Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Parla Michele Roberts: “Inevitabile che in NBA ci saranno giocatori positivi”

Parla Michele Roberts: “Inevitabile che in NBA ci saranno giocatori positivi”

di Lorenzo Brancati
Michele Roberts

Mentre tra i giocatori continuano le discussioni riguardo la ripresa della stagione NBA, i vertici della lega e della NBPA, l’unione dei giocatori, si interrogano riguardo diverse questioni pratiche, tra le quali l’eventualità di test positivi.

A parlare, in una lunga intervista per il Boston Globe, è Michele Roberts, presidentessa della NBPA. Le sue parole hanno spaziato tra i possibili casi positivi tra i giocatori, il supporto alla ripresa e la ripartenza della stagione 2020/2021.

“Chiaramente i giocatori sanno che potrebbero esserci casi di tamponi positivi, e vogliono conoscere i protocolli NBA a riguardo.” ha esordito “Ormai, comunque, non ci si chiede se ci saranno casi, piuttosto ci si interroga sul da farsi quando ci saranno.”

“Questo è l’unico mind-set possibile: è inevitabile che qualche giocatore risulterà positivo. Non penso più ai se, ma ai quando e cosa potrò fare per mitigare quei quando. Come ci si dovrà comportare, come si potranno sostenere le cure necessarie. Se ci si ammalerà pesantemente, come si individuerà l’infezione. Dopotutto sono questioni all’ordine del giorno per tutti gli americani.”

Dopo aver ripercorso le tappe della diffusione del covid-19, e le relative preoccupazioni tra i giocatori, ormai non più limitate alle persone più anziane a loro care, ma estese alla loro stessa salute, la Roberts ha affrontato la questione del dissenso.

Ha voluto innanzitutto sottolineare come nessuno sia, o si debba sentire, obbligato a giocare. Ha poi aggiunto: “Questa è una forte riduzione dei rischi per i giocatori. Sono soddisfatta di poter affermare che questo protocollo non potrebbe essere più sicuro di così. Ma sono comunque sincera, non è perfetto né antiproiettile.”

La presidentessa della NBPA ha inoltre affermato come: “Tutti i giocatori sono nella miglior posizione possibile. Vogliono dare una possibilità a questa ripresa, e se non funzionerà, almeno ci avremo provato. Se non accadrà nulla di catastrofico spero saremo in grado di tirare fuori un buon piano B.” per poi concludere ammettendo “Certo, se le cose si dovessero mettere male e dovesse esserci una diffusione esagerata chiuderemo tutto. E’ il virus dopotutto. Le squadre e i giocatori lo sanno, non ci sono certezze medico scientifiche per fermarlo. Noi stiamo facendo il possibile, i ragazzi lo sanno, e se così non fosse ci staremmo menomando da soli, e i giocatori non dovrebbero più darci retta. Fortunatamente non è questo il caso.”

Infine, ha concluso l’intervista accennando alla prossima stagione: “La data del primo dicembre per la stagione prossima non ci fa impazzire. Ci sono cose di cui si deve ancora discutere. Come ad esempio dei problemi di incasso provocati dal virus. Potremo riavere i tifosi nelle arene già ad ottobre o no? Io non credo, e non si sa quando potremo. Ci sono troppe incognite, soprattutto legate al virus. Ma comunque, non accadrà nulla che i giocatori non abbiano prima firmato. Potete starne certi.”

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