Giocare in una squadra favorita può sembrare facile, in un contesto vincente con un organico invidiabile da tutti, ma Kevin Durant sugli Warriors spiega come questo non sia del tutto vero.
Gli Warriors in questa stagione sono stati funestati da molti infortuni che hanno coinvolto sia Kevin Durant che Curry. L’ex giocatore dei Thunder è fuori dal 14 marzo per una frattura incompleta della cartilagine costale, mentre Steph sarà fuori dai giochi almeno fino al secondo turno di playoffs.
Essere favoriti non è sempre la cosa migliore
Ritornando a Golden State, KD vuole chiarire come negli ultimi anni non è stato per nulla facile essere in quella squadra, come sottolineato a ‘The Bill Simmons Podcast’
E’ difficile vincere in NBA. E’ difficile, soprattutto se le squadre si organizzano per batterti.
Dopo questa considerazione, Durant si sofferma anche sul prestigio di giocare con questa maglia e della libidine che si prova a giocare una finale NBA:
La cosa bella delle Finals è l’essere una delle uniche due squadre che giocano fino a giugno. Quel livello è qualcosa che chi gioca da basket sogna. E’ lo stimolo che a settembre, al campo di allenamento ti fa dire ‘Dobbiamo attraversare di nuovo questo momento’.
Durant sugli Warriors: massima concentrazione per battere i migliori
Il 35 degli Warriors lo scorso anno ha vinto il titolo con Golden State vincendo 15 partite consecutive ai Playoffs, finendo la competizione con un record di 16 vittorie e 1 sconfitta per mano di LeBron James.
Sai quanto è difficile giocare bene tutte le sere? Sai quanto è difficile giocare contro LeBron James, Irving e Love?
