I Jazz volano contro gli Indiana Pacers: Gordon Hayward e Derrick Favors fanno impazzire i tifosi della franchigia di Utah.
Ultimi minuti della sfida contro Indy, grande giocata del primo per la schiacciata di Favors di prepotenza
#AllStarTime
I Jazz volano contro gli Indiana Pacers: Gordon Hayward e Derrick Favors fanno impazzire i tifosi della franchigia di Utah.
Ultimi minuti della sfida contro Indy, grande giocata del primo per la schiacciata di Favors di prepotenza
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Kobe Bryant ha dichiarato di essere abbastanza in salute per prendere parte alla prima esibizione dei Los Angeles Lakers, domenica contro gli Utah Jazz, affermando di essere davvero pronto per un po’ di basket giocato “seriamente”, come riporta Kevin Ding, di Bleacher Report.
La partita sarà giocata alle Hawaii, dove i Lakers stanno al momento proseguendo il loro training camp. L’allenatore, Byron Scott, ancora non ha deciso una formazione titolare per la partita, nonostante sia abbastanza probabile che Kobe sarà sicuramente provato per alcuni minuti da ala piccola, affiancato a Jordan Clarkson e D’Angelo Russell.
I Los Angeles Lakers inizieranno la stagione NBA contro i Minnesota Timberwolves il 28 ottobre allo Staples Center.
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
Gli Utah Jazz rappresentano una delle squadre più giovani e ambiziose dell’intera Nba. Dopo alcuni anni molto negativi, trascorsi in fondo alla Western Conference, si apprestano a giocare la prossima stagione con buoni propositi grazie alla presenza di giocatori dall’enorme potenziale come Hayward, Favors, Gobert, Exum,Burke che potrebbero fare, finalmente, il definitivo salto di qualitá. Comunque resta difficile pensare che giá dall’anno prossimo i Jazz possano raggiungere i Playoffs nel selvaggio (e soprattutto ultra competitivo) West.
Uno dei giocatori principali di Utah é sicuramente Derrick Favors, ala grande titolare, ormai alla sesta stagione nella lega statunitense, che ha in mente quale dovrà essere il suo obiettivo personale: l’All Star game 2016, come ha rivelato pubblicamente al New York Daily News.
“É un mio obiettivo personale diventare un All Star. E io penso che adesso sono stato messo in una posizione per sperare di raggiungerlo grazie ad una buona squadra, un buon allenatore, un organizzazione e un front office che sta lavorando per questo. Quindi penso di avere una buona possibilità per l’All Star Game ma questo dipende da me, da come giocherò quest’anno, da quanto lo vorrò io.”
Sará fondamentale per Favors crescere ancora, più di quanto fatto l’anno scorso, e incrementare le sue già ottime cifre. L’anno scorso é stato uno dei beneficiari principali, soprattutto a livello difensivo, dell’ingresso in quintetto di Gobert e della cessione di Kanter e ha chiuso la stagione a 16 punti, 8.2 rimbalzi e 1.5 assist e 1.7 stoppate a partita. Come dimostrato dal suo contratto (12 milioni la prossima stagione) é sicuramente uno dei giocatori di riferimento nel roster, insieme ad Hayward, e dovrá cercare di diventare un vero e proprio leader di una squadra molto interessante.
Per Nba Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).
Se n’era parlato con una certa insistenza nel corso della FAgency, poi i vari rumors si sono raffreddati, ma i Cavs stanno tentando di liberarsi di Brendan Haywood a tutti i costi.
Secondo Brian Windhorst di ESPN, la trade con i Pacers che ha coinvolto il giovane rookie Rakeem Christmas, è il primo tassello nel progetto che prevede la cessione da parte del 35enne veterano della lega.

La cessione di Brenda Haywood farebbe risparmiare soldi importanti ai Cavs, oltre che creare una buona trade exception,
Haywood ha un contratto da 10 milioni di dollari circa non garantiti e su questa clausola si avvale il GM dei Cavs, David Griffin, che sta tentando in tutti i modi di trovare una franchigia con la quale imbastire una trattativa che possa accontentare le parti. Non facile visto che il tempo stringe: il 1 agosto, termine entro il quale si può rinunciare ai diritti sul giocatore, si avvicina, per cui Griffin dovrà fare i salti mortali se vuole liberare il Salary Cap da questo ingaggio tanto oneroso quanto poco utile.
