Con l’ottava posizione in classifica ad Ovest sempre più consolidata, i Thunder devono cominciare ad avere un occhio di riguardo in ottica playoff. I probabili avversari della post-season saranno i Golden State Warriors, guidati dalla terribile coppia Curry-Thompson che quest’anno hanno saputo fare il bello e il cattivo tempo in tutti i palazzetti in cui hanno giocato. Quella che si prospetta all’orizzonte sembra essere sfida proibitiva per i ragazzi di coach Brooks, soprattutto vedendo l’andamento delle due squadre quest’anno.
Tenendo conto dell’assenza di Kevin Durant, coach Brooks dovrà riuscire a trovare una soluzione in tempi brevi, se vuole continuare a coltivare il sogno di un anello. Per questo motivo, sarà fondamentale trovare l’equilibrio di squadra scegliendo opportunamente i giocatori da schierare in campo. In seguito alle trade di Febbraio, la squadra ha saputo trovare un buon ritmo grazie ad una buona serie di vittorie, ma nonostante ciò ha dimostrato di avere anche importanti lacune che non possono lasciare tranquilli i tifosi dei Thunder.
Infatti, sebbene con l’arrivo di Kanter la squadra ha saputo trovare un buonissimo ritmo offensivo, finendo spesso e volentieri sopra i 100 punti (anche grazie ad una stagione strepitosa di Russell Westbrook), i problemi in difesa sembrano essere più gravi del previsto, anche a causa dei continui infortuni che non permettono di migliorare il feeling tra i giocatori in campo che continuano cambiare. Kanter si mostra infatti tanto bravo nella fase offensiva in situazioni di pick ‘n’ roll e pick ‘n’ pop, quanto in difficoltà nel saper contrastare il suo diretto avversario nella fase difensiva.
Chi può direttamente aiutare il centro ex-Jazz nella fase difensiva è l’altro lungo, da scegliere tra Collison, Ibaka, Adams e MCGary. Il congolese è sicuramente il più forte tra i giocatori elencati, tanto che la sua assenza ha sicuramente condizionato le sorti della squadra. Nonostante ciò, sia lui che Adams in difesa non garantiscono la soluzione di tutti i problemi causati da Kanter: se infatti il neozelandese ha ottime doti difensive nella posizione di centro, quando si trova affianco a Kanter fatica a trovare la giusta intesa a livello di marcature, trovandosi spesso a dover raddoppiare per aiutare il turco ma lasciando libero il suo uomo. In particolare il duo Ibaka-Kanter, nei pochi minuti (288) giocati insieme, ha mostrato di dover sistemare la propria intesa, concedendo 109,2 punti ogni 100 possessi che hanno portato così i Thunder a piazzarsi al penultimo posto di questa speciale classifica, dietro solo ai Minnesota Timberwolves.
Il miglior giocatore da questo punto di vista è sicuramente Nick Collison, ma le sue condizioni fisiche ed i suoi limiti in attacco rischiano solamente di spostare il problema da una fase all’altra dell’azione. Accettando così come ipotesi un duo Kanter-Ibaka (o Kanter-Adams nel caso l’africano non riuscisse a recuperare in tempo), bisogna assolutamente cercare l’agognato equilibrio con giocatori ideali negli altri ruoli.
Appurato il forfait di Kevin Durant per il resto della stagione, il posto di ala piccola è stato occupato finora da Singler, il quale tuttavia non sembra avere il pedigree adatto per giocare in una contender, segnando finora col 29% dal campo. La stagione di Lamb invece sta provando a ripartire dopo una serie di infortuni che ne hanno compromesso la fase centrale.
Senza soffermarsi a parlare di Westbrook, leader indiscusso della squadra e vero e proprio termometro dello spogliatoio, la discussione si sposta per forza di cose sul giocatore che dovrebbe ricoprire il ruolo di guardia. Dopo la trade fallimentare che ha portato James Harden a Houston, la dirigenza dei Thunder ha faticato a trovare un degno sostituto in grado di risolvere i problemi della squadra.
Come detto in precedenza, l’alchimia tra i lunghi non è delle migliori, e per questo nel ruolo di guardia è essenziale fare una scelta equilibrata e vincente. I maggiori candidati a questa parte sono Morrow, DJ Augustin, Roberson e Waiters.
Sapendo che il gioco applicato dal duo Westbrook-Kanter si basa su numerose situazioni di pick ‘n’ roll e pick ‘n’ pop, il risultato è una notevole concentrazione di difensori avversari su questi due giocatori, lasciando inevitabilmente liberi le guardie sul perimetro. Con questo presupposto di base, ecco uno ad uno chi può essere il candidato ideale dello scacchiere di coach Brooks.
Partendo proprio da Dion Waiters, si può affermare che l’ex Cavs è quello che sta deludendo maggiormente, anche a causa di diverse prestazioni sotto gli standard e una percentuale inferiore al 40% sui punti dal campo.
Andre Roberson è invece una guardia con ottime doti difensive, ma che in attacco darebbe un apporto pressoché nullo. Considerando poi il fatto che uno dei lunghi in campo può essere Collison o Adams, la povertà di punti in attacco può diventare un grave problema per i Thunder.
DJ Augustin invece è un giocatore in grado di garantire buoni ritmi alla manovra offensiva, ma anche mostra troppe lacune come difensore. Infatti, se in campo c’è già Kanter a non aiutare in difesa, la scelta di aggiungere DJ Augustin rischierebbe solamente di compromettere definitivamente l’equilibrio di una squadra che si presenterebbe in campo senza alcuna logica.
L’elemento da ritenersi ideale per questo quintetto è così Anthony Morrow , sorprendentemente il miglior giocatore del quartetto elencato: molto efficace dall’arco, il giocatore proveniente da Georgia Tech si sta dimostrando anche un buon difensore capace di limitare le giocate del suo avversario.
Nonostante coach Brooks abbia faticato finora a lasciargli spazio da titolare, preferendogli sempre Waiters, i numeri stanno venendo lentamente in soccorso del ragazzo originario di Charlotte. Infatti fino ad ora è stato capace di viaggiare ad una media (non altissima) di 10,2 punti, ma con una percentuale rilevante del 42,7% da 3 punti, nettamente superiore sia a Waiters (11,2 punti con percentuali da 3 che non superano il 25,6%), sia DJ Augustin (10,1 punti e con 34,4% da 3).
Probabilmente tutto ciò non sarà sufficiente per arginare una squadra come i Warriors che fanno proprio delle guardie il punto di maggiore forza: tuttavia i segnali più importanti che arriverebbero in caso di prestazioni positive farebbero ben sperare per il futuro, poiché significherebbe che i nuovi innesti si sarebbero sempre più inseriti nella realtà degli Oklahoma City Thunder e che coach Brooks avrebbe trovato un nuovo equilibrio tra la fase offensiva e quella difensiva. Se mai dovesse succedere questo, allora una eventuale eliminazione dai playoff non sarebbe da vivere come un fallimento, ma bensì come la progettazione di nuove fondamenta per il futuro, sempre sperando che la free-agency e gli infortuni non giochino ulteriori scherzi.
Per NBA Passion,
Matteo Meschi


