Mentre nella bolla il primo turno di questi playoffs piuttosto insoliti prende il via, al di fuori di Orlando l’NBA e la relativa associazione giocatori sono ancora in discussione per trovare una soluzione alle otto squadre escluse da questa ripresa. Come ben sappiamo, Adam Silver ed i maggiori vertici della lega hanno organizzato un piano per garantire alle squadre di ritornare a giocare in un unico ambiente sicuro, a seguito definito “bolla”.
Tuttavia, tra le trenta squadre che ogni anno lottano per il titolo, solo ventidue sono state radunate nello stato della Florida. Questa decisione ha così escluso le otto rimanenti, ovvero: Atlanta Hawks, Charlotte Hornets, Cleveland Cavaliers, Chicago Bulls, Detroit Pistons, Golden State Warriors, Minnesota Timberwolves, ed infine i New York Knicks. Ovviamente, la motivazione dietro all’esclusione di queste otto franchigie è strettamente legata al rispettivo record.
Difatti, nessuna di queste avrebbe avuto una concreta possibilità di accedere alla corsa al titolo, rendendo così una loro eventuale convocazione nella bolla una mossa alquanto inutile. Ad oggi, dopo svariate discussioni, si è giunti probabilmente ad una soluzione che sia in grado di garantire a queste squadre allenamenti di gruppo in totale sicurezza.
NBA, da metà settembre le otto escluse si alleneranno nelle loro palestre, creando tante piccole “bolle”
Sin dalla sospensione del campionato nel mese di marzo, le otto escluse dalla ripresa non hanno avuto la possibilità di far allenare i loro giocatori in modo ufficiale e sicuro. Se una soluzione a tale problema non venisse trovata, queste squadre potrebbero rimanere in astinenza dal gioco del basket fino al mese di dicembre, il che causerebbe notevoli problemi di rodaggio a livello fisico e mentale.
Per tal motivo, dopo aver ipotizzato di creare una seconda bolla per le otto escluse, o addirittura di riutilizzare quella di Orlando per un secondo uso, l’NBA e l’NBPA avrebbero raggiunto un accordo: da metà settembre, ciascuna squadra potrà riunire nelle rispettive palestre i propri giocatori, i quali allenamenti saranno però divisi in diverse fasi.
La prima fase, che andrà dal 14 al 20 di settembre, vedrà i giocatori allenarsi individualmente dopo aver superato i controlli giornalieri per scovare un’eventuale positività al Sars-CoV-2. La seconda fase, dal 21 settembre al 6 di ottobre, concederà invece ai vari atleti di allenarsi in gruppo, sempre a seguito dei soliti ma utili test giornalieri. Ogni squadra dovrà ricreare un ambiente stile bolla nella propria città, in modo che i giocatori possano muoversi e frequentare gli stessi posti giorno per giorno.
Tale soluzione dovrebbe quindi ridurre al minimo le possibilità di entrare in contatto con un soggetto affetto da COVID-19. Secondo quanto riportato nei termini dell’accordo raggiunto proprio ieri, la partecipazione a tali allenamenti sarà facoltativa, il giocatore in questione potrà quindi scegliere se allenarsi oppure rimanere nella propria abitazione. Inoltre, sempre nei dettagli dell’accordo è dichiarato che ogni franchigia potrà convocare, oltre ai rispettivi atleti già sotto contratto, un massimo di cinque giocatori che hanno partecipato alla relativa squadra di G-League.