Certamente le possibili pretendenti non mancano: Clippers e Nets, proprio per motivi di ‘Cap’, avevano mostrato interesse nell’imbastire un tavolo delle trattative, salvo poi tirarsi indietro e cercare altre soluzioni; attenzione però a Sixers, Jazz e Trail Blazers che, sempre secondo Windhorst, potrebbero essere intenzionate a trattare con i Cavs. Ed è proprio qui che entra in gioco la trade riguardante Christmas: la 2nd round pick ottenuta dai Pacers, potrebbe essere inserita in una eventuale trattativa per Haywood, con l’intento di invogliare i team ad accettare la proposta, con i Cavs che riuscirebbero così a creare una trade expection.
Cavs che, a proposito di trade expection, stanno seguendo Sasha Kaun, centro del CSKA Mosca che potrebbe firmare grazie a ciò che rimane della mid-trade exception ancora in loro possesso.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino
Gli Utah Jazz per l’ennesimo anno non sono riusciti a raggiungere i Playoff anche se, a differenza degli anni precedenti, il progetto di ricostruzione sembra ben indirizzato grazie alla presenza di giovani talentuosi come Hayward, Burke, Hood, Gobert e Favors.
I Jazz hanno vissuto una stagione molto particolare, infatti nella prima parte erano considerati come una delle franchigie meno competitive della lega, ma hanno avuto un inversione di tendenza incredibile dopo la deadline, quando, inviando Kanter ai Thunder, hanno promosso Rudy Gobert in quintetto e, riuscendo a costruire un sistema difensivo completamente differente, hanno concluso l’anno con 19 vittorie e ‘solo’, considerando i loro standards, 10 sconfitte.
Si sono presentati al Draft 2015 con le idee molto chiare, nonostante non avevano una scelta altissima. Hanno utilizzato la 12esima chiamata per assicurarsi le prestazioni del miglior giocatore, potenzialmente, disponibile e hanno puntato su Trey Lyles, ala grande proveniente da Kentucky University.
Il Gioco
Il freshman è stato uno dei principali beneficiari del ‘Platoon System’ che Coach Calipari ha dovuto necessariamente utilizzare durante la sua ultima stagione collegiale grazie all’enorme quantità di talento di cui godevano i Wildcats. Faceva parte del secondo quintetto di Kentucky ma ha già mostrato nei 23 minuti di utilizzo medio delle capacità potenzialmente devastanti per un giocatore che ha, ancora, 20 anni.
Possiede degli ottimi fondamentali offensivi che, probabilmente, gli consentiranno di essere un fattore, almeno inizialmente, nel secondo quintetto dei Jazz. Infatti riesce a crearsi il tiro, attaccando anche partendo dal perimetro, grazie ad un ball-handling discreto per uno della sua stazza. E’ una minaccia con i suoi movimenti di dentro-fuori e può migliorare anche il suo tiro dalla media, dove già può segnare con costanza nelle situazioni di ‘spot up’. Purtroppo non è un atleta esplosivo ma riesce, grazie alla sua intelligenza cestistica, a trovare lo spazio per concludere a canestro, aiutato dall’agilità e al controllo del corpo che lo contraddistinguono. Fisicamente appare pronto per la NBA, nonostante Calipari l’abbia usato anche da 3 in NCAA. Dovrà necessariamente migliorare la fase difensiva dove mostra le principali lacune e, potrà tranquillamente farlo, magari anche con l’aiuto di un sistema difensivo che nasconda i suoi limiti principali.
Tutte le caratteristiche di un prospetto come Lyles saranno sicuramente utili per i Jazz, ma dovranno essere coach Snyder e il suo staff a cercare di migliorare ancora questo giocatore che appare ancora acerbo per essere una vera minaccia NBA.
Come cambiano le scelte di mercato
Durante questa off-season il GM Lindsey lavorerà per cercare di aggiungere qualche giocatore, magari anche di esperienza, per facilitare il processo di crescita iniziato l’anno scorso.
La scelta di Lyles non andrà a modificare particolari decisioni della dirigenza dei Jazz, visto che, stando agli ultimi rumors, Utah è una delle principali pretendenti di Paul Millsap (sarebbe un ritorno), free agent degli Atlanta Hawks. Il due volte All Star (negli ultimi due anni) potrebbe decidere di ritornare alla franchigia che lo scelse nel 2006 soprattutto perchè il progetto in Utah sta diventando sempre più interessante e la possibilità di diventare il leader, insieme a Hayward, di un gruppo giovane potrebbe convincerlo.
