Oggi riprendiamo la nostra rubrica Nba Superheroes e indipendentemente da come andrà a finire sono già contento di aver potuto realizzare questo progetto grazie alla collaborazione, per quanto riguarda la parte grafica, di Federica Santacroce.
Vi parleremo del più veloce, del fulmine, del velocista scarlatto, stiamo parlando di The Flash. La scelta è caduta su Flash, perché come forse non tutti sanno, nelle sue reincarnazioni più conosciute, Jay Garrick e Barry Allen, il velocista scarlatto ha fondato prima la Justice Society e poi la Justice League, ovvero le organizzazioni di supereroi pronte a tutto per prendere a calci i cattivi , e quindi ho voluto omaggiarlo. L’epopea di the Flash ha inizio nel lontano 1940 dalla penna del genio di Gardner Fox e venne pubblicata dalla DC Comix. Il suo potere è la supervelocità, che gli permette di spostarsi nello spazio sfidando ogni legge della fisica. La velocità, si è proprio quella il filo conduttore che ci porta fino ai nostri due eroi Nba, i più veloci: Dwyane Wade e John Wall . Ma andiamo con ordine.
Il primo ad indossare la caratteristica tuta rossa e a combattere il male a suon di calci supersonici è stato Jay Garrick. Garrick è un brillante e giovane scienziato, il più brillante di tutti, ma che non riesce ad esprimere al meglio il proprio potenziale. Durante un esperimento sull’acqua pesante, Jay fa cadere una provetta e ne assorbe il gas per tutta la notte. Dopo esser stato in coma per diverse settimane, al suo risveglio Jay si accorgere che qualcosa è cambiato: possiede la supervelocità e attraverso essa potrà diventare invisibile . Essendo un uomo dotato di una grande generosità e senso del dovere, il nostro buon Jay Garrick decide di indossare un particolare costume rosso e un elmetto alato e di proteggere la propria gente, prendendo a calci i cattivi: è nato The Flash. Grazie ai propri poteri, Jay diviene una stella del Football e attira le attenzioni della ragazza più bella della scuola Joan Williams, che poi sposerà. Jay non ha mai indossato una maschera poiché era capace di far vibrare la propria sagoma e quindi di non farsi riconoscere. Questo metodo in realtà si rivelerà fallimentare quando l’Anti Flash ,(Edward Clariss , professore nella stessa università di Jay), riproducendo i poteri di The Flash ne scopre l’identità e mette in serio pericolo la vita dell’amata moglie Joan. Come va a finire? Jay lo prende a calci dove non batte il sole e decide di ritirarsi a vita privata.
Proprio come il nostro eroe, Dwyane Tyrone Wade, si ritrova ad essere uno dei più brillanti e promettenti giocatori della Richards High School. Dwyane non ha un’infanzia facile, nasce e cresce nei sobborghi di Chicago, sognando Michael Jordan ed i Chicago Bulls. La pressione per Dwyane è forte e non sopporta i paragoni con il fratello Demetris che lo porteranno a cambiare strada: proprio come Garrick, il nostro eroe si da al Football ottenendo anche buoni risultati. Ma no, non finirà così, c’è qualcosa che gli fa capire che l’unica strada è la pallacanestro. Wade va al college, più precisamente a Marquette. Qualcosa va male, Dwyane non è proprio un genio sui libri e i suoi voti non gli permetteranno di giocare il primo anno. Il suo coach, Tom Crean, si accorge delle potenzialità del giovane e lo allena tutto l’anno per poi farlo esordire l’anno dopo: mai mossa fu più azzeccata. Dopo due anni fa il grande salto in Nba, e viene scelto con la 5 chiamata del Draft del 2003 dai Miami Heat. Wade lascia Chicago e approda in Florida dove viene acclamato e venerato come un DIO, ed è il più classico degli esempi di come un uomo solo possa salvare e far sognare un intera città. Dwyane Tyrone Wade non esiste più, non è più un essere umano, è nato un supereroe: The Flash. Flash è il giocatore più veloce e immarcabile della lega, un attimo è sotto il canestro a prendere il rimbalzo, un attimo dopo come il vero eroe è si materializza dall’altra parte. E’ invisibile, nessuno lo vede, nemmeno Garnett, non proprio l’ultimo arrivato e, che lo sta ancora cercando sul parquet dell’American Airlines Arena ,dopo quelle Eastern Conference Finals del 2011. Diventa l’eroe di Miami con la quale vince tre anelli, ma è soprattutto quello del 2006 vinto contro i Dallas Mavericks ( 34.7 punti di media, 7.8 rimbalzi e 2.7 rubate, roba da spellarsi le mani), dove il nostro The Flash viene nominato MVP, che iscrive il piccolo Dwyane Tyrone Wade, nato nei sobborghi di Chicago, nell’olimpo degli eroi. Come Garrick, Wade indossa una tuta, la maglia dei Miami Heat, che gli si cuce addosso come una seconda pelle e che non toglierà mai realmente di dosso, Signore e Signori Jay Garrick e Dwyane Wade: The Original Flash.
Nel 1955 il mondo del fumetto americano va in crisi, perché la semplice carta viene sostituita da un aggeggino che oggi spopola in tutto il mondo, mi riferisco alla televisione. La Golden Age della fumettistica non è più la stessa e c’è bisogno di cambiamenti, c’è bisogno dell’idea giusta che faccia tornare gli albi a fumetti all’antico splendore. Perché non rilanciare quel vecchio Jay Garrick che tanto ha spopolato negli anni ’40? Anzi, perché non modernizzarne totalmente la storia? Così dalla penna del fumettista Carmine Infantino nasce la seconda nemesi di The Flash: Barry Allen. Barry, non è solo un eroe, ma è la sua reincarnazione più pura: dolce, spontaneo, onesto e pronto sempre a sorridere e ad aiutare il prossimo, tanto che quando diventerà The Flash deciderà di non coprire gli occhi, per trasmettere sicurezza alle persone, per fargli capire attraverso un solo sguardo che nulla sarebbe potuto andare male. Barry, come il suo predecessore Jay, è uno studente di chimica ed è notoriamente un ritardatario. Egli inoltre ha la passione per Flash sin da piccolo e diventa poliziotto della scientifica, per sconfiggere il male, proprio come il suo supereroe preferito. Barry si innamorerà di Iris West con la quale si sposerà. Però, un giorno mentre il giovane chimico è in laboratorio, viene investito da prodotti chimici caduti da uno scaffale per mezzo di un fulmine. Da quel momento tutto cambierà e lo stesso Allen, una volta accortosi di esser diventato veloce come il fulmine e che è in grado di fare altre cose fighissime (come camminare sui muri e di passare attraverso gli oggetti, per non parlare della capacità di viaggiare nel tempo), deciderà di tener in gran segreto l’incidente e di emulare il proprio eroe, The Flash. In seguito Barry scoprirà che Flash non è un personaggio d’invenzione ma una persona realmente esistente, ma in un mondo parallelo, ovvero Terra 2. Con Barry Allen c’è una completa rivoluzione dello stile del personaggio, che indosserà un costume totalmente rosso e che gli coprirà anche il viso, eccetto gli occhi, con il caratteristico caschetto con i fulmini. Purtroppo, Barry, il nuovo Flash, dovrà presto salutare la moglie che verrà uccisa dall’anti flash della sua epoca, il professor Zoom. Barry si innamorerà ancora , di Fiona Webb, che però dovrà proteggere dal ritorno dell’anti-flash. Costretto ad uccidere il nemico, Flash sarà processato e solo grazie all’aiuto di Iris, che ( rullo di tamburi) era riuscita a sopravvivere perché una frazione di secondo prima della sua morte, i suoi genitori, provenienti dal futuro, avevano ingabbiato la sua energia vitale in un suo perfetto clone così da farla “rivivere” , riuscirà a fuggire e a rifugiarsi nel futuro( perché c’è a chi piace farlo strano eh ). La loro vita ricomincia normalmente, ma nel XXX secolo. C’è sempre un nemico da sconfiggere per i nostri eroi e Flash, per salvare il mondo dall’ Anti-Monitor, (un bruto distruttore di dimensioni che utilizza un cannone anti materia per distruggerle ), dovrà sacrificare la propria vita correndo il più velocemente possibile: corse sempre più velocemente da far collassare il cannone su sé stesso, scomparendo fisicamente, lasciando solo il suo costume vuoto come prova della sua esistenza. Ma non finisce qua, il nostro impavido eroe torna in vita e con l’aiuto del nipote abbatte nemici, come piace a noi: prendendoli a calci supersonici dove non batte il sole!
