L’arrivo di Blake Griffin e LaMarcus Aldridge, e la necessità soprattutto di dare minuti e la possibilità di ritrovare la forma ai due ex All-Star, ha avuto l’effetto per i Brooklyn Nets di relegare DeAndre Jordan in fondo alla panchina di coach Steve Nash.
Con Griffin, Aldridge e con Nicolas Claxton la cui importanza in difesa è troppa per i Nets oggi, Jordan ha accumulato ben quattro “DNPCD” di fila contro Hornets, Bulls, Knicks e Pelicans e vista l’abbondanza di lunghi a disposizione e il ritorno di Kevin Durant, i dubbi sul futuro di DeAndre Jordan a Brooklyn sono aumentati.
Domande e ipotesi di buyout che però i Nets hanno stoppato subito: “Non è mai stato in discussione“, così riporta il NY Post “Non ci sono problemi“.
La posizione di DeAndre Jordan a Brooklyn è particolare. Il suo arrivo, e con un ricco triennale da 30 milioni di dollari ai stagione nella free agency 2019, era legato a quello di Durant e Kyrie Irving che avevano espressamente voluto l’amico e ex compagno di nazionale USA in squadra. Jordan ha finito per occupare minuti accanto a Jarrett Allen lo scorso anno, situazione che unita all’imminente rinnovo per l’oggi giocatore dei Cavs, ha favorito la sua inclusione nella maxi trade che ha portato James Harden a Brooklyn a gennaio.
In questa stagione DeAndre Jordan è partito titolare in 36 delle 46 partite giocate, Nash sta utilizzando queste partite per dare spazio a Aldridge e Griffin, con Claxton diventato ormai inamovibile. Il risultato? Un giocatore da 30 milioni di dollari è ai margini delle rotazioni, con persino il giovane Alize Johnson che ha avuto minuti e che i Nets dovranno decidere se trattenere fino al termine della stagione.
Dal canto suo, Steve Nash vuole che Jordan resti pronto in caso di necessità: “Deve tenersi pronto, perché potrebbe tornare in campo, forse già domenica, forse tra due settimane… abbiamo tanti centri, lavoreremo sulle rotazioni prima dei playoffs“.
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