Durante la prossima stagione ci potrebbero essere movimenti in uscita. Alcuni giocatori che non potrebbero essere contenti del loro ruolo in squadra (uno degli indiziati sarebbe,secondo indiscrezioni, Burke) lasceranno Salt Lake City, anche se, difficilmente, gli Utah Jazz si muoveranno prima di vedere quale sarà l’epilogo della Free Agency 2015.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter)
In NBA, numerose sono le squadre alla ricerca di lunghi e in questo draft ce n’è uno che potrà diventare ben presto un titolare ma che già da adesso sarebbe un ottimo back-up difensivo :Willie Cauley-Stein. John Calipari, coach della University of Kentucky, ha grandi aspettative per Stein, ma è anche conscio dei suoi limiti offensivi.
Un motivo per il quale l’apporto in attacco è così limitato può essere dovuto al contesto, alla grande produttività dei suoi compagni di squadra, ma sicuramente due grandi fattori sono il suo limitato set di scelte di tiro e la sua poca confidenza in transizione essendo un ottimo giocatore in post. In conclusione stiamo parlando di un ragazzo che sta realizzando 8.9 punti di media a partita, e che si presenta al tiro libero solo 3.1 volte a notte. Questo vuol dire che la sua responsabilità offensiva in NBA sarà limitata a putbacks, a canestri assistiti e ad opportunità a rimbalzo offensivo.
Cauley-Stein ha tuttavia un punto di forza formidabile: la difesa. Guida la Southeastern Conference nella Defensive Win Shares (2.8), ovvero una statistica che calcola il numero di vittorie che un singolo giocatore produce per il suo team grazie alle proprie prestazioni difensive. Cauley-Stein raramente dà agli avversari opportunità per tirare, e quando ci provano, non hanno praticamente mai una visione chiara del ferro. Se riuscirà a migliorare nella forza fisica da impiegare sotto canestro, diventerà sicuramente uno dei migliori centri difensivi, stoppatori e rimbalzisti della NBA.
Qui potete trovare un video di DraftExpress, noto canale YouTube che visiona i talenti in prospettiva, che analizza Willie Cauley-Stein e i suoi punti di forza e debolezza.
Attendendo il Draft 2015 … Per NBA Passion,
Eugenio Calafato
La stagione degli Utah Jazz si sa non è stata esorbitante: infatti hanno concluso solo all’11° posto nella Western Conference con il record 38 (W) – 44 (L). L’obiettivo sarà sicuramente infoltire il roster con nuovi interessanti innesti e, quest’ultimi credono di poter trarre qualcosa già dal prossimo Draft.
“Ovviamente però la franchigia non si aspetta di prendere un giocatore che potrà da subito essere il nuovo eroe e riportarla in alto, come cita in un tweet Jody Genessy di The Deseret News notes“.
Il vice presidente del personale dei giocatori Walt Perrin ha affermato: “Non ho visto grandi superstar pronte ad entrare in NBA con il prossimo Draft ma, non dico che nel prossimo futuro qualcuno di essi possa diventare il nuovo Stephen Curry o qualcuno del genere allenandosi”.
Per il momento non si sa ancora nulla su cosa riserverà la lotteria alle franchigie, solo che il 19 maggio verrà stilata la lista con l’ordine di scelta delle squadre. I Jazz con il loro 11° posto in classifica hanno circa lo 0,8% di possibilità di poter piazzarsi tra i primissimi posti per scegliere.
E’ chiaro che quando non si hanno grandi possibilità di selezionare i giocatori più quotati a diventare future star NBA, si necessitano dei buoni scout che durante la stagione hanno svolto al meglio il proprio lavoro. Tra poco più di un mese quindi vedremo chi gli Utah Jazz affiancheranno a Gordon Hayward, Derrick Favors ecc. per riprendere il progetto crescita della squadra.
Per NBA passion,
Alessio Angelucci
Trevor Booker ha il contratto in scadenza quest’estate, e, come ha detto a Deseret News sembra intenzionato a rimanere in Utah. Ecco le sue dichiarazioni a proposito della situazione.
“L’organizzazione dei Jazz sta facendo un ottimo lavoro, ha uno stampo familiare, fanno moltissimo anche per i tifosi. Cioè, è fantastico”, ha detto Booker, “Washington è stata una grande esperienza, ma definitivamente nel tempo qui a Utah mi sto trovando leggermente meglio. Sicuramente vorrei tornare il prossimo anno. Ho la sensazione che mi vogliano indietro, che sia reciproco”, afferma “ma alla fine della giornata, resta sempre e comunque business, quindi vedremo.. Abbiamo una grande chimica di squadra. È fantastico giocare con i ragazzi, il modo in cui giochiamo. Sai, sono molto competitivo, quindi voglio andare la fuori con i miei compagni e lottare per vincere. E quei ragazzi sono come me ogni singola partita, per questo mi piacerebbe molto giocare ancora con loro.”
