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NBA, l’All-Star Game 2026 “resta ai Clippers” nonostante l’indagine

di Michele Gibin
steve ballmer aspiration

La NBA non sposterà la sede dell’All-Star Game 2026 da Los Angeles e dall’Intuit Dome, casa dei Clippers, nonostante l’indagine per una sospetta violazione delle regole salariali NBA nel caso Kawhi Leonard-Aspiration, ancora in corso.

Lo ha anticipato il comissioner Adam Silver che ha dichiarato che “non è nei piani della lega” di spostare l’evento annuale altrove. “L’indagine in corso e l’organizzazione dell’evento sono due cose completamente separate e indipendenti” ha spiegato. Gli LA Clippers sono sotto indagine da parte della lega per un sospetto tentativo di aggirare le regole salariali NBA, e per aver procurato a tale scopo alla star Kawhi Leonard tra 2021 e 2022 un contratto di sponsorizzazione da 28 milioni di dollari con Aspiration, all’epoca sponsor della squadra e compagnia in cui la proprietà del team con Steve Ballmer e – in quota minore – Dennis Wong – avevano investito oltre 50 milioni di dollari. Aspiration è fallita nel 2025 e il suo fondatore Joseph Sanberg è sotto processo per truffa e bancarotta.

Nonostante il suo contratto con l’azienda, Leonard non avrebbe mai svolto alcuna attività di promozione né campagna per Aspiration, e il giocatore avrebbe sempre ricevuto i suoi pagamenti anche quando l’azienda era in difficoltà economica e licenziava i suoi dipendenti. Alcuni ex dipendenti e executive di Aspiration hanno rivelato al giornalista d’inchiesta Pablo Torre, autore dello scoop, che il contratto di Kawhi Leonard con l’azienda fosse effettivamente un sistema per aggirare le regole salariali NBA da parte dei Clippers. La squadra si è difesa dichiarandosi estranea e puntando il dito contro la compagnia e il suo fondatore, accusato di truffa e frode.

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