belinelli
Altra vittoria per i San Antonio Spurs, che centrando la vittoria nella seconda partita all’AmericanAirlines Arena si portano in vantaggio per 3 a 1.
Un gioco di squadra perfetto, al di là di quanto la mente umana possa concepire, permette agli Spurs di mettere con le spalle al muro LeBron e compagnia, come già fatto in gara-3. Ecco come si sono comportati gli uomini di Popovich:
Tim Duncan: Non ci si stancherebbe mai di guardarlo, anche stasera che non tira benissimo dal campo (40%). Una prestazione maiuscola, culminata con l’ennesima doppia doppia della sua straordinaria carriera. Chiude la partita con 10 punti, 11 rimbalzi (1 offensivo), 2 assist, 2 palle rubate e una stoppata. Ad inizio stagione qualcuno pensava che la sua età sarebbe stata un problema per gli Spurs, ma ora il vero problema di San Antonio potrebbe essere rappresentato da un suo eventuale ritiro. Immenso. Voto 7,5.
Boris Diaw: Se un profano della palla a spicchi l’avesse visto giocare in gara-4 avrebbe sicuramente detto: “Ah, Boris Diaw? Perché non è nella lista dei primi 5/6 maggiori giocatori della lega?”. Mette sul campo una forza, unita ad un innato talento, a dir poco spaventosa e sfiora una clamorosa tripla doppia. E’ lui il vero e proprio problema per Miami. Fa registrare 8 punti, 9 rimbalzi (3 offensivi), 9 assist e una palla rubata. Con un po’ più di fortuna avrebbe centrato una tripla doppia memorabile. Tira con il 50% dal campo (0-1 da tre punti) e dalla lunetta. Voto 8.
Kawhi Leonard: Gioca sempre alla grande, ma quando parte con Diaw in quintetto si esalta. E’ il futuro, non mi stancherò mai di dirlo, e anche il presente, il D’Artagnan inserito nei Tre Moschettieri, in questo caso i ‘Big Three’. Partita che, unita a quella di gara-1 e gara-3, potrebbe valergli un grande riconoscimento, sempre che gli Spurs si portino a casa l’anello. Intensità su entrambi i lati del campo e una freddezza paurosa. Fa registrare 20 punti, 14 rimbalzi (5 offensivi), 3 assist, 3 palle rubate e 3 stoppate, regalandosi una doppia doppia in pieno stile ‘Tim Duncan’. Tira con il 58% dal campo (1 su 3 da tre punti) e segna 5 tentativi su 6 dalla lunetta. Voto 8,5.
Tony Parker: Leader indiscusso, nonostante la tabella abbia diversi ‘zeri’. E’ una minaccia costante per la difesa degli Heat, che sa quanto possa fargli male con una penetrazione o un semplice passaggio e non riesce a trovargli contromisure. Un po’ sottomedia con gli assist, ma la squadra gira alla grande, soprattutto grazie a lui. Chiude con 19 punti e 2 assist, senza prendere neanche un rimbalzo. Tira con il 53% dal campo ed il 75% dalla lunetta. Quando uno è così leader, può anche permettersi di non presentarsi al rimbalzo. Voto 7.
Danny Green: Forse l’unico violinista fuori tempo in un’orchestra perfetta. Si fa vedere solo quando serve e gioca soprattutto per liberare gli altri, ma si vede che è tornato a sonnicchiare. Quasi a dire: “tranquilli, oggi non servo: vinciamo lo stesso”. Chiude la sua gara con 9 punti, 3 rimbalzi (1 offensivo) ed è costretto a spendere 5 falli, che ne limitano l’utilizzo. Tira soltanto da tre punti, riuscendo ad avere una buonissima percentuale: 60%. Potrebbe fare molto, molto, molto, di più. Voto 6.
