Con la complicità degli LA Clippers, che combinano almeno un paio di disastri nel finale di partita, i San Antonio Spurs rimontano uno svantaggio di 25 punti e vincono per 116-112 la nona gara delle ultime 10 giocate. Per le lacrime nervose di un tipo intenso come Victor Wembanyama appena dopo la sirena finale.
Wemby chiude con 27 punti e 10 rimbalzi in appena 22 minuti, in gestione controllata per via del back to back, e ci aggiunge 4 stoppate. Per Julian Champagnie 20 punti e per De’Aaron Fox, motore della rimonta nel terzo periodo degli Spurs, 19 punti con 9 assist. I Clippers che debbono innanzitutto mangiarsi le mani sia per la rimonta subita sua per i pasticci nel finale, sprecano i 30 punti di un Kawhi Leonard ancora impressionante per potenza fisica e capacità di segnare, e i 26 punti di un redivivo Brook Lopez.
San Antonio segna 70 punti equamente distribuiti nel secondo tempo. A 1:07 dalla fine è Wembanyama con un tiro da tre a mettere gli Spurs avanti per 111-109 prima della replica di Derrick Jones Jr che segna col fallo proprio del francese. Gli ultimi due possessi Clippers sono purtroppo per loro un disastro, Leonard sbaglia da tre e sul rimbalzo lungo Wemby va in contropiede e Fox lo serve per la schiacciata facile. E con 16 secondi ancora da giocare, la comica: Tyronn Lue inserisce Nic Batum per la rimessa e lo schema, il francese mette in gioco verso Lopez che come da schema gli restituisce subito il pallone, ma Batum si distrae, non rientra coi piedi in campo e quando riceve la palla, è ancora fuori dalle righe. Lo schema prevedeva che Batum dovesse servire Leonard in isolamento in post medio per l’uno contro uno. E invece…
San Antonio però dà altre chance ai Clippers sbagliando due tiri liberi con Champagnie e Stephon Castle ma ogni volta è un uomo Spurs a controllare il rimbalzo d’attacco. Sul secondo errore, Castle riesce addirittura per primo a avventarsi sul pallone e segnare in appoggio il +4 Spurs che chiude i conti. In maniera così rocambolesca dunque, San Antonio fa 14-1 nelle ultime 15 partite giocate e chiude la rimonta più larga dal 1998 nella storia della franchigia.
Dopo la sirena finale, un Wembanyama esausto quasi piange per la fatica e la felicità di averla spuntata: “Vi giuro che non ce la faccio più, mi sentivo quasi svenire. Questa è una delle vittorie più belle della mia vitam una delle partite più belle che abbia mai giocato“. Appena 24 ore prima gli Spurs avevano battuto in casa i Detroit Pistons, e il back to back di fine stagione ha pesato sulle gambe e percentuali di Castle e Devin Vassell. Wemby ha giocato di meno salvando energie per il finale, agli Spurs va dato atto di non aver mollato una partita che sembrava “andata” nel terzo periodo sul 75-50 Clippers.
“Queste due partite sono state una sfida per noi per tanti aspetti diversi, e l’abbiamo superata, abbiamo risposto presente. Adesso un bel po’ di sonno, per fortuna non ci sono infortuni particolari o altro da osservare. Sto bene e ora si recupera, come sempre“.
Nonostante un ruolino di marcia clamoroso da febbraio gli Spurs restano secondi a Ovest dietro agli Oklahoma City Thunder, ma il divario si assottiglia. Sono 2.5 ora le partite di distanza in attesa della replica di OKC, e San Antonio ha battuto già per tre volte in stagione i Thunder.

