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Warriors, al draft si punterà su Edwards, niente Ball o Wiseman

di Gabriele Melina

Dopo un campionato caratterizzato più da infortuni che da successi stagionali, i Golden State Warriors si affacciano al draft NBA con la possibilità di selezionare un giovane talento che, al fianco di Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green, possa riportare la franchigia californiana sul tetto della lega.

Secondo Connor Letourneau del San Francisco Chronicle, gli Warriors non sarebbero interessati a selezionare né James WisemanLaMelo Ball. Per il primo, non è stata una stagione alquanto esaltante, e soprattutto chiacchierata più per i fatti avvenuti al di fuori del parquet che per quelli strettamente legati alla pallacanestro.

Difatti, il lungo era stato sospeso per dodici partite e multato per 11.500 dollari dopo essere stato aiutato economicamente da Penny Hardaway, allenatore dei Memphis Tigers, nonché l’università a cui Wiseman si era iscritto. Secondo le regole NCAA, che amministra i vari tornei di livello collegiale, è severamente vietato pagare attraverso un qualsiasi metodo, sponsor compresi, gli atleti che prendono parte ad un programma sportivo.

Sta di fatto che il nativo del Tennessee ha comunque concluso la stagione con una doppia doppia da 19.7 punti e 10.7 rimbalzi, totalizzati in 23.0 minuti di gioco. Il diciannovenne ha dimostrato, attraverso il suo atletismo e le sue lunge leve, di poter dominare gran parte del pitturato, tuttavia, il suo tiro da fuori area sembra essere un’incognita ancora da configurare.

La filosofia di gioco di Golden State e quella del lungo sono sicuramente diverse fra loro, specialmente viste i quintetti small ball a cui coach Steve Kerr ha fatto riferimento negli ultimi cinque anni.

LaMelo Ball invece, terzogenito della famiglia dopo Lonzo e LiAngelo, ha vissuto un’annata in Australia con gli Illawarra Hawks, di cui è diventato proprietario proprio nella giornata di ieri. Per lui 31.3 minuti di impiego a serata, 17.0 punti, 6.8 assist, 7.6 rimbalzi in 12 incontri disputati.

I punti di domanda riguardanti il futuro del diciottenne rimangono principalmente due: inizialmente, quanto può resistere il suo fisico al continuo stress muscolare che si presenterà nel corso della lunga stagione regolare, e, secondo, fino a che punto è disposto a migliorare la sua meccanica per rendere il tiro da tre punti una minaccia concreta.

Ball ha concluso la stagione 2019\20 con il 37.5% dal campo ed un mediocre 25.0% da oltre l’arco, ed è stato un infortunio al piede a costringerlo a saltare le ultime sei gare rimanenti del suo anno in Australia. L’incompatibilità tra il suo modo di giocare e quello degli Warriors è dovuta al fatto che quest’ultimi dispongono già di un ottimo trattatore del pallone, ed affiancare al due volte MVP un’altro regista, come nel caso di D’Angelo Russell, non è stato un esperimento poi così funzionale.

La scelta più logica sembrerebbe quindi ricadere su Anthony Edwards, in uscita da Georgia University. Il nativo di Atlanta rientra nella categoria delle combo guard, ovvero quei giocatori capaci di ricoprire sia il ruolo di point-guard che quello di guardia. La sua forte composizione fisica ed il suo atletismo lo catapultano in una cerchia ristretta di atleti dal livello elitario, oltre alla sua capacità di gestire il pallone e concludere al ferro con entrambe le mani.

Se da una parte Edwards rappresenta la macchina da punti ideale, al contrario, i suoi punti deboli riguardano l’intelligenza con cui seleziona la sua vasta gamma di tiri. Per esempio, l’aggiunta di un floater all’interno del suo bagaglio tecnico gli consentirebbe di concludere anche contro giocatori NBA dotati di una notevole stazza, e l’innesto di un gioco lontano dalla palla, argomento su cui il suo futuro ed eventuale compagno di squadra Stephen Curry potrebbe tenere lezioni interminabili, lo renderebbero ancora più pericoloso nella metà campo offensiva.

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