Con una fine analisi tecnica, si potrebbe postulare che visti i precedenti, vincere la NBA Cup porta una discreta sfortuna ai malcapitati, come ai New York Knicks che dal trionfo a Las Vegas di metà dicembre si sono inabissati.
2-8 il record nelle ultime 10 partite giocate, e una sconfitta interna al Madison Square Garden per 114-97 contro i tutt’altro che irresistibili Dallas Mavs, di quelle che spiazzano, hanno confermato la crisi assieme ai fischi del pubblico di NY. Dallas ha segnato 44 punti nel secondo quarto (44-25) e 75 nel primo tempo (75-49) di una partita finita prestissimo, dominata dai 26 punti con 8 su 10 da tre di Max Christie.
New York, che avrebbe dovuto fare corsa di testa nella Eastern Conference, sta invece perdendo terreno, superata anche dai Boston Celtics e ora a sola mezza partita da un quarto posto, quello dei Toronto Raptors, che sarebbe inaccettabile viste le premesse della stagione. I Detroit Pistons (31-10) sono ormai scappati per il primato, resta la prospettiva di lottare per la seconda testa di serie.
Non prima d’aver sistemato i problemi strutturali emersi nell’ultimo mese: “Di cose da sistemare ce ne sono, ma come squadra sappiamo che cosa siamo tenuti a fare” ha detto dopo la partita il leader Jalen Brunson “Si tratta di farlo o no, semplicemente. E avremmo dovuto iniziare due settimane da, vorrà dire che inizieramo da domani“.
25-18 il record dei New York Knicks al giro di boa della stagione, con 4 partite perse di fila e un calendario che diventerà più agevole solo da febbraio. Alla trade deadline i Knicks non dovrebbero muoversi tranne che per alcuni movimenti minori, come la cessione possibile di Guerschon Yabusele che è fuori dalle rotazioni di Mike Brown. Anche un nome come Mitchell Robinson potrebbe essere spendibile sebbene i Knicks non abbiano una vera alternativa nel ruolo di centro.