Popovich non concede molto alla second line, se non a Ginobili, Mills e Splitter. Ginobili gioca la sua classica partita in cui non segna molto, ma tiene sulle spine tutta la difesa avversaria, permettendo ai compagni di trovare tiri, e punti, abbastanza semplici. Mills, invece, è protagonista di una prestazione da 14 punti, un rimbalzo e 2 assist, tirando con il 62% dal campo (67% da tre punti). Anche Splitter ha un buon impatto sul match, segnando 6 punti (3 su 4 dal campo) nei 15 minuti a sua disposizione. Tra quelli che hanno giocato meno, spunta la prestazione di Bonner, che in 9 minuti segna 3 punti, prende 2 rimbalzi, serve 2 assist e ruba un pallone. Buona anche la prova di Baynes, che gioca 3 minuti e chiude con 2 punti (1 su 1 dal campo) e un rimbalzo (offensivo). Stessa sorte tocca a Cory Joseph, che gioca 4 minuti e segna 2 punti. Belinelli, invece, gioca 4 minuti e si prende 3 tiri, segnandone due, e chiudendo con 4 punti. Grande anche la prova di Ayres, che entra per 3 minuti e si prende 1 rimbalzo, serve un assist ed è lucidissimo dalla lunetta, dalla quale segna 3 tre punti su 4 tiri a disposizione. Voto alla panchina 7.
Spurs @ Thunder 112-107: OKC scende dalla giostra, la finale sarà ancora Miami-San Antonio
Scritto da Virginia Sanfilippo
Si chiude con un “partitone” la serie tra San Antonio Spurs ed Oklahoma City Thunder: alla Chesapeake Energy Arena, stanotte, è sceso il sipario sulle Finals di Western Conference, ma l’ultimo atto è stato letteralmente pazzesco, terminato in over time e tenuto in bilico fino a pochissimi secondi dalla fine. Dalle mani di Tim Duncan e di Boris Diaw è venuta fuori la vincitrice di questa valorosa e infuocata serie: San Antonio vince la serie e va in finale, incontrando ancora una volta Miami.
San Antonio parte bene, ma Oklahoma City risponde subito, arrivando al +7 a metà primo quarto, con gli Spurs fermi a 8 punti, ma poi Parker e Leonard rispondono, Pop boccia Bonner (reinserito in quintetto base) e mette dentro Diaw, che aiuta i texani a chiudere il primo quarto sul 20-23, limitando i danni di un Russell Westbrook da 8 punti in 5 minuti. Il secondo quarto resta in un equilibrio pressochè perfetto sin quasi all’intervallo lungo, con capovolgimenti di fronte continui, botta e risposta, ma i Thunder chiudono con due colpi finali di Ibaka e KD e portano il punteggio sul 42-49.
Al rientro c’è una brutta notizia per i tifosi degli speroni texani: Tony Parker resta fuori per un problema alla caviglia sinistra (potrebbe anche saltare gara-1 contro Miami) e Popovich lo sostituisce con Joseph, che a metà quarto lascia il campo a favore di Mills. Il copione, però, non cambia: San Antonio recupera il mini-distacco, Oklahoma City non molla un secondo, Leonard replica le giocate dispensate sistematicamente in tutte le gare della serie, fa 8 punti nella prima metà del quarto, Durant e Jackson rispondono, ma negli ultimi 2:30 del quarto gli Spurs piazzano un velenoso 13-2, raggiungendo per la prima volta in partita il vantaggio in doppia cifra (79-69) e mostrando i denti ai Thunder.
