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Nuggets schiantati dai Clippers, Coach Malone non ci sta: “Siamo soft”

di Lorenzo Brancati

I Los Angeles Clippers, ancora a pieno organico, continuano il loro percorso positivo superando agevolmente i Denver Nuggets. I californiani, padroni di casa, hanno infatti vinto per 103-132, rimanendo in controllo dell’incontro dai primi minuti fino alla sirena finale.

Risultato mai in discussione dunque, con gli ospiti che hanno avuto evidenti problemi ad entrare in partita, e poi a provare a rientrarvi. L’atteggiamento dei suoi giocatori non è affatto piaciuto a Coach Mike Malone, che a fine gara li ha definiti “soft”, affermando: “Siamo stati molli per tutta la sera. Non ci siamo fatti sentire né in attacco né in difesa. Hanno fatto quello che volevano. Non abbiamo attaccato come volevamo perché ci chiudevano sempre, mentre loro l’hanno fatto per 48 minuti. Sono un’ottima squadra sia chiaro, sono solo molto deluso dal nostro spirito competitivo e dal nostro impegno.”

Dei giocatori, solo Monte Morris e Nikola Jokic si sono rivolti alla stampa. La guardia ha raccontato di un lungo discorso tenuto da Will Barton subito dopo la sconfitta, e ha poi voluto sottolineare: “Vogliamo parlare di titolo, ma possiamo buttare tutto dalla finestra se non ci presentiamo pronti a partite del genere. (…) Non siamo più un gruppo di giovani alle prime esperienze. D’ora in poi dovremo farci trovare pronti. Non è stata la fine del mondo, ma un campanello importante.”

Il centro serbo ha avuto invece meno da dire: “Abbiamo già perso diverse partite malamente. Come dicono, forse questa è più importante. Ma non è la fine del mondo. Abbiamo perso anche con squadre con record peggiori, e abbiamo saputo reagire.”

I Clippers a pieno organico promossi anche contro i Nuggets

Dal canto loro, i Clippers hanno potuto schierare una rotazione da 10 uomini, diventati 13 a gara ampiamente decisa. Raramente in stagione Coach Doc Rivers si è potuto permettere di utilizzare tutti i giocatori del roster, e quando l’ha fatto i risultati sono stati positivi. Sette volte su sette è infatti arrivata una vittoria.

“Ciò che non manca a questo gruppo è la fiducia. Anche quando non stavamo giocando bene, seppur iniziarlo a fare aiuta. Tutti infatti vedono ciò di cui sei capace e sali al livello successivo.” ha commentato Rivers.

La squadra ha offerto infatti una prestazione collettiva, con ben 7 giocatori in doppia cifra. L’unico a superare quota 20 è stato Paul George, ormai ristabilito. L’ex OKC Tunder ha messo a segno ben 6 tiri da oltre l’arco, e ha segnato 24 punti complessivi.

La strada intrapresa dai Clippers nelle ultime uscite sembra quella giusta. Infortuni permettendo, dovessero arrivare ai playoffs in questo stato di forma farebbero paura a chiunque, cugini dei Los Angeles Lakers compresi.

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