Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsNew York Knicks, Karl-Anthony Towns “molto deluso” dal mancato rinnovo

New York Knicks, Karl-Anthony Towns “molto deluso” dal mancato rinnovo

di Michele Gibin
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Sia Josh Hart sia Karl-Anthony Towns, i due diretti interessati maggiori del comunicato irrituale con cui i New York Knicks hanno rimandato all’anno prossimo ogni discorso di rinnovo di contratto, hanno reagito alla notizia. Entrambi hanno preso atto della situazione salariale della squadra e delle decisioni del front office e se per Hart ha prevalso la “ragion di stato”, Towns è stato più sincero nell’esprimere la sua delusione.

“Non so, credo però che alla fine si risolverà tutto, cerco di non pensarci troppo. So che sulla squadra ci sono grandi attese per cui è un bene per noi poterci preoccupare solo di farle rispettare” ha detto Josh Hart “Alla fine io resto sotto contratto qui, abbiamo una squadra forte e proveremo a vincere ancora, e l’ambiente fuori dal campo è straordinario. Per cui non c’è frustrazione da parte mia, non ci perdo il sonno. Siamo pagati per giocare a basket, è un privilegio“.

Hart sa che nella sua situazione contrattuale, per i Knicks sarebbe più semplice cederlo via trade già entro febbraio 2027 se dovessero presentarsi occasioni o necessità per la squarda. L’ex Lakers è già stato ceduto via trade in passato tra New Orleans, Portland e appunto New York, e il suo contratto in scadenza nel 2028 con una team option è particolarmente appetibile, specie per un giocatore produttivo come lui. “Non si può certo tralasciare il fattore umano della cosa ma è davvero tutto OK. Penso solo alla stagione che abbiamo davanti“.

Towns parla del mancato rinnovo di contratto

Meno abituato Karl-Anthony Towns, che dopo la vittoria del titolo NBA nel 2026 da co-star di Jalen Brunson si aspettava un rinnovo pluriennale, che dovrà invece attendere. KAT è sotto contratto coi Knicks fino al 2028 (player option), potrebbe diventare free agent nel 2027 e questo, oltre allo status di All-Star, lo rende più difficile da “piazzare” via trade. “Per me è stata una novità questa cosa (il comunicato, ndr). Sono molto deluso a dire il vero. Dirò una banalità, la NBA è un business no? Allora noi occupiamoci del business in campo“.

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