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Orlando Magic, il castello comincia a vacillare

di Niccolo Coveri
Orlando Magic

A pochi giorni dalla trade che spedì Oladipo e Sabonis ad Oklahoma City in cambio di Serge Ibaka, ai tifosi di Orlando venne chiesto di definire la situazione della loro squadra con tre parole. Considerando il momento storico dei Magic, a digiuno di Playoff da un quinquennio, come chiedere a uno che è stato appena lasciato e cornificato cosa ne pensa dell’amore. Masochismo allo stato puro. E potete immaginare cosa venne fuori: “mai una gioia”, “cancellate la franchigia”, “cacciate quel tizio”. Il tizio in questione, Rob Hennigan, ex discepolo di Sam Presti ai Thunder e (giustamente) licenziato pochi giorni fa, proprio come fece il suo maestro con la cessione di Harden, potrebbe aver compromesso il futuro di una intera franchigia in una sola off-season.

E dire che la Re-Foundation, sulla base della mega trade che al tempo aveva portato Howard ai Lakers, era cominciata con il piede giusto. Harkless, Vucevic, Afflalo e un paio di scelte erano arrivati a Orlando in cambio di un giocatore scontento e in cerca di gloria. Striscia continuata successivamente con la positiva trade Redick/T.Harris finalizzata sul filo della deadline con i Bucks e le discrete scelte al draft di Oladipo (2014) e del duo Gordon-Payton (2015). L’arrivo di Fournier dai Nuggets per un sacchetto di noccioline, diventato poi Top Scorer della squadra, aveva confermato la tendenza di Hennigan a trovare in fondo alle rotazioni altrui degli ottimi giocatori da valorizzare.

Proprio nel momento in cui sembravano esserci le premesse per poter cominciare a lavorare dal punto di vista tattico e caratteriale su questo “core” giovane e talentuoso il castello cominciò a vacillare.
Draft 2015. I Magic, in quello che probabilmente verrà ricordato come uno tra i più talentuosi del nuovo millennio, hanno l’ardore di scegliere l’acerbo ma promettente gioiello del Barca Mario Hezonja. Pochi giorni dopo, per dar spazio alla propria pick, Moe Harkless, giovane esterno tuttofare in aria di rinnovo, viene ceduto ai Blazers per una seconda scelta Top55 protected. Praticamente un regalo natalizio anticipato.
Sono le prime avvisaglie di un tracollo gestionale che vedrà in zona deadline l’arrivo delle salme di Ersan Ilyasova e Brandon Jennings in cambio del rinato Tobias Harris.
Del primo avrete sentito parlare più che altro in questi giorni a causa del curioso “Bonus” sulle triple concessogli dai Blazers, ma quest’ultimo, nonostante le numerose problematiche dei Pistons, appare al momento uno dei più seri candidati al premio di Sesto uomo dell’anno dopo una stagione nettamente sopra le righe (e, aggiungo, per quanto sembri mia nonna, ha solo 24 anni e già 6 stagioni alle spalle).

The Best has yet to come. E’ l’estate 2016 quando i Magic, naufragato anche il progetto Skiles, decidono di andare All-In:

? Oladipo, ormai considerato incompatibile con Payton, e la 11esima scelta (Sabonis) vengono sacrificati per arrivare a Serge Ibaka. Non più il giocatore dei vecchi Thunder e con un contratto in scadenza, ma comunque un Plus difensivo non indifferente.
? Viene concesso un inspiegabile annuale da 15 milioni a Jeff Green (?), in cerca di sè stesso ormai da un paio d’anni.
? Viene concesso un pesantissimo pluriennale milionario (4×72) all’onesto Biyombo, sostanzialmente per controbilanciare le carenze difensive di Vucevic.

Tre mosse che hanno come obiettivo principale il fornire a coach Vogel il giusto materiale per implementare la sua pallacanestro difensiva, ma che di fatto finiscono per chiudere gli spazi alla crescita di Aaron Gordon ed intasare il roster con un sacco di lunghi più o meno monodimensionali. Non esattamente la miglior scelta del mondo considerata la recente evoluzione della pallacanestro d’oltreoceano.

