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Sixers, Embiid risponde a Charania: “Io e Simmons come Shaq e Hardaway? Assolutamente no”

di Francesco Catalano

Senza dubbio una delle contender che può ambire a vincere il titolo NBA sono i Philadelphia 76ers di Joel Embiid e Ben Simmons. I due “front men” del gruppo a cui si sono aggiunti Josh Richardson e Al Horford insieme alla riconferma di Tobias Harris. Pochi giorni fa, proprio loro due hanno preso una pausa dal training camp che li sta impegnando per avere una piccola chiacchierata a bordo campo con Shams Charania di The Atheltic. Un’intervista a tutto tondo su passato, presente e futuro di Philadelphia e, in particolar modo, di Simmons ed Embiid.

Charania parte subito chiedendo le reazioni dopo l’eliminazione rocambolesca a gara 7 delle semifinali di Conference contro i Toronto Raptors a causa del celebre tiro fortunoso di Kawhi Leonard. Embiid non nasconde che l’amarezza c’è stata (e forse c’è ancora), tuttavia è un motivo per continuare a lavorare ancora più sul serio. Anche Simmons è d’accordo col compagno: quella amara eliminazione deve essere la scintilla o, come direbbero gli inglesi, il “trigger” per fare meglio nella nuova stagione. “A nessuno piace perdere, ma è parte del gioco. Queste situazioni servono tanto per crescere”.

Embiid, ancora a distanza di mesi, prova una punta di rammarico. Sente che se magari avesse fatto uno sforzo in più nella marcatura quel tiro di Leonard non sarebbe entrato. Ma, come sa anche il centro camerunense, con i se e con i ma non si fa la storia.

D’altro canto, la point guard della squadra ha ribadito quanto lavoro si è imposto di fare durante l’estate per garantire ancora prestazioni migliori al gruppo. Soprattutto si è dedicato a migliorare il tiro da tre punti: suo vero e proprio tallone d’Achille. Se riuscisse veramente a fare notevoli progressi in quel fondamentale sarebbe un giocatore completo. Infatti una delle curiosità maggiori da soddisfare nei primi incontri sarà quella di appurare i reali miglioramenti che Simmons ha apportato.

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I Sixers di Embiid e Simmons vogliono solo vincere

Charania poi ha insistito sul loro ruolo di leader del team. Entrambi sanno che tale qualifica è sia un onore che un onere. Sono consapevoli di avere delle responsabilità maggiori degli altri e di avere il compito di aiutare e trainare la squadra nei momenti di difficoltà. E quando scendono in campo vogliono una cosa ed una soltanto come ha sottolineato Ben Simmons: “On court, we want to win. Off court, Jo (Joel Embiid, ndr) does his things, I do my things” (In campo vogliamo vincere. Fuori dal campo, Jo fa le sue cose e io le mie”).

Poi il giornalista di The Athletic tenta un paragone azzardato: chiede a Embiid se nella sua intesa con Simmons rivede quella storica degli Orlando Magic tra Shaquille O’Neal e Penny Hardaway. Embiid però è categorico: Simmons e Hardaway hanno due stili di gioco molto differenti e poi conclude “Io sono me stesso e non voglio essere paragonato con nessun altro. Io ho il mio modo di giocare e Shaq il suo”.

Durante la loro permanenza in Pennsylvania hanno visto molti giocatori andare e venire. Ma gli attuali Sixers sono probabilmente i migliori degli ultimi anni. Embiid non nasconde che nella Eastern Conference comunque ci siano squadre forti come i Bucks e i Celtics. Tuttavia è d’accordo col compagno di squadra quando chiudono l’intervista dicendo che l’obiettivo della stagione è uno soltanto: vincere.

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