I Phoenix Suns sono, senza dubbio, la miglior squadra della NBA. Lo scorso anno avevano dimostrato una chimica di squadra unica nella Lega, facendo un percorso ai playoff incredibile. Soltanto lo strapotere di Giannis Antetokounmpo si è messo fra Suns e il loro primo titolo NBA. La squadra di Monty Williams non si è perduta d’animo, anzi, ha colto l’occasione per unirsi ancor di più e migliorarsi, facendo nettamente meglio dello scorso anno. Adesso i Suns non sono più una sorpresa e, anche grazie all’esperienza dello scorso anno, hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo e vincere.
Prima del 2021 i Phoenix Suns hanno già avuto parecchie annate ottime, ma senza mai arrivare all’obbiettivo finale. Negli anni ’90 Charles Barkley portò i Suns in finale contro i Bulls di Michael Jordan, ma sappiamo tutti com’è andata a finire. Più di recente però tra il 2005 e il 2010 la squadra dell’Arizona è andata sempre più vicina al premio finale. Steve Nash in campo e Mike D’Antoni in panchina furono i trascinatori di quel team. Proprio il due volte MVP, e ora coach dei Brooklyn Nets, Steve Nash ha espresso la sua idea sul gioco della sua ex squadra: “Hanno la squadra, sono intelligenti e hanno una coesione incredibile, oltre ad avere anche un allenatore che ha fatto un lavoro eccezionale.”
Phoenix Suns, i numeri di una stagione perfetta: manca solo la ciliegina
Nessuna scusa per Suns, adesso o mai più. Hanno concluso la stagione regolare con il miglior record della storia della franchigia e miglior record della NBA (64-18), hanno stabilito il record di franchigia per vittorie fuori casa (32). Dopo tre sconfitte nelle prime quattro partite di regular season hanno intrapreso un filotto di 18 vittorie consecutive e vincendone poi 19 delle successive 20. Hanno un record di 47-0 dopo aver guidato la gara fino alla fine del terzo quarto. Sono secondi per canestri dal campo (48,5%), terzi in defensive rating e quinti in offensive rating, nessuna squadra è riuscita a finire nella top-5 di entrambe le statistiche. Numeri straordinari. I numeri però vanno anche valorizzati nel modo giusto, perchè non bastano per la vittoria del trofeo (vedi i Warriors nel 2016).
Hanno anche il roster più completo e collaudato della NBA: la superstar Devin Booker, il leader Chris Paul, il centro dominante DeAndre Ayton, uno dei migliori difensori perimetrali Mikal Bridges, il quarto miglior tiratore da tre della lega per percentuale Cam Johnson. Anche i giocatori sono assolutamente convinti del lavoro svolto e delle loro potenzialità, per questo, Chris Paul ha affermato, durante un’intervista: “Dobbiamo lavorare giorno per giorno, dopo un anno siamo tornati qua quindi ora l’unica domanda che dobbiamo porci è cosa fare con questa opportunità fra le mani”. Anche Bismack Biyombo è consapevole del duro lavoro svolto “Il coaching staff ha fatto sempre di tutto per tenerci in forma e pronti ogni notte, ogni partita e ognuno di noi fa il meglio nelle sue possibilità”.
A Ovest, specialmente dopo lo stop di Luka Doncic e di Stephen Curry, sono nettamente i favoriti, ora sta a loro decidere di fare la storia o meno.