La stagione è un fallimento annunciato sotto ogni punto di vista. Hennigan prova a salvare il salvabile cedendo Ibaka ai Raptors per Ross e una prima scelta del prossimo draft (Clippers, intorno alla 25) ma ormai sembra essersi avviato un pericoloso e preoccupante trend negativo dentro e fuori dal parquet. L’agente di Patricio Garino pubblica inconsapevolmente i loro obiettivi della prossima free agency su Twitter, alzando l’asticella dell’incompetenza a livelli al momento difficilmente raggiungibili.
Quelli che vanno sul parquet invece riescono nell’impresa di chiudere l’annata incassando la peggior sconfitta della storia della franchigia dai non irresistibili Bulls (-47).

Fare schifo non è un problema in NBA. Ci sono franchigie, vedi Phila, che hanno ricostruito anche grazie agli orrori del campo. Farlo a fasi alterne, o non farlo abbastanza, non è un’opzione considerabile/accettabile in un sistema in cui non c’è cosa peggiore della mediocrità. Quel pericolosissimo limbo tra lottery e i playoff in cui non puoi “nè scende nè salire, nè scendere nè salire” (cit.Aldo).
Andato Hennigan, necessaria vittima sacrificale viste le recenti evoluzioni, è ora di tirare le somme.

? Vogel, che al tempo disse di aver accettato il lavoro soprattutto per poter allenare Oladipo e non ha fatto in tempo nemmeno a conoscerlo, probabilmente può essere l’allenatore giusto, ma devere avere il materiale giusto su cui lavorare.
? Il monte stipendi dei Magic per la prossima stagione conta già 84 milioni a referto e i 4 contratti più alti sono da attribuire a giocatori che sostanzialmente o non vorreste avere nella vostra squadra o non li vorreste a quelle cifre.
Ross e Fournier, rispettivamente 10 e 17 milioni a cranio per molti anni ancora, sono due realizzatori nella media.
Vucevic (onesto triennale da 36 milioni) nonostante abbia probabilmente in dote un 18+10 a sera, sembra leggermente involuto rispetto al recente passato e un quintetto a due torri con Biyombo (17×4) o chi per lui che ne copra le carenze difensive non è concepibile nella pallacanestro attuale.
? Gordon, andato Ibaka e accantonati i quintetti “big” con due lunghi, è riuscito nel finale di stagione ad imporre la sua pallacanestro fisica e dinamica, candidandosi come futuro lock-in per lo spot #4. Nelle ultime 10:
19.1 Ppg
7.4 Rpg
1.6 Apg
1.5 Spg
0.7 Bpg
0.9 TOs
52% dal campo
36% da 3
? Payton, al di là delle splendidi ma inutili triple doppie, ha chiuso la stagione in crescendo e sembra sostanzialmente il faro di questi Magic, ma i punti interrogativi sulla sua efficienza realizzativa sono una spada di Damocle enorme per il capelluto play ex ULL. Soprattutto considerando che la posizione in questione è la più coperta di tutta la lega, che i Magic sono la squadra peggiore della lega nel tiro da 3 e che il prossimo draft per quanto riguarda i playmaker promette di essere uno dei più interessanti degli ultimi anni…

E’ proprio dalla prossima lottery che volente o nolente passerà tutto il futuro prossimo di Orlando, perché lo spazio per firmare un eventuale “Big” in free agency, a meno di clamorose trade, non sembra al momento essere disponibile.
Le scelte a disposizione invece sono due e presumibilmente intorno alla 5 e alla 25. Tutto dipenderà da cosa e come sceglieranno gli altri.
Presumibilmente Fultz,Ball e Fox, le tre PG più quotate, saranno già stati chiamati quando Silver farà il nome della franchigia della Florida, ed a quel punto la scelta obbligata dovrebbe/potrebbe ricadere sulla versatilità di Jackson/Tatum o sulle doti da scorer di Malik Monk.
A fine giro, per non intasare ulteriormente il reparto lunghi, si potrebbe rischiare la scelta Kurucs, giovanissimo prospetto lettone classe ’98 con range e capace di ricoprire 3 posizioni, anche se dopo la scelta Hezonja non so quanta voglia ci sia di rischiare un altro internazionale..

In America dicono “High Risk High Reward”, traduzione poco letterale del nostro “Chi non risica non rosica”, ma al momento a Gordon e soci più che il coraggio serve un vero e proprio miracolo per uscire da questa maledizione. La strada per la redenzione è ancora lunga ma non disperate tifosi Magic, in fondo non c’è posto migliore al mondo di Orlando per sperare nella magia…

And One

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