Dalle stelle alle stalle. Pare essere questo il destino che dovrà affrontare Marreese Speights. Indubbiamente, il centro floridiano è stato l’arma in più dei Warriors campioni NBA: se nella scorsa stagione coach Kerr gli ha concesso un minutaggio consistente dalla panchina sia da “stretch-four” che soprattutto da “stretch-five”, permettendo al giocatore di realizzare un’importante media di 10.4 punti a partita, condite da 6 partite da 20+ punti, quest’anno l’ex Sixers sembra proprio aver smarrito la bussola.
I Warriors, lo sappiamo, hanno un roster profondo che ha permesso a coach Kerr prima e permette a coach Walton ora di mantenere un livello di gioco particolarmente alto anche nel momento in cui gli All-Stars rifiatano in panchina. Il problema (se così si può definire) quest’anno ha un solo nome: Festus Ezeli.
“Qualche volta, quando abbiamo bisogno di un canestro, viene facile affidarci a Festus” ha dichiarato Draymond Green in una recente intervista. Il lungo nigeriano sta disputando una stagione ad alti livelli, forse inaspettata per certi versi: le sue abilità da rim-protector difensivamente e da ottimo portante di blocchi offensivamente, fanno di lui ormai il primo violino tra i lunghi in uscita dalla panca. Le sue caratteristiche si sposano meglio con il gioco che Walton vuole imporre sui suoi ragazzi e, in tutto questo, Speights paga pegno, ma i demeriti sono anche personali.

Da miglior giocatore per efficienza dopo Curry e Thompson a ultimo in questa stagione: il calo di Speights allarma i Warriors.
Passare dal 19.6 di PER (terzo più alto dopo Curry e Thompson) all’8.7 di quest’anno (più basso tra i Warriors) e crollare dal 47.2% al 34.7% nelle percentuali al tiro, non può essere soltanto colpa degli altri. Certo è che, giocando di meno, è dura trovare il giusto ritmo: “Non è stato utilizzato per molto minuti, pertanto è difficile trovare il ritmo-partita” – ha detto Walton – “Speights è un ottimo scorer. Noi stiamo cercando di dargli una possibilità ma Festus [Ezeli, n.d.r.] sta giocando veramente bene, per cui è difficile dare a Maurreesse [Speights, n.d.r.] un minutaggio maggiore”.
Nonostante gli attestati di fiducia, però, Speights risulta essere nell’ultimo anno di contratto e le quotazioni riguardanti un possibile rinnovo stanno precipitando di settimana in settimana. Lo sa bene lui, come lo sa bene Bob Myers, General Manager della franchigia che ha iniziato a guardarsi intorno per capire chi possa essere l’uomo adatto a ricoprire il ruolo che fu lo scorso anno proprio di Speights. Il nome giusto pare essere quello di Channing Frye, duttile lungo noto nella lega per la sua capacità di giocare anche lontano dal canestro; una caratteristica che fa sicuramente gola ai Warriors, già interessatisi al giocatore quando era Free Agent.
Dire però che Frye, attualmente in forza agli Orlando Magic, sia vicino ad un approdo nella baia, è difficile. Certamente, però, nel caso in cui Speights dovesse confermare questo trend negativo, Myers potrebbe tentare di imbastire una trade che permetterebbe ai Warriors di colmare le scarse prestazioni fornite dal 28enne floridiano in questa stagione.

