Siccome in campo non fanno altro che perdere, per i Dallas Mavs meglio concentrarsi su chi non c’è e guadagnare tempo con l’alibi degli infortuni e dei nomi grossi che debbono ancora rientrare.
La seconda parte del back to back non ha lasciato del resto scampo ai Mavericks, spazzati via per 120-96 in trasferta dai Minnesota Timberwolves in una partita che era gia 34-21 dopo un quarto. Minnesota s’è trovata avanti per 73-48 nel terzo periodo, più fresca e riposata e sul velluto.
Per Dallas il pallottoliere dice sconfitta numero 11 in stagione. Anthony Davis non sta giocando e non rientrerà che a dicembre quando, se le cose non miglioreranno, difficilmente ci sarà ancora qualcosa di concreto per cui giocare se non una rincorsona a uno strapuntino ai play-in (di nuovo). Ci sarebbe poi Kyrie Irving su cui i Mavs non forniscono aggiornamenti da mo’ lasciando spazio ai rumors.
Irving si è infortunato al legamento crociato del ginocchio destro a marzo e prima del 2026 non lo vedremo in campo. Se per 2026 si intende però la stagione in corso o la prossima, non è dato sapere, la sua riabilitazione procede “come da programma” per i Mavericks e per Kyrie stesso l’ultima volta che se n’è parlato. Su X invece c’è chi garantisce millantando “fonti interne” alla squadra che Irving “potrebbe rientrare già a gennaio” 2026 e che addirittura “se i playoffs iniziassero ora” l’ex Cavs potrebbe già giocare.
Chiacchiere e nulla più, che speculano sullo stato semidisastroso dei Mavericks che con la trade del gennaio 2025 hanno ipotecato il loro futuro per anni, con la sola speranza che Cooper Flagg si riveli il nuovo Doncic o il nuovo Nowitzki per la franchigia. Per ora non è stato così ma Flagg ha appena iniziato e ci vuole tempo, peraltro i Mavs sarebbero senza general manager dopo che Nico Harrison è stato spesato a lavoro compiuto, ovvero quello di fare da “testa di legno” per spedire Luka Doncic ai Los Angeles Lakers. A capo del front office ci sono ora la vecchia gloria Michael Finley e Matt Riccardi, e si naviga a vista.
