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Ecco quanto costa alla NBA la bolla di Orlando tra test, hotel, logistica e niente biglietti

di Michele Gibin

NBA, ma quanto costa la “bolla” di Orlando e del Walt Disney World resort che per quasi tre mesi ospiterà la ripresa della stagione 2019\20?

Alcune stime parlando di un costo totale di oltre 150 milioni di dollari, necessari per la logistica e le strutture come i 3 campi su cui si giocheranno le partite ed i 7 campi di allenamento, ma anche per le stanze d’albergo e soprattutto per i test per il coronavirus giornalieri previsti dal protocollo di sicurezza della NBA.

E poi ancora,  strutture mediche, spese di trasporto e di sicurezza per le oltre 1500 persone che si troveranno a spostarsi e vivere dentro la bolla, il tutto mentre il resto del grande parco divertimenti di Disney World riaprirà le sue porte al pubblico, per gradi, a partire dall’11 luglio.

Una vera impresa, di cui il commissioner NBA Adam Silver non aveva negato il peso economico per la sua lega. La speranza è che lo sforzo possa valere grandi ritorni, con tutti i riflettori dello sport mondiale puntati su Orlando e su star come LeBron James, Giannis Antetokounmpo, Kawhi Leonard, Luka Doncic, James Harden, Zion Williamson per due mesi ed in pieno agosto e settembre.

NBA, senza i biglietti oltre un miliardo di dollari di mancati introiti

L’impatto economico di una cancellazione della stagione sarebbe stato al contempo disastroso per le finanze della NBA, che già dall’anno prossimo andrà incontro comunque ad una stagnazione (se non contrazione) del salary cap per le squadre, e che è già stata danneggiata dalla crisi diplomatica di ottobre con la Cina, sul caso Daryl Morey-Hong Kong.

Il coronavirus e l’epidemia che in Florida viaggia oggi al ritmo di oltre 5000 casi al giorno, fanno ancora paura. Un focolaio all’interno della bolla di Orlando significherebbe la sua chiusura immediata, uno scenario cui la NBA è preparata ma che vuole evitare ad ogni costo, e la struttura del campus del Walt Disney World Resort dovrebbe servire proprio a questo.

La sola mancata vendita dei biglietti per le circa 20 partite ancora da giocare nella regular season al momento della sospensione della stagione (12 marzo) e soprattutto per i playoffs sono una perdita economica importante: oltre un miliardo di mancati introiti la proiezione della NBA, che allargherà il buco di circa 300-400 milioni di dollari di mancate entrate seguite alla crisi con Pechino ed il ritiro delle sponsorizzazioni di colossi come Tencent (la TV di stato cinese CCTV non trasmetterà le partite NBA, un altro danno rilevante).

Un canyon finanziario che potrebbe crescere in profondità ancora di più se il virus impedirà alle arene di accogliere il pubblico anche per la prossima stagione. Solo un vaccino efficace potrebbe scongiurare take ipotesi, soprattutto vista la relativa disciplina con cui gli Stati Uniti hanno affrontato la pandemia.

Quello che resterà però in vigore sono i ricchi contratti televisivi con i network nazionali e regionali USA, che trasmetteranno le partite da Orlando. Silver ha promesso agli spettatori un’esperienza TV mai vista prima, con camere e angoli nuovi. Non ci resta che attendere.

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