Tra veterani che cercano di farsi notare da compagini con ambizioni maggiori, e giovani consapevoli, o speranzosi, che il loro futuro possa attenderli altrove, non è inusuale notare poca unione di intenti all’intero delle squadre nel mezzo di una ricostruzione. Probabilmente è questo il caso degli Houston Rockets di coach Stephen Silas.
La squadra Texana ha raccolto la sua ventisettesima sconfitta stagionale contro i vicini di casa dei Dallas Mavericks. A far scalpore, però, piuttosto che il terzo peggior record della lega, sono state le parole cariche di amarezza di Eric Gordon.
Coach Silas ha risposto a distanza al suo veterano: “Ricostruire è duro, per tutti. Per i tifosi, per gli allenatori, per i giocatori. Eric Gordon si sentiva frustrato. Non sono necessariamente d’accordo con tutto ciò che ha detto, ma lo capisco. Siamo tutti frustrati, vorremmo vedere questa ricostruzione procedere più velocemente e con risultati più tangibili.”
“Ho avuto una buona conversazione con Eric, oggi.” ha continuato il capo allenatore dei suoi “Ora conosciamo il punto di vista l’uno dell’altro. Non sarà semplice o lineare. Continueranno a esserci dossi, passaggi a vuoto e tempi duri, magari anche frustrazione.”
Insomma, non sembra che dalle parti di Houston tiri un’aria molto positiva. O che lo sviluppo dei giovani stia dando risultati tanto soddisfacenti, nemmeno per coach Silas, se si legge tra le righe.
Jalen Green, Kevin Porter Jr e Kenyon Martin Jr sembrerebbero anche evidenziare qualche miglioramento, e lo stesso Alperen Sengun mostrare sprazzi di grande potenziale. Ma forse questo potrebbe non essere abbastanza per la buona riuscita del progetto. Si parla molto poco anche dell’ultima terza scelta assoluta dei suoi, Jabari Smith Jr. Non si può dire che l’impatto del lungo con la NBA sia stato deludente, con 12 punti, 7 rimbalzi e 2 triple segnate di media, ma di certo non sta nemmeno apportando poi così tanto alla stagione dei suoi. Senz’altro è presto per giudicarlo, ma come testimoniamo le parole degli addetti ai lavori, qualcuno sta iniziando a perdere la pazienza.
Anche per coach Silas, forse, il fatto che i giovani Rockets continuino a crescere giusto un pochino all’anno inizia già a non bastare. C’è anche da ricordare come alcuni dei nomi chiave della ricostruzione, poi, non godano della nomea di giocatori dediti all’allenamento e al lavoro in palestra. Houston, abbiamo un problema?