Nell’ultimo quarto regolamentare, Pop inserisce Belinelli, che giovedì sarà il primo italiano a giocare una finale NBA, e lui si comporta bene, mette una delle sue triple e piazza un paio di giocate difensive di buon livello. A metà quarto quarto il punteggio dice ancora vantaggio Spurs, 91-82, ma a questo punto sono i Thunder a fare il break, un 9-2 inaugurato dalla bomba dell’immortale D-Fish. Il punteggio sale allora sul 93-91 a 4:01 dal termine, e tre minuti dopo l’operazione aggancio viene compiuta dai Thunder grazie a due liberi di Durant: 97-97. Durant mette la maglia da MVP, si infila in area e mette il layup del +2, ma dall’altro lato c’è Gino, che mette la bomba del 100-99 a 27″ dal termine. Dopo qualche libero, il punteggio si ferma sul 101-101, e la palla decisiva sta di nuovo nelle mani di Manu, che però stavolta sbaglia sulla sirena. Sarà OT.
E in OT c’è un certo Timmy che sale in cattedra: fa 7 punti in poco più di 2 minuti, Westbrook risponde ma sbaglia fin troppo (saranno 8 i suoi tiri riusciti, a fine gara, sui 23 tentati). A 19″ dal termine i Thunder stanno sotto di un possesso, 110-107, chiamano time out e al rientro KD ha in mano la palla del pareggio… Ma la maglia da MVP questa volta l’ha lasciata in panca, e sbaglia, chiudendo così i giochi a 16″ secondi dalla fine.
Promossi: Boris Diaw, che fa un grandissima gara da 26 punti, 5/8 al tiro da due e 3/6 da tre, “mani di Picasso, talento di Leonardo, culo di Valeria Marini e fame della Madonna” (cit.); Tim Duncan, immenso, immortale, maestoso, 19 punti e 15 rimbalzi a condire la solita regale prestazione da condottiero, alla bellezza di 38 anni (non lo si ricorda mai abbastanza); Kawhi Leonard, leggermente più impreciso del solito ma punto fermo degli Spurs in questa serie, registra 17 punti e 11 rimbalzi; Manu Ginobili, sempre al posto giusto al momento giusto, fa 15 punti, recupera 4 palle e smista 5 assist; Gregg Popovich, che, senza Parker, reimposta i suoi, chiede più movimento di palla e porta a casa le Finals di WC, per la sesta volta nella sua carriera.
Bocciati: si fa fatica a dire OKC, perchè i Thunder hanno combattuto con le unghie e con i denti. Certo, Perkins e Adams non pervenuti, in difesa i Thunder hanno avuto i soliti enormi buchi, ma Westbrook (34 punti, 8 assist, 7 rimbalzi) ha solo peccato un po’ di tensione, Jackson ha risposto presente ancora una volta, Ibaka non ha brillato, ma ha fatto il suo. Anche KD ha messo in campo la solita grossa, prestazione: 31 punti, 14 rimbalzi, 3 stoppate, ma anche 7 palle perse, come Westbrook, e 6 errori al tiro da tre, ultimo e più importante quello a 16″ dal termine, che avrebbe riportato i Thunder in parità. Ha peccato nel momento decisivo, esattamente quello che un leader, un campione, non dovrebbe fare.

NBA Playoffs – Tutto facile per Miami e San Antonio, 2-0 su Nets e Blazers
Scritto da Marco Tarantino
Portland Trail Blazers @ San Antonio Spurs 97-114
San Antonio fa un sol boccone di Portland: basta il primo tempo agli speroni del Texas per aver ragione del team di Terry Stotts. Dopo un primo tempo in equilibrio e qualche svarione di troppo per LaMarcus Aldridge (inutile dire che non se li potrebbe proprio permettere in una semifinale di Conference contro gli Spurs), il terzetto Diaw-Green-Belinelli affonda Portland sotto i propri colpi e porta San Antonio sul +18 a metà secondo quarto, 36-54. Portland, più che colpevole a in difesa, lascia giocare San Antonio come vuole e come meglio sa fare, e sul finire di primo tempo Tony Parker ammutolisce Lillard calando il carico da 90 e portando il parziale sul 51-70. Quasi impossibile risalire, ma Portland ci prova: nel terzo quarto Matthews si scatena, piazza un 10-2 che riporta Portland a -12, 69-81, ridando fiducia ai Blazers, che a cavallo tra terzo a quarto quarto fanno buon gioco, ritrovano Aldridge e si riportano addirittura a -8 (91-99). Diaw però blocca la strada a Portland con una tripla e l’ennesimo break degli Spurs, un 10-0 sigillato da due liberi del Beli, sempre più affidabile e concreto strumento nelle mani di Pop. Finisce 97-114 per gli Spurs, e il 2-0 comincia a pesare sulle spalle di Portland: la differenza in campo tra le due squadre è tangibile.
