Altra vittoria per i San Antonio Spurs, che centrando la vittoria nella seconda partita all’AmericanAirlines Arena si portano in vantaggio per 3 a 1.
Un gioco di squadra perfetto, al di là di quanto la mente umana possa concepire, permette agli Spurs di mettere con le spalle al muro LeBron e compagnia, come già fatto in gara-3. Ecco come si sono comportati gli uomini di Popovich:
Tim Duncan: Non ci si stancherebbe mai di guardarlo, anche stasera che non tira benissimo dal campo (40%). Una prestazione maiuscola, culminata con l’ennesima doppia doppia della sua straordinaria carriera. Chiude la partita con 10 punti, 11 rimbalzi (1 offensivo), 2 assist, 2 palle rubate e una stoppata. Ad inizio stagione qualcuno pensava che la sua età sarebbe stata un problema per gli Spurs, ma ora il vero problema di San Antonio potrebbe essere rappresentato da un suo eventuale ritiro. Immenso. Voto 7,5.
Boris Diaw: Se un profano della palla a spicchi l’avesse visto giocare in gara-4 avrebbe sicuramente detto: “Ah, Boris Diaw? Perché non è nella lista dei primi 5/6 maggiori giocatori della lega?”. Mette sul campo una forza, unita ad un innato talento, a dir poco spaventosa e sfiora una clamorosa tripla doppia. E’ lui il vero e proprio problema per Miami. Fa registrare 8 punti, 9 rimbalzi (3 offensivi), 9 assist e una palla rubata. Con un po’ più di fortuna avrebbe centrato una tripla doppia memorabile. Tira con il 50% dal campo (0-1 da tre punti) e dalla lunetta. Voto 8.
Kawhi Leonard: Gioca sempre alla grande, ma quando parte con Diaw in quintetto si esalta. E’ il futuro, non mi stancherò mai di dirlo, e anche il presente, il D’Artagnan inserito nei Tre Moschettieri, in questo caso i ‘Big Three’. Partita che, unita a quella di gara-1 e gara-3, potrebbe valergli un grande riconoscimento, sempre che gli Spurs si portino a casa l’anello. Intensità su entrambi i lati del campo e una freddezza paurosa. Fa registrare 20 punti, 14 rimbalzi (5 offensivi), 3 assist, 3 palle rubate e 3 stoppate, regalandosi una doppia doppia in pieno stile ‘Tim Duncan’. Tira con il 58% dal campo (1 su 3 da tre punti) e segna 5 tentativi su 6 dalla lunetta. Voto 8,5.
Tony Parker: Leader indiscusso, nonostante la tabella abbia diversi ‘zeri’. E’ una minaccia costante per la difesa degli Heat, che sa quanto possa fargli male con una penetrazione o un semplice passaggio e non riesce a trovargli contromisure. Un po’ sottomedia con gli assist, ma la squadra gira alla grande, soprattutto grazie a lui. Chiude con 19 punti e 2 assist, senza prendere neanche un rimbalzo. Tira con il 53% dal campo ed il 75% dalla lunetta. Quando uno è così leader, può anche permettersi di non presentarsi al rimbalzo. Voto 7.
Danny Green: Forse l’unico violinista fuori tempo in un’orchestra perfetta. Si fa vedere solo quando serve e gioca soprattutto per liberare gli altri, ma si vede che è tornato a sonnicchiare. Quasi a dire: “tranquilli, oggi non servo: vinciamo lo stesso”. Chiude la sua gara con 9 punti, 3 rimbalzi (1 offensivo) ed è costretto a spendere 5 falli, che ne limitano l’utilizzo. Tira soltanto da tre punti, riuscendo ad avere una buonissima percentuale: 60%. Potrebbe fare molto, molto, molto, di più. Voto 6.
Popovich non concede molto alla second line, se non a Ginobili, Mills e Splitter. Ginobili gioca la sua classica partita in cui non segna molto, ma tiene sulle spine tutta la difesa avversaria, permettendo ai compagni di trovare tiri, e punti, abbastanza semplici. Mills, invece, è protagonista di una prestazione da 14 punti, un rimbalzo e 2 assist, tirando con il 62% dal campo (67% da tre punti). Anche Splitter ha un buon impatto sul match, segnando 6 punti (3 su 4 dal campo) nei 15 minuti a sua disposizione. Tra quelli che hanno giocato meno, spunta la prestazione di Bonner, che in 9 minuti segna 3 punti, prende 2 rimbalzi, serve 2 assist e ruba un pallone. Buona anche la prova di Baynes, che gioca 3 minuti e chiude con 2 punti (1 su 1 dal campo) e un rimbalzo (offensivo). Stessa sorte tocca a Cory Joseph, che gioca 4 minuti e segna 2 punti. Belinelli, invece, gioca 4 minuti e si prende 3 tiri, segnandone due, e chiudendo con 4 punti. Grande anche la prova di Ayres, che entra per 3 minuti e si prende 1 rimbalzo, serve un assist ed è lucidissimo dalla lunetta, dalla quale segna 3 tre punti su 4 tiri a disposizione. Voto alla panchina 7.