Booker, in questo modo, vuole continuare a crescere insieme a questo roster dalle grandi potenzialità. Vedremo se gli interessi economici della società e del giocatore si incroceranno?
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa #10
Gli Utah Jazz hanno un progetto veramente interessante, il roster è giovane, le scelte sono buone e le basi per costruire qualcosa di buono ci sono e si stanno piano piano rinforzando .
Il GM della squadra Dennis Lindsey ha detto che la squadra ha varie opzioni e manovre da considerare per questa offseason al fine di portare la franchigia a compiere il prossimo passo verso il raggiungimento dei playoffs, riporta Jody Genessy del The Deseret News.
Ci sono vari scenari, appunto, da affrontare per Utah. Il primo e il più ambizioso da parte della squadra è quello che consiste nell’attirare un free agent di grosso calibro e aggiungerlo al giovane roster in crescita.
Un’altro passo fondamentale nel processo di crescita dei Jazz è sicuramente quello composto dalle decisioni al draft. Le scelte sono buone e trovare talenti in grado di migliorare i risultati della squadra ora o in futuro, oppure scambiare le scelte per giocatori veterani in un pacchetto.
Il GM dei Jazz afferma di voler compiere qualche mossa che risulti “efficace” in questa offseason. “Se una mossa efficace potrà arrivare soltanto “essendo audaci”, continua Lindsey, “la faremo.” La nota positiva è che Utah ha un ampio ventaglio di soluzioni possibili e che ora è tutto nelle mani della dirigenza.
Per NBAPassion.com,
Giulio Scopacasa #10
I Jazz sono tra le squadre più futuribili della lega, come i Milwaukee Bucks anche Utah ha scelto di ricostruire tramite il draft, scegliendo giovani promettenti che possono avere ampi margini di crescita.
La squadra è in netto miglioramento e tutto sembra andare per il verso giusto, è ovvio che rimane ancora molto da fare ed è proprio di questo che il giovane playmaker Trey Burke ha voluto parlare con Alex Kennedy di basketball insiders.
Burke è stato scelto al draft 2013, quindi si trova nel bel mezzo del proprio contratto da rookie che scadrà nel 2016-2017, ma volendo la squadra ha l’opzione di rinnovo automatico per un altro anno, posticipando quindi l’accordo per un’eventuale estensione contrattuale.
Il prodotto di Michigan state ha recentemente dichiarato di essere a conoscenza del proprio potenziale e quanto vasti possono essere i suoi margini di crescita, per questo ha una grandissima voglia di lavorare per presentarsi sempre più forte all’inizio di ogni stagione. L’offseason, quindi, andrà a svolgere un ruolo fondamentale poichè servirà come periodo di allenamento per migliorare passo dopo passo e a seconda di come verrà sfruttato questo periodo si vedrà come diventerà il giocatore nel prossimo futuro.
Esile di statura, veloce e scaltro lo rendono un playmaker imprevedibile, quel tipo di giocatore dal quale aspettarsi di tutto a partire da un terzo tempo fulmineo ad un crossover che disorienta l’avversario.
In questa annata la PG sta tenendo medie di: 12.9 ppg e 4.4.apg, stats destinate certamente a crescere di stagione in stagione in attesa dell’ exploit definitivo.
Riuscirà Burke a diventare determinante e a trascinare la franchigia verso traguardi gloriosi nei prossimi anni?
Il tempo sarà il giudice supremo, non ci resta che aspettare.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
Una stagione iniziata con le solite prestazioni condite da alti e bassi, salvo poi cambiare marcia nell’ultimo mese grazie al alcuni accorgimenti che hanno rinnovato il volto della franchigia. Come accaduto nelle ultime stagioni, gli Utah Jazz sono partiti con l’obiettivo di continuare il loro progetto di ricostruzione nella speranza che il vento possa presto tornare a soffiare a loro favore, grazie ai giovani talenti scovati negli anni che crescono senza grosse pretese. Un’annata destinata ad ottenere l’ennesima scelta alta al prossimo Draft, un’annata che però sta prendendo una piega molto probabilmente inaspettata: gli Utah Jazz hanno cambiato completamente registro diventando attualmente il team migliore della lega.
No, non stiamo scherzando. Gli Utah Jazz sono davