Diversi giocatori di NBA hanno fatto uso di marijuana, subendone poi le conseguenze. Una posizione favorevole alla legalizzazione della droga leggera, per scopo medicinale, la assume Karl-Anthony Towns. Il giocatore dei Minnesota Timberwolves ritiene che la NBA dovrebbe riconsiderare la sua posizione sulla marijuana in quanto essa ha un impatto positivo sulla vita.
“Sono d’accordo con David Stern riguardo la marijuana” ha dichiarato il centro dei lupi ad ESPN. Towns così facendo appoggia le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Stern, nelle quali il sopracitato dice che marijuana andrebbe autorizzata per scopi medici. “Non bisogna renderla legale per tutti, ma bisogna poterla usare per un fattore benefico per un atleta“.
Towns racconta che il nipote della sua un ragazza è autistico e le cure per gestire il suo disturbo comprendono proprietà della marijuana: “Non ho visto altro che benefici per lui. Sono molto felice che trovi conforto, che raggiunga ogni giorno maggior normalità grazie a queste cure“.
Per ora la NBA si schiera contro l’uso della marijuana (per qualunque scopo), e se un giocatore viene trovato positivo al test di queste sostanze illegali, viene punito.Dalla seconda volta che un cestista risulta positivo positivo al test, il giocatore subirà un multa di 25 mila dollari più una sospensione (decisa dai giudici della lega) per ogni volta che si abusa di queste droghe.
Karl-Anthony Towns ha ammesso di non aver mai fumato nella sua vita. Però stando vicino al nipote della sua fidanzata, e ad altri ragazzi, il 22enne riconosce che i pro della marijuana superano i contro.
“Noi atleti che giochiamo in NBA, non siamo super persone” ha dichiarato la prima scelta del 2015. “Alcuni di noi potrebbero usare la marijuana, esclusivamente per scopo medico, per favorire le nostre condizioni atletiche e la nostra vita quotidiana“.
L’esempio più lampante di quello che dice Towns è l’allenatore dei Golden State Warriors, Steve Kerr. Il coach della franchigia della baia ha da diversi anni problemi alla schiena, problemi per il quale lui ha usato e usa marijuana. Kerr ritiene che la cannabis è una soluzione migliore rispetto agli antidolorifici che gli avevano prescritto, che invece potrebbero causare danni al corpo.

