riprendere in una di queste due date. E’ ovvio che, da un punto di eventuali guadagni o perdite, partire prima limiterebbe il danno. Ma, come detto, le parti coinvolte sono svariate e bisogna trovare appunto un accordo generale che soddisfi tutti”.

Nella sua prima stagione in quel di Indiana, Malcolm Brogdon ha visto un cambiamento nel suo ruolo all’interno della squadra: difatti, l’ex Bucks si è trasformato in un giocatore con la palla spesso nelle proprie mani, diversamente da Milwaukee dove l’egemonia dei possessi era garantita dall’MVP Giannis Antetokounmpo.

Le percentuali di Brogdon ne hanno leggermente risentito, visto anche il ruolo importante ricoperto in squadra data la quasi totale assenza di Victor Oladipo. Al contrario, invece, le statistiche principali hanno visto un bel innalzamento: 16.5 punti, 4.9 rimbalzi, 7.1 assist in 30.9 minuti di gioco.

 

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