Il rapporto tra la NBA e la Cina ha iniziato ad incrinarsi quando Daryl Morey, ex direttore generale degli Houston Rockets, ha pubblicato un messaggio a sostegno delle proteste pro-democrazia (che avevano luogo ad Hong Kong) nel 2019.
La Cina, in quell’occasione, si era vendicata togliendo i diritti televisivi di alcune partite di preseason della lega. Il tutto si è trasformato in una rottura totale quando, per ben 18 mesi consecutivi, l’emittente statale cinese CCTV, non ha trasmesso più alcuna partita NBA.
Questa telenovela ha avuto finalmente fine nel marzo 2022. Per la TV.
Ma per le partite in presenza la situazione cambia. Perché l’ultima partita NBA che ha effettivamente avuto luogo in Cina, risale all’ottobre 2019. Si trattava di una partita di preseason tra i Brooklyn Nets e i Los Angeles Lakers.
Dopo una pausa dagli NBA Global Games, causata della pandemia da COVID-19, la lega si è infatti recata a Saitama (Giappone) e ad Abu Dhabi per le partite di precampionato, oltre a disputare alcune partite di regular season a Città del Messico e Parigi.
Ma, ora, è arrivato il momento di darci un taglio. E cambiare tendenza.
Il Commissioner della lega, Adam Silver, ritiene infatti che la NBA tornerà a giocare nuovamente in Cina, ponendo così fine alle tensioni.
“Penso che prima o poi ricominceremo a giocare in Cina” ha detto alla Columbia University Sports Management Conference, che si è tenuta a New York. “Il governo cinese ci ha tolto la possibilità di andare trasmettere le partite in TV per un certo periodo di tempo. Lo abbiamo accettato, siamo rimasti fedeli ai nostri valori. Chiunque nella nostra lega ha il diritto di esprimersi su questioni politiche”.