Prossimo appuntamento: domani sera a Portland.
San Antonio: Leonard (20 pts, 8/9, 4/4 da tre), Parker (16 pts, 10 ast), Ginobili (16 pts, 5 reb), Belinelli (13 punti, 2/3 da tre).
Portland: Batum (21 pts, 3/5 da tre, 9 reb), Lillard (19 pts, 5 reb, 5 ast), Aldridge (16 pts, 10 reb), Matthews (14 pts, 7 reb), Barton (13 pts).
Serie: San Antonio – Portland 2-0
Brooklyn Nets @ Miami Heat 82-94
Con un’ottima gara in difesa (10 palle recuperate e 7 stoppate contro le 5 e 3 dei Nets) Miami riesce a contrastare Brooklyn, trascinata dall’uomo di serata: Mirza Teletovic, che entra dalla panchina e piazza 6 triple su 9 nei suoi 26 minuti di gioco, tenendo il team di Jason Kidd a galla fino alla fine del terzo quarto. D-Will stavolta delude le aspettative, KG si ferma a 4 punti e allora tocca all’ala Bosniaca il compito di reggere contro i colpi di LBJ. Si arriva all’ultimo quarto col parziale di 67-69 per Miami: Wade decide allora di prendere in mano le redini del gioco e mette 8 punti di tasca sua, ma Brooklyn risponde ancora, questa volta con Thornton, riportandosi sul 77-79. Time out Miami, si torna in campo e arriva il break del ko: un 10-2 inaugurato dalle triple di Chalmers e Allen e concluso da James, che, nei due minuti finali, non dovrà far altro che gestire i ritrovati dieci punti di vantaggio. Termina 82-94 per gli Heat, che conquistano la loro ottava vittoria consecutiva ai Playoffs.
Prossima sfida: domani sera al Barclays Center di Brooklyn.
Miami: James (22 pts, 9/15), Bosh (18 pts), Wade (14 pts, 7 ast, 7 reb), Allen (13 pts, 8 reb), Chalmers (11 pts, 5 ast).
Brooklyn: Teletovic (20 pts, 6/9 da tre), Livingston (15 pts), Pierce (13 pts), Johnson (13 pts), Thornton (10 pts).
Serie: Miami – Brooklyn 2-0
@sanfi_fm
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs affrontano i Golden State Warriors, alla caccia di vittorie per assicurarsi un posto nei playoff.
Nel primo quart gli Spurs dimostrano di non essere affatto appagati dal record di vittorie consecutive ottenuto ad Indianapoli e si fanno un sol boccone dei Warriors, che non possono far altro che vedere i padroni di casa chiudere la frazione sul 18-31 e sprecando anche qualche occasione nel finale. Nel secondo periodo San Antonio inizia a gestire partita ed energie, non concedendo spazi a Golden State e chiudendo il primo tempo sul risultato di 42-57. Al rientro sul parquet non si placa la furia dei padroni di casa, che non lasciano scampo agli ospiti e chiudono il terzo quarto sul risultato di 67-87, rendendo il quarto quarto soltanto una formalità. Formalità che viene gestita alla grande dagli uomini di Popovich, che non perdono mai il pallino del gioco, chiudendo sul 90-111. Altra grande prestazione per Duncan e compagni, che allungano il record di vittorie consecutive della franchigia, mentre per i Warriors restano soltanto 7 partite per centrare l’obiettivo playoff.
