La regular season NBA 2017/18 è già entrata di diritto nella storia. In questa stagione tutti i giocatori delle franchigie della National Basketball Association, hanno contribuito ad infrangere record su record, che alla vigilia sembravano tutti insuperabili. Uno in particolare sembra essere al centro dell’attenzione, ovvero il numero di triple doppie stagionali di un giocatore NBA, record detenuto da Robertson.
Questa regular season inoltre sarà sicuramente ricordata come la stagione di Dirk Nowitzki, che è diventato il sesto marcatore ad aver raggiunto i trentamila punti in carriera; Stephen Curry che in questa stagione è già entrato nella classifica top 10 dei migliori realizzatori da tre punti. Molti protagonisti del campionato tra cui James Harden, la rivelazione Nikola Jokic e soprattutto Russell Westbrook hanno contribuito al raggiungimento del massimo numero di triple doppie nel corso della regular season: il record precedente era di 79 triple doppie stagionali. Il giocatore che più ha contribuito al raggiungimento di questo record, ovviamente è stato Russell Westbrook.
Con la tripla doppia realizzata questa notte, la numero 35 di questa stagione, Russell Westbrook ha aumentato il suo bottino personale e soprattutto ha portato con una prestazione da 18 punti 11 rimbalzi e 14 assist gli Oklahoma City Thunder al successo contro i Philadelphia 76ers per 122-97 nel match giocato alla Cheesecake Arena di Oklahoma City.
Ma l’ennesima tripla doppia fatta registrare dal #0 dei Thunder in questa partita è considerata come l’ennesimo appuntamento con la storia. Infatti nessun giocatore nella storia della NBA ha mai realizzato una tripla doppia con il 100% in fase realizzativa: i 18 punti di Westbrook infatti sono stati realizzati con un 6/6 da due e 6/6 ai tiri liberi in soli 28 minuti di gioco. Tanta la gioia dei vari protagonisti dell’incontro in casa OKC e soprattutto quella di Russell Westbrook, che ai microfoni di Espn ha dichiarato:
“Ho solo provato a giocare, provando a sfruttare il mio tempo in campo. Ho trovato la via per continuare ad innescare i miei compagni di squadra per tutta la partita ed è solo quello che è successo. Sono felice. Mi piace molto giocare, mi piace giocare a basket, per questo mi adoro scendere in campo e divertirmi in ogni singola gara.”



uola, aiuta il padre a riparare auto, esce con i suoi amici e gioca a basket con il fratello, Houston JR, nel canestro appeso sopra il garage. Il padre di Damian è un uomo molto considerato nel suo quartiere, verrà sempre considerato uno degli eroi più importanti nella vita del piccolo Lillard. Oltre suo padre però gli eroi per il piccolo Dame sono molti altri: Micheal Jordan, Allen Iverson, Tim Duncan e Shaquille O’Neal, giusto per citarne qualcuno. Si perché nella sua vita, il basket è tutto. Ci gioca dal mattino alla sera, inverno o estate, sole o pioggia.
infortunio al piede e causa la mancanza di fiducia che molti avevano avuto in lui. Non Portland però, Portland credette molto in lui e questo ad oggi ripaga la franchigia. Inizia la sua avventura NBA dunque, con la maglia numero 0, che chiunque conosca Gilberto Arenas sa cosa significa.
precedente, diventando il primo giocatore della storia a partecipare a 5 eventi dell’All Star Weekend: il Rising Stars Challenge il venerdì, lo Skills Challenge (dove arriva primo insieme alla guardia di Utah Trey Burke), il Three-Point Shootout e lo Slam Dunk Contest il sabato e l’All-Star Game la domenica. Quell’anno riesce anche a portare Portland ai playoff, impresa che non gli era riuscita l’anno precedente. Al primo turno incontrano gli Houston Rockets e Lillard & co. Riescono a passare il turno con il risultato di 4-2 (con il buzzer beater di Lillard in gara 6). Al secondo turno però ci sono gli Spurs, che, diretti al titolo, si sbarazzeranno dei Blazers in 5 gare. L’anno successivo non regalerà particolari gioie ne al californiano, ne alla squadra dell’Oregon, che ai Playoff verrà eliminata in 4 gare dai Grizzlies.
