Alla Philips Arena di Atlanta gli Hawks, reduci da una rocambolesca vittoria contro i Celtics, ospitano i Golden State Warriors, che vengono dalla grande vittoria contro gli Heat. La partita sembra incanalarsi subito a favore degli ospiti che riescono, nel primo quarto, ad avere un vantaggio di 7 punti a 3:28 alla fine del primo periodo. Vantaggio che si riduce a soli 3 punti alla sirena (24-21 il punteggio alla fine del periodo). Nella ripresa, però, sono gli Hawks a partire forte e riescono, con i primi tre possessi, a pareggiare, e superare i Warrios, che riescono comunque a restare in partita andando negli spogliatoi sul risultato di 46-46. Al rientro sul parquet Atlanta riesce a sfruttare un periodo di “imbambolamento” e, complice l’imprecisione dei tiri di Golden State, riesce a dare uno strappo alla partita, che in quel momento sembra l’allungo decisivo, chiudendo il quarto sul risultato di 64-72. I quarto periodo, sfortunatamente per gli Hawks, vede i Warriors assoluti protagonisti. Curry e compagni si ricordano di aver dato una lezione, soltanto meno di 24 ore prima, a LeBron e compagni e si buttano a capofitto nel tentativo, quasi disperato visto che a 32 secondi dalla fine lo svantaggio è di 96-100, di portare a casa la vittoria. Ma proprio quando per Atlanta i giochi sembravano fatti ecco che Curry scarica per Iguodala, non proprio una gran giornata per lui fino a quel momento, che sulla sirena lascia andare la tripla che mette l’intera posta in palio nelle tasche dei Warriors. 101-100 il risultato finale.
Per i Warriors buone, come sempre, le prestazioni di David Lee, autore di 23 punti, Stephen Curry, 22 punti e 9 assist, e Thompson, autore di 21 punti. Da notare come Andre Iguodala sia risutato decisivo segnando soltanto 7 punti.

Per gli Hawks buona la prestazione della squadra e l’aiuto della panchina. Da sottolineare i 16 punti di Antic e i 15 di Mack dalla panchina.


