Home Mondiali Basket 2023 Team USA, Kerr: “Rimbalzi e corsa, così si batte l’Italia”

Team USA, Kerr: “Rimbalzi e corsa, così si batte l’Italia”

di Michele Gibin
team usa kerr

Paolo Banchero, che in fondo sa di averla fatta grossa, preferisce non rispondere a chi gli chiede se la partita di quarti di finale ai mondiali di basket contro l’Italia avrà un significato particolare, e a poche ore dalla palla a due a Manila sono coach Steve Kerr e Austin Reaves a commentare lo stato dei lavori a Team USA dopo la sconfitta contro la Lituania di domenica.

Per Reaves, che fino al match contro la Lituania era stato tra i migliori per Team USA e ha poi sbagliato partita e sofferto in difesa, “Prima di scendere in campo sapevamo che la Lituania era una squadra in fiducia e che avevano le qualità per batterci“. Opinione non condivisa da alcuni sui compagni di squadra prima della sfida, per la verità.

L’Italia non è la Lituania, non ha la stessa predominanza fisica sotto canestro e la panchina è meno lunga. Gli uomini di coach Pozzecco hanno però battuto la Serbia, squadra che secondo qualche dietrologo da entrambe le sponde dell’oceano Team USA “avrebbe voluto evitare“, quindi non dannandosi l’anima per vincere contro i lituani a partita indirizzata, tenendo conto dell’incrocio dei gironi.

Ciò che la partita contro Jonas Valanciunas e compagni ha dimostrato, è che Team USA non è la squadra più forte fisicamente del torneo. Per coach Steve Kerr la risorsa principale è e resta il maggior atletismo, quello si davvero impareggiabile: “Penso che dovremo affidarci di più a essere sempre la squadra più atletica, che si impone. Non è una questione di quintetti quanto di mentalità da metterci. Abbiamo lavorato su alcuni aspetti (dopo la Lituania, ndr) come una miglior posizione a rimbalzo sia in difesa sia in attacco. Ciò che non portiamo permetterci è avere 4 o 5 giocatori che se ne stanno fermi a guardare un tiro partire invece di cercare il proprio uomo e fare taglia-fuori. Ogni azione conta, e quando prendiamo possesso del pallone allora possiamo correre e lanciarci“.

Se invece partiremo lenti come abbiamo fatto domenica, è lì che poi le altre squadre prendono fiducia. E ora lo sappiamo, abbiamo accumulato esperienza, quella che coach Popovich chiamava ‘la giusta paura’, adesso usiamola a nostro vantaggio“.

You may also like

Lascia un commento