Si alza il sipario ad OAKA per le F4 di Euroleague con la super-sfida tra Olympiacos e Fenerbahce, rispettivamente teste di serie numero 1 e numero 4 del tabellone. A trovare l’accesso alla finalissima di domenica è la squadra di Bartzokas, che ha controllato il match quasi per 40′: finisce 79-61 per i greci, bravi nell’approcciare duramente il match nei primi 4-5′ dei primi tre quarti. Deludente la prova dei campioni in carica, letteralmente stritolati dalle maglie difensive e dalla fisicità di Milutinov e compagni.
Le due squadre sono arrivate a queste finali in maniera diversa: i greci dopo il primo posto della regular season hanno spazzato via quel che restava del Monaco con tre partite più che dominate, mentre i campioni uscenti hanno battuto uno Zalgiris combattivo, che è riuscito a portare a casa Gara 3 e cedendo in casa in Gara 4 solo dopo un overtime. Quello che doveva essere il big match di queste semifinali si è rivelato un dominio dell’Olympiacos, partito fortissimo e davvero super concentrato in difesa.
Le chiavi di Olympiacos-Fenerbahce
Energia, aggressività, intensità ed una difesa dell’Olympiacos ai limiti della perfezione se non addirittura oltre per almeno 17′ solo nel primo tempo: basti pensare che al Fenerbahce sono stati concessi la miseria di 24 punti in 20′, tre dei quali a cronometro fermo. Quell’avvio di grande fatto di fisicità e concentrazione nel primo e secondo quarto con due parziali di 10-0 pesano tanto, specie se il secondo arriva partendo già dal +6 del 10′. I turchi hanno trovato ben poche volte canestri facili, forse tre in due quarti. Troppo pochi.
La vera costante dei primi (almeno) tre minuti di primo, secondo e terzo quarto è il break che puntualmente arriva prima di reagire: 12-0 per iniziare il match, 10-0 per aprire il secondo periodo e 11-0 ad inizio terzo quarto. Una partita che – in questo modo – viene costantemente messa in discesa e non può che essere un enorme problema per la squadra di Jasikevicius, oggettivamente dentro al match solo a sprazzi e per ben pochi minuti. Impressionante l’energia, il carattere, la concentrazione e l’aggressività portati in campo dai “reds” nei 40′.
Devastante è l’impatto di un Alec Peters impeccabile e davvero più che presente dentro al match: l’ala forte ex Baskonia ha crivellato chirurgicamente la retina del Fenerbahce. Vezenkov – però – è chirurgico nell’indirizzare definitivamente un match già ben messo: sono ben 14 i punti del bulgaro in un terzo quarto da vero MVP. Troppo poco quello che ha offerto la squadra che l’anno scorso ha vinto l’Euroleague: poca energia, poco gioco di squadra e poche idee. Dall’altra parte impressionante la forza dell’Olympiacos, che ha chiuso il match con il suo miglior giocatore seduto in panchina.

