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La regular season, i playoffs e tutto lo spettacolo dalle franchigie ad Est: la divisione in Division
- Atlantinc Division: Boston Celtics, Brooklyn Nets, New York Knicks, Philadelphia Sixers e Toronto Raptors
- Central Division: Chicago Bulls, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Indiana Pacers e Milwaukee Bucks
- Southeast Division: Atlanta Hawks, Charlotte Hornets, Miami Heat, Orlando Magic e Washington Wizards.
E ad Ovest invece le squadre delle tre division sono:
- Northwest Division: Denver Nuggets, Minnesota Timberwolves, Oklahoma City Thunder, Portland Trail Blazers e Utah Jazz
- Pacific Division: Golden State Warriors, Los Angeles Clippers, Los Angeles Lakers, Phoenix Suns e Sacramento Kings
- Southwest Division: Dallas Mavericks, Houston Rockets, Memphis Grizzlies, New Orleans Pelicans e San Antonio Spurs





e tempo non di guerra”. Logico e fisiologico quindi che un popolo abituato alle ricostruzioni riesca a porre velocemente e bene le basi per il rilancio di quella che è la selezione di punta dell’intero movimento sportivo locale. Undicesimi ad Atene 2004 e Tokyo 2006, noni all’Eurobasket casalingo del 2005: segnali scoraggianti, preludio al quattordicesimo posto di Spagna 2007. Da lì, la risalita: le qualificazioni all’Europeo polacco che videro i serbi superare l’Italia, l’argento immediato nel 2009 contro la Armada Invencible e in un batter d’occhio siamo arrivati fino al 2016.
Già, la tradizione, quella che se avessimo seguito anche noi, ora staremmo festeggiando il viaggio olimpico. Perché i serbi, al contrario di noi, sono a Rio perché hanno seguito il solco tracciato da chi è venuto prima di loro. Noi e il nostro postmodernismo fatto di showtime, penetrazioni a testa bassa, isolamenti, triple, cose fatte strane, siamo rimasti a casa, mentre la Serbia ha raggiunto il risultato con le sue antichità sempre attuali: nella propria metà campo aiuto e recupero, difensori distanti dall’attaccante ma non troppo, marcatura fisica solo nella zona della palla e sotto canestro, mentre in attacco movimento costante di uomini e pallone, circolazione interno-esterno ed esterno-interno, e giocatori che, prendendo posizione, lasciano sguarnita una porzione del campo che occupata in corsa dal tagliante diventa non difendibile. Sasha Djordjevic con pochi semplici accorgimenti, ha impostato una nazionale che inseguiva l’obiettivo a cinque cerchi dal 2004. Oltre a questo, alla fine ha fatto la differenza l’identità volitiva della Serbia più forte di sempre, che è
È difficile, per chi scrive, raccontare il ruolo che Franco Montorro ha avuto nella comunicazione della pallacanestro senza farsi prendere dalla malinconia. Sì, perché se è vero, come sosteneva un professore universitario di chi scrive, che l’obiettività in realtà non esiste perché tutti dobbiamo partire necessariamente da un punto di vista, ecco che facciamo molta fatica a essere obiettivi su quello che, per noi, è stato un misto tra il Virgilio dantesco e Lorenz, mentre ci addentravamo nel mondo fino ad allora sconosciuto della palla a spicchi.
