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Clippers, Leonard su Aspiration: “Fantasie, anch’io ci ho perso soldi”

di Michele Gibin
kawhi aspiration

Dopo un mese di rivelazioni giornalistiche sul suo contratto fantasma con l’ormai defunto sponsor Aspiration e l’inchiesta, anche formale della NBA che n’è seguita, è toccato a Kawhi Leonard replicare in prima persona sul proprio conto.

Kawhi ha negato ovviamente qualsiasi tentativo architettato coi Clippers di aggiramento delle regole salariali NBA, la questione su cui la lega sta indagando, e ha accolto le verifiche come una notizia positiva che servirà a fare luce. “Faranno ciò che devono fare e noi sappiamo che non abbiamo fatto nulla di male. Non sarà una distrazione per me né per la squadra“. Leonard ha confermato di aver avuto un contratto di partnership con Aspiration, la compagnia che dal 2021 al 2025 è stata sponsor dei Clippers prima della bancarotta e che Steve Ballmer ha cofinanziato negli anni con oltre 50 milioni di dollari di investimenti e ricapitalizzazioni. Il sospetto è che i Clippers abbiano procurato nel 2021-22 a Leonard un contratto con l’azienda come mezzo per pagare una cifra extra oltre il suo accordo con la squadra al giocatore, Kawhi non avrebbe infatti mai svolto alcuna attività né preso parte a alcuna campagna promozionale per Aspiration ma avrebbe ricevuto tutti i soldi e i benefit previsti dal suo contratto, anche quando l’azienda era in difficoltà e licenziava.

Kawhi Leonard ha respinto le ricostruzioni nate dall’inchiesta del giornalista Pablo Torre a settembre e ha spiegato di aver perso almeno 7 milioni di dollari di mancati pagamenti da Aspiration quando la compagnia ha dichiarato bancarotta, sui 28 milioni del suo contratto. “Dovrei andare a vedere ma sono almeno 7 se non di più. Poi l’azienda è andata gambe all’aria ed è venuto fuori che era una truffa, lo sapete. Se non ho mai lavorato per loro? Questa cosa non è accurata e se volete saperlo, per voi è una novità ma noi ce lo aspettavamo che venisse fuori, da quando Aspiration è andata in fallimento. E io non leggo i giornali e non seguo le teorie della cospirazione“.

Le indagini della NBA intanto proseguono, i Clippers restano sotto verifica per un sospetto tentativo di aggiramento delle regole salariali che se confermato potrebbe comportare una sanzione severa: multe pecuniarie e penalità come la perdita di future prime scelte al draft. Anche Lawrence Frank, president of basketball operations della squadra, ha parlato della situazione in prima persona per la prima volta al Media Day. “Intanto accogliamo le indagini della lega e siamo ansiosi di vedere la verità emergere, sappiamo che usciremo puliti da questa storia. Le conclusioni cui si è arrivati sui media sono deludenti e inquietano (…) Personalmente mi dispiace molto per Steve (Ballmer, ndr), lui è davvero un’ottima persona, merita rispetto, lavora e si comporta nel modo giusto. E ci ricorda sempre di restare dalla parte delle regole. E mi dispiace anche per i nostri atleti, per i tifosi e lo staff, senza dimenticare gli ex dipendenti di Aspiration e le persone truffate“. Frank ha poi ricordato che “i contratti di sponsorizzazione sono totalmente separati da quelli con le squadre, per i giocatori. Per cui noi non abbiamo idea di cosa Kawhi o un altro atleta facciano coi loro contratti di endorsement personali. E le regole salariali NBA sono precise, non ci sono aree grigie né scorciatoie su cosa si può e non si può fare. E tutti le conosciamo, Kawhi le conosce, Dennis (il suo zio e ex agente, ndr) le conosce, Mitch Frankel (l’attuale agente di Leonard, ndr) le conosce“.

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