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Kerr sulle richieste di trade pubbliche: “Non sono d’accordo”

di Simone Massari

Senza peli sulla lingua Steve Kerr che dice la sua sulle richieste di trade da parte dei giocatori. Tra i casi più eclatanti in questa stagione Jimmy Butler e Anthony Davis.

Le parole di Steve Kerr sulle richieste di trade

Gli ultimi spinosi casi riguardanti Jimmy Butler e Anthony Davis hanno portato il coach dei Golden State Warriors Steve Kerr a commentare queste scelte. Non pochi i problemi creati dai due giocatori nei rispettivi spogliatoi.

Se per Jimmy Butler la questione si è risolta con la trade verso Philadelphia, Davis al contrario è rimasto ingabbiato a New Orleans. Tutto questo ha portato di riflesso malumore e sconforto nei Los Angeles Lakers che avevano messo in tavola un considerevole numero di giocatori per arrivare alla prima scelta del draft 2012.

Ecco le parole di Steve Kerr ai microfoni di Dane Moore di Zone Coverage:

Non sono un sostenitore dei ragazzi che parlano di trade pubblicamente. Penso che ci sia un modo per farlo privatamente. E’ difficile fare qualsiasi cosa all’interno di casa tua, ma penso che ci sia il modo di farlo. Non ho alcun problema con i giocatori che voglio esercitare la loro libertà e giocare dove meglio credono provando a forzare la situazione. Sono d’accordo con questo, ma ci sono i modi per farlo correttamente

I casi dell’anno di richiesta di trade

Il primo caso di rilievo in questa stagione 2018/2019 è stato indubbiamente il malcontento di Jimmy Butler a Minnesota. L’ex Chicago Bulls ha espresso la volontà di lasciare Minneapolis già prima dell’inizio della stagione NBA. La guardia dei Sixers ha giocato solo 10 partite in stagione con la maglia dei TWolves, prima di essere scambiato a novembre.

 

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Un post condiviso da Jimmy Butler (@jimmybutler) in data:

Il caso più “fresco” nella timeline della stagione è il caso DavisThe Brow ha manifestato il suo desiderio di cambiare franchigia prima dell’All Star Game. I Pelicans si sono trovati a ricercare una possibile collocazione per la propria stella che si porta dietro un contratto importante fino al 2020/2021 quando guadagnerà 28 milioni di dollari.

La trade saltata con i Lakers – che avevano messo sul piatto molti giovani e giocatori importanti nel roster – ha causato problemi non solo nello spogliatoio di New Orleans, ma anche in quello dei Lakers. Un “effetto domino” che non ha portato alla felicità nessuna delle due parti.

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