C’è una lunga storia di meme che testimonia l’incoerenza delle dichiarazioni di Paul George quando sbarca in una nuova squadra, che è solo attribuibile al fatto che PG13 è al suo meglio quando gioca, rispetto a quando parla.
La sua nuova squadra dei sogni dove avrebbe voluto sempre giocare sono i Philadelphia 76ers, che gli hanno proposto senza esitare e dopo una corte lunga settimane il contratto che gli LA Clippers (la sua squadra del cuore, va ricordato) non avevano avuto il coraggio di proporgli. Cosa che peraltro George aveva candidamente ammesso dopo l’ufficialità della sua firma, per cui tutto bene.
Prima di presentarsi a Camden, New Jersey, per la presentazione ufficiale come nuovo giocatore dei Sixers, dal suo podcast Paul George aveva chiuso definitivamente il capitolo Clippers della sua vita con un lapidario “mi sono sempre sentito come quello della squadra B (di Los Angeles, ndr) con loro. Ero a casa a LA ma tutto quello che sentivo dalla gente era ‘saresti dovuto andare ai Lakers’. Questo è stato“.
Alla presentazione, un’occasione più ufficiale, c’è comunque da ringraziare la squadra B che tanto lo aveva voluto nel 2019: “Sono stati anni bellissimi a Los Angeles, nessun rimpianto. Mi hanno dato l’opportunità di giocare a casa mia che era una cosa cui all’epoca davo massima importanza, giocare davanti alla mia famiglia e ai miei amici. E in più giocando per il titolo. Gli infortuni hanno pesato ma io resto grato (ai Clippers, ndr) per questo e so che loro sono contenti per me ora, e io per loro. E ora sono ai Sixers, quello che è stato è stato“.
“Penso che la tempistica fosse perfetta” ancora George “dov’è la squadra oggi e che cosa stanno cercando di fare, che è ciò che sto cercando di fare anche io. E penso che avremo una chance concreta. Sono sempre stato un ammiratore di Embiid e di Maxey, da lontano, Joel è sempre stato uno degli amici più vicini tra il gruppo di All-Star, era inevitabile che finissimo compagni di squadra. Siamo tutti all-in“.
Philadelphia arriverà alla Terra Promessa solo se Joel Embiid sarà in grado di arrivare sano al momento clou, ai playoffs. Cosa che raramente è accaduta in passato. “E io penso che dovrò togliere pressione a Joel soprattutto, aiutarlo a restare sano. Anche la pressione eccessiva può favorire gli infortuni, il pensiero di dover avere sempre il pallone in mano, di dover giocare sempre, è una cosa che può logorarti“.