“Mi chiamo Barry Allen, sono l’uomo più veloce del mondo. Per anni ho vissuto senza la mia sembianza umana, consumata dall’attrito di un folle viaggio alla velocità della luce, teso nello spazio e nel tempo alla rincorsa di un vettore invisibile e inarrestabile. Potevo racchiudere l’assoluto nel palmo della mia mano, percepire l’eternità in un battito delle mie ciglia. Capii allora di essere diventato qualcosa di più. Qualcosa di diverso rispetto a un uomo che corre più veloce degli altri. Io ero la Forza della Velocità’’
Proprio come Barry Allen, John Wall è il prototipo dell’eroe, sincero, forte, sicuro di se, ma soprattutto di una generosità infinita ( Basti pensare alla sua migliore amica, la giovane Damiyah , conosciuta attraverso il programma make a wish. La piccola purtroppo ha perso la battaglia con un tumore, ma John non la dimenticherà mai. Nel giorno della sua morte, dopo aver sconfitto i Boston Celtics ,dove il nostro EROE ha piazzato il massimo in carriera di 17 assist, è scoppiato in un pianto davvero commovente).
John è protagonista di un infanzia travagliata, che lo vede entrare ed uscire dal carcere, per visitare quel padre tanto amato che prima di morire gli trasmetterà quella voglia e quella rabbia che ogni notte possiamo ammirare sui parquet Nba. John però all’inizio è davvero una testa calda ed avrà molti problemi con le autorità locali a Raleigh, North Carolina. Cambia tre volte scuola per problemi comportamentali, ma trova la sua dimensione alla Word of God Christian Academy, dove il nostro Flash migliora sia sul piano umano che sul piano atletico, trascinando la squadra ad un passo dal titolo nazionale. Così le grandi università lo seguono, ma lui decide di andare a Kentucky per giocare per il grande coach Calipari. John ha un anno da Freshman assurdo e l’anno dopo lascia l’università per fare il grande salto nella Nba, dove ad aspettarlo con la prima scelta assoluta ci sono i Washington Wizards. Ai test fisici John fa registrare il record assoluto per i ¾ di campo: 3,5s. Se questo non è Flash, allora chi lo è?
https://www.youtube.com/watch?v=jtksdDRCogQ
Proprio come è stato Jay Garrick per Barry Allen, Wade è un idolo per Wall, che ne ricorda le movenze in campo ed ha un talento smisurato…non lo prende più nessuno. Proprio come il suo alter-ego Barry Allen, John Wall con la sua super velocità è in grado di passare attraverso gli oggetti, o come preferisce lui, attraverso gli avversari ( andatevi a fare un giro sulle top ten della scorse settimane..vi spellerete le mani se non lo avete già fatto). Ha trascinato i suo Wizards ai playoffs lo scorso anno e quest’anno potrà solo confermarsi tra i migliori della lega, ma c’è qualcosa nella quale sicuramente è il migliore di tutti; è il più veloce! Signore e signori Barry Allen e John Wall: il nuovo velocista scarlatto!
Flash, non è un semplice eroe, ma è proprio metafora dell’UOMO che passa una vita intera a correre dietro i propri sogni e lascia indietro tutto ciò che è importante. Perché alla fine ciò che conta non è la velocità con la quale percorri il tragitto, ma il tragitto stesso, e questo , i nostri EROI, sembrano proprio averlo capito!
Per Nba Passion,
Francesco Papillo










