Home Basket femminileOlimpiadi, al via il torneo di basket femminile: vittorie per Spagna e Serbia

Olimpiadi, al via il torneo di basket femminile: vittorie per Spagna e Serbia

di Paola Giuntini

Non poteva esserci avvio più scoppiettante per il torneo femminile di basket.

Nella prima partita del gruppo A, giocata alle 13:30, la Spagna la spunta sulla Cina all’overtime per 90-89. La tripla più fallo di Leonor Rodriguez a 6 secondi dalla fine consegna alle iberiche il pareggio dopo aver inseguito per tutta la partita. Nel supplementare prevale la lucidità della Spagna, guidata dal duo Rodriguez-Gustafson (54 punti in due). Pesano per la Cina le 23 palle perse, a cui non bastano le prove di Yueru Li, dominante con 31 punti e 15 rimbalzi, e Meng Li, 13 punti e 11 assist.

Nel match delle 21:00, il Porto Rico sfiora la prima vittoria alle Olimpiadi della sua storia, ma la rimonta si infrange sulla stoppata decisiva di Dragana Stankovic a 0:07” alla fine, che regala alla Serbia la vittoria per 58-55, nonostante un ultimo quarto da horror con soli tre punti segnati.

SPAGNA-CINA 90-89 (OT)

(13-22), (20-15), (20-22), (23-17), (14-13)

 
 
 
 
 
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La Spagna fa ritorno sul grande palcoscenico internazionale dopo aver chiuso al sesto posto le olimpiadi di Tokyo e aver mancato la qualificazione ai mondiali del 2022. Già prive di Raquel Carrera, le iberiche devono fare i conti anche con gli infortuni di Maria Conde e della veterana Alba Torrens. La Cina arriva all’appuntamento olimpico da campione d’Asia e vicecampione del mondo, ma con uno stato di forma preoccupante, avendo perso 9 delle 11 gare di avvicinamento.

L’avvio, però, è tutto a favore delle cinesi, propiziato dall’intesa tra Meng Li e Yueru Li. Proprio la stazza di Yueru Li (200 cm) mette in grande difficoltà la Spagna, che prova a restare a contatto con la naturalizzata Megan Gustafson. La prima frazione si chiude sul +9 per la Cina (13-22), ma la reazione delle spagnole non si fa attendere, e un mini-parziale di 6 a 0 riporta la Spagna a -3. Sale in cattedra Leonor Rodriguez (25 punti per lei a fine partita) e grazie anche all’onnipresenza difensiva di Laura Gil, la Spagna riesce a ricucire e andare al riposo sul -4.

La seconda metà di gara è un continuo botta e risposta, con la Spagna che prova a riavvicinarsi più volte, ma senza mai riuscire a finalizzare il sorpasso. Fa il suo ingresso in campo anche Xu Han, la giocatrice più alta del torneo (2.05 m), autrice di 8 punti (4/5 al tiro) in 11 minuti.

Nell’ultimo quarto, Rodriguez e Gustafson suonano la carica, e a tre minuti e mezzo dalla fine la Spagna trova finalmente il pareggio (67-67). La Cina risponde colpo su colpo, e si riporta avanti di 5 lunghezze a 27 secondi dalla fine (70-75), ma ha la colpa di non ammazzare la partita, lasciando spazio agli ultimi assalti spagnoli. Prima Casas in contropiede, poi Rodriguez, con l’incredibile tripla più fallo, riportano la partita in parità. Rodriguez dalla lunetta non completa il gioco da 4 punti e si va all’overtime.

Come spesso accade, l’inerzia è a favore di chi ha compiuto la rimonta, e la Spagna sembra rinvigorita, trovando perfino il +5 (89-84).  Ma Yueru Li ci crede ancora, forse ormai l’unica delle sue, e spara la bomba del -2 (89-87). Il finale è convulso e, a tratti, incredibile: sotto di tre (90-87), la Cina va per il layup da due anziché cercare la tripla. Sulla successiva rimessa non c’è più tempo ed è la Spagna a festeggiare.

SERBIA – PORTO RICO 58-55

(23-15), (20-11), (12-10), (3-19)

 
 
 
 
 
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Quello che sembrava un match dell’esito scontato, vista la disparità delle forze in campo, si è trasformato in un thriller, con un ultimo quarto che la Serbia dovrà sperare di non ripetere per il bene delle sue ambizioni olimpiche. Porto Rico, alla sua seconda partecipazione alle Olimpiadi, dopo essere rimasto a secco a Tokyo, è ancora a caccia della sua prima vittoria.

La Serbia scappa subito via, portandosi sul +9 e imponendo il proprio gioco sia dalla distanza con Cadjo e Nogic, sia nel pitturato con Stankovic, neoacquisto della Reyer Venezia. Partenza invece piuttosto lenta delle portoricane, che pagano anche la serata opaca della sua stella, Arella Guirantes (2 punti in appena 10 minuti).

La partita sembra scivolare sui binari prestabiliti: Serbia che fa la voce grossa a rimbalzo e Porto Rico, guidato dalla veterana Pamela Rosado, che prova a resistere con l’orgoglio, in una gara caratterizzata da grande aggressività da entrambe le parti.

All’intervallo, la Serbia è avanti di 17 (43-26) e la partita sembra avere poco da dire. Il copione non cambia nella ripresa, e Porto Rico scivola anche a -20. Il terzo quarto si chiude sul 55-36 per la Serbia, e sembra il preludio a 10 minuti di garbage time.

Il quarto quarto è invece qualcosa di surreale, con il canestro che sembra stregato per la Serbia, e Porto Rico, sospinto dai 15.000 del Pierre Mauroy, che inizia a crederci, piazzando un parziale da 14 a 0. La Serbia trova il primo canestro del suo quarto quarto dopo ben 7 minuti, ma nel frattempo Porto Rico si è portato a -7 (57-50).

L’episodio chiave avviene a 00:52” dalla fine, con Stankovic e Hollinghsed che rimangono avvinghiate: fallo di Stankovic più tecnico e tre liberi per il Porto Rico, fallo antisportivo di Hollinghsed e due tiri più possesso per la Serbia. Benitez converte tutti e tre i liberi (57-55), mentre dall’altro lato Stankovic li sbaglia entrambi. Rosado cerca il pareggio in penetrazione, ma è ancora Stankovic protagonista, con la stoppata che infrange i sogni di rimonta delle centroamericane. Finisce 58-55, con le serbe a tirare un sospiro di sollievo, nonostante un pazzesco parziale di 19-3 per Porto Rico. 

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