Per gli Spurs grande prova di Tony Parker, che sfiora la doppia doppia con 18 punti e 8 assist. Buone anche le preve di Duncan, che fa registrare 15 punti, Ginobili e Mills, che partendo dalla panchina segnano 13 punti, e Belinelli, autore di 12 punti.
https://www.youtube.com/watch?v=jjj88865F1k
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Spurs @ Nuggets 133-102: Belinelli show, San Antonio sbanca Denver (video)
Scritto da Marco Tarantino
Stessa partita, stesso copione. Ma stavolta con un finale meno incandescente. Parliamo della sfida del Pepsi Center tra i Nuggets padroni di casa e gli Spurs: i primi per la “vendetta” dopo la sconfitta di mercoledì scorso, i secondi per la sedicesima vittoria consecutiva.
Partono bene gli ospiti che schierano in quintetto base l’orgoglio italiano Marco Belinelli. Chiamato per sostituire Green infortunato, l’azzurro ripaga coach Popovich con una mostruosa prestazione da 27 punti, 1 rimbalzo, 2 assist, 1 palla recuperata e due stoppate. Con il supporto del solito Duncan (20 punti), i texani si portano così sul 62 – 43 all’intervallo. Storia diversa il terzo quarto rispetto alla partita di mercoledì: “scossa” ancora dell’impressionante calo fisico e mentale, la franchigia texana entra sul parquet con uno spirito diverso, concedendo, sì, qualcosa alla squadra del Colorado – soprattutto ad un Foye da 20 punti -, ma riuscendo sempre a controllare ed a mantenere a debita distanza i padroni di casa. Finisce 133 – 102 per gli “Speroni” texani che centrano così la sedicesima vittoria consecutiva e si coccolano uno straordinario Belinelli.
http://www.youtube.com/watch?v=qGtF_uDMWcw
Mario Ramogida, @marioramogida
Pistons @ Spurs 110-120, Belinelli e Ginobili spostano gli equilibri (video)
Scritto da Marco Tarantino
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, ancora privi di Tony Parker, affrontano i Detroit Pistons.
Nel primo quarto gli Spurs sono bravi a mettere la partita sulle rotaie giusto, portandosi sul 22-28, ma nel finale si fanno rimontare dai Piston fino al 26-28. Nel secondo periodo la partita continua sulla falsa riga del primo quarto, con San Antonio che questa volta è abile a controsorpassare il vantaggio di Detroit, andando a chiudere il primo tempo sul risultato di 53-57. Al rientro sul parquet, nonostante i Piston diano una buona prova in fase offensiva, gli Spurs riescono ad essere più concreti degli avversari, andando a prendersi un buon vantaggio in vista dell’ultima frazione, chiudendo il quarto sul risultato di 81-90. Nell’ultimo periodo San Antonio gestisce bene le minacce portate da Detroit, andando ad allungare di un ulteriore punto, chiudendo la partita sul 110-120.
Per gli Spurs buonissima prestazione di Marco Belinelli, che parte dalla partita e gioca 27 minuti, mettendo a segno 20 punti. Buone anche le prove di Ginobili, che mette a segno 16 punti dalla panchina.
Per i Pistons spicca la prestazione di Josh Smith, che mette a segno 24 punti. Da segnalare anche le prove di Stuckey, autore di 17 punti, Bynum, che fa registrare 18 punti, e Drummon, che mette a referto una doppia doppia con 16 punti e 17 rimbalzi.
https://www.youtube.com/watch?v=c4o_nWyz-no
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
All’US Airways Center di Phoenix, Arizona, i Suns affrontano i San Antonio Spurs, ancora privi di Tony Parker.
Nel primo periodo la partita è molto equilibrata, con le squadre che si rispondono praticamente punto su punto, ed alla fine la spunta San Antonio, che riesce, sulla sirena, a portarsi sul 23-19 grazie a Ginobili. Nel secondo periodo, però, gli Spurs calano vistosamente ed i Suns ne approfittano per sorpassare gli ospini e chiudere il primo tempo sul risultato di 35-47. Al rientro sul parquet le cose non cambiano e Phoenix riesce ad allungare ulteriormente fino al 57-74. Come prevedibile, nell’ultimo periodo San Antonio non riesce a rimontare ed i padroni di casa la chiudono sull’85-106.
Per i Suns brillante prova di Markieff Morris, che parte dalla panchina e segna 21 punti. Buone anche le prove di Frye, autore di 17 punti, e Ish Smith, che fa registrare 15 punti dalla panchina.
Per gli Spurs opaca prova di squadra, nella quale si salvano i soli Danny Green, che mette a referto 15 punti, Duncan, che nonostante non riesca a far registrare la solita doppia doppia segna 13 punti, e Belinelli, autore di 10 punti.
http://www.youtube.com/watch?v=7F1ARNthlMg
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi (@shedly7)
Al Moda Center di Portland, Oregon, i Trail Blazers di Lillard affrontano i San Antonio Spurs privi di Duncan e Parker, ma che possono sorridere per il rientro di Ginobili e lo stato di forma di Belinelli e Patty Mills.
Nel primo quarto i Trail Blazers sembrano poter prendere in mano la partita e ci riescono, andando a chiudere il periodo sul risultato di 18-24, approfittando di 3 minuti di appannamento degli Spurs, nei quali segnano solo 2 punti. Nel secondo periodo San Antonio ha una reazione, che Portland riesce a contenere, non benissimo, lasciandosi rimontare fino al 51-52 che chiude il primo tempo. Al rientro sul parquet gli Spurs cercano di superare i Trai Blazers, che, però, riescono a non farsi rimontare e mettono un altro punto di vantaggio, per il 79-81 che chiude il quarto. Nell’ultimo periodo, però, San Antonio riesce a portarsi in vantaggio, rendendo vana la tripla di un ottimo Lillard sulla sirena, che ferma il risultato sul 111-109.
Per gli Spurs seconda ottima prova consecutiva per il duo Belinelli-Mills, con il primo che mette a referto 20 punti ed il secondo che parte dalla panchina e realizza 29 punti. Buono anche il rientro di Ginobili, che realizza 16 punti, e la prestazione di Green e Splitter, autori di 16 e 15 punti.
Per i Trail Blazers ottima prova di Damian Lillar, che mette a referto 31 punti. Buona anche la prova di Mo Williams, che parte dalla panchina e segna 19 punti. Da segnalare anche le prove di Metthews, 18 punti, e Robin Lopez, che fa registrare una doppia doppia fatta da 11 punti e 14 rimbalzi.
http://www.youtube.com/watch?v=lBYRmmvPFw8
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi (@shedly7)
Spurs @ Clippers, Belinelli e Mills trascinano San Antonio alla vittoria (video)
Scritto da Marco Tarantino
Allo STAPLES Center di Los Angeles, California, i Clippers affrontano i San Antonio Spurs.
Il primo quarto è abbastanza equilibrato, ma gli ultimi 40 secondi favoriscono i Clippers, che si portano in vantaggio per 24-26. Il secondo periodo vede San Antonio andare a segno con maggiore frequenza rispetto ai padroni di casa e gli uomini di Popovich chiudono il primo tempo sul punteggio di 56-51. Al rientro sul parquet i Clippers cercano di mettere pressione, ma la difesa degli Spurs regge bene ed il quarto si conclude sul risultato di 82-76. Nell’ultimo periodo i Clippers non riescono a tenere il ritmo di San Antonio, trascinata da Belinelli e Patty Mills, che riescono a prendere il largo, portando a casa la vittoria per 113-103.
Per gli Spurs grande prova di Patty Mills, che parte dalla panchina e segna 25 punti e serve 5 assist. Buona anche la prova di Belinelli, che parte in quintetto per sostituire l’indisponibile Parker e segna 20 punti. Ottimo anche Tim Duncan, che chiude in doppia doppia con 19 punti e 13 rimbalzi.
Per i Clippers non basta la grande prova di Blake Griffin, che chiude in doppia doppia con 35 punti e 12 rimbalzi. Buona anche la prova di Crawford, autore di 25 punti. Da segnalare i 18 rimbalzi presi da DeAndre Jordan.
http://www.youtube.com/watch?v=LcTo1VdJzYA
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
Kobe Bryant non ha partecipato all’All Star Game a causa del suo infortunio, ma era comunque presente a New Orleans e si è reso disponibile per una conferenza stampa .

Uno dei temi affrontati è stato il suo infortunio e le sue parole a riguardo sono state: “Tornerò quello di prima? È il quesito che mi pongo spesso. A volte mi dico di no. Ma è proprio quella la grande sfida e allora ce la metto tutta.”
Poi, come recentemente ha fatto LeBron James, gli viene chiesto quali sono per lui i migliori quattro giocatori di sempre. “Dico Magic, Bird, Jordan e Russell. Ma è dura tenere fuori tutti gli altri.”
Infine ha commentato la vittoria di Marco Belinelli al Three Point Shootout dicendo: “La gara da tre punti? Mi piacerebbe partecipare. Sabato ha vinto Marco Belinelli con cinque airball… Sicuro che io airball non ne tiro.”
Vincenzo Dragotto
http://amorebasket.altervista.org/blog/
Focus on All-Star Saturday Night: cambiano le regole, ma lo spettacolo made in USA è garantito
Scritto da Marco Tarantino
Grande notte, questa, in NBA: è finalmente arrivata l’All-Star Saturday Night, quella che si candida ad essere la notte più spettacolare dell’anno, nella pallacanestro d’oltreoceano. Vediamo il programma di oggi: sono previsti 4 contest, fra i quali il Foot Locker Three-Point Contest (la gara da tre punti che vedrà tra i protaginisti anche il nostro Belinelli) e la Sprite Slam Dunk, la celeberrima gara di schiacciate, che, grazie a John Wall, a Terrence Ross, determinato a difendere il titolo, e all’immenso Paul George, promette di essere una tra le più avvincenti degli ultimi anni. Vediamo in dettaglio le gare e i protagonisti
Sears Shooting Stars
Un attuale giocatore NBA, un ex-giocatore NBA (Legend) ed una giocatrice WNBA rappresentano le loro squadre in una gara di tiri. Ci sono due team per ogni conference: prima si sfideranno tra di loro i team della stessa conference, poi i team vincenti di est ed ovest si affronteranno nella gara finale (quest’anno registriamo la presenza delle famiglie Hardaway e Curry, oltre a Kevin Durant in squadra con Karl Malone).
EASTERN CONFERENCE:
Team 1: Tim Hardaway Jr. (NYK); Tim Hardaway Sr. (Legend); Elena Delle Donne (Chicago Sky)
Team 2: Chris Bosh (MIA); Dominique Wilkins (Legend); Swin Cash (Chicago Sky)
WESTERN CONFERENCE:
Team 1: Stephen Curry (GS); Dell Curry (Legend); Becky Hammon (San Antonio Stars)
Team 2: Kevin Durant (OKC); Karl Malone (Legend); Skylar Diggins (Tulsa Shock)
Taco Bell Skills Challenge
Per lo Skills challenge le regole cambiano, quest’anno: non sarà più una sfida individuale, ma ci saranno due squadre di due giocatori per per ogni conference, che si sfideranno a colpi di tiri, passaggi e palleggi in un percorso da completare nel minor tempo possibile. Come per lo Shooting Stars, prima ci sarà la sfida tra i due team della stessa conference, poi lo scontro finale tra le due squadre vincitrici. Attenzione ai nomi dei partecipanti, qui il clima inizia già a riscaldarsi.
EASTERN CONFERENCE:
Team 1: Giannis Antetokounmpo, Milwaukee; DeMar DeRozan, Toronto
Team 2: Michael Carter-Williams, Philadelphia; Victor Oladipo, Orlando
WESTERN CONFERENCE:
Team 1: Trey Burke, Utah; Damian Lillard, Portland
Team 2: Goran Dragic, Phoenix; Reggie Jackson, Oklahoma City
Foot Locker Three-Point Contest
La sfida più attesa da noi italiani, la Three-Point Contest, col nostro Marco Belinelli a fare da piccolo grande portavoce per il nostro paese. I partecipanti hanno a disposizione un minuto di tempo per segnare il maggior numero di canestri possibile. Le palle sono venticinque, suddivise in cinque carrelli, posti in maniera equidistante tra loro, ogni 45 gradi, sulla linea da tre punti. Ogni palla vale un punto tranne l’ultima, la cosiddetta “Money Ball”, che vale due punti. Tra le tante novità di quest’anno, c’è un intero carrello che sarà sarà pieno di Money Ball, e porterà quindi il massimo punteggio finale a 34 punti e non più 30. Quest’anno i giocatori tornano ad essere otto, quattro per ciascuna conference. Il giocatore col punteggio più alto dell’Est e quello col punteggio più alto dell’Ovest verranno ammessi al Championship Round, la finale. In caso di pareggio tra due o più partecipanti, viene fatto uno spareggio con le stesse modalità, ma in 24 secondi di tempo.
EASTERN CONFERENCE:
- Arron Afflalo, Orlando
- Bradley Beal, Washington
- Kyrie Irving, Cleveland
- Joe Johnson, Brooklyn
WESTERN CONFERENCE:
- Marco Belinelli, San Antonio
- Stephen Curry, Golden State
- Damian Lillard, Portland
- Kevin Love, Minnesota
Sprite Slam Dunk
Eccola, finalmente: la gara di schiacciate, la più avvincente di tutto il weekend. Le regole quest’anno sono cambiate, ci sarà un primo round di FreeStyle: ogni dunker avrà 90 secondi per eseguire la schiacciata che vuole. Dopo il 1° round i giudici decideranno quale Conference avrà vinto. Dopodiché avrà luogo la Battle Round: i dunker si affronteranno con scontri ad eliminazione diretta, vincerà l’ultimo che rimarrà nella competizione.
Infine, i fans voteranno per eleggere il “Dunker of The Nigh”.
EASTERN CONERENCE:
- Paul George, Indiana Pacers
- Terrence Ross, Toronto Raptors
- John Wall, Washington Wizards
WESTERN CONERENCE:
- Harrison Barnes, Golden State Warriors
- Damian Lillard, Portland Trail Blazers
- Ben McLemore, Sacramento Kings
Lillard
Una citazione a parte merita Damian Lillard, che, nel suo secondo anno in NBA, entra nella storia partecipando a ben 5 gare dell’All-Star Weekend, ossia:
- Rookie Challenge
- Skills Challenge
- Three-Point Contest
- Slam Dunk
- All-Star Game
Charity
Ogni conference, è bene sottolinearlo, sarà in competizione per beneficenza. Alla fine della notte, verranno devoluti un totale di 500 mila dollari. 100 mila dollari per ogni contest verranno devoluti in beneficenza dalla conference vincente, mentre 25.000 $ andranno agli enti scelti dai vincitori delle competizioni. La Eastern Conference giocherà per la American Heart Association e lo U.S. Fund for UNICEF mentre la Western Conference supporterà la Teach for America e il Wounded Warrior Project.
That’s all, folks: mettetevi in poltrona e godetevi lo spettacolo!
Virginia Sanfilippo (@sanfi_fm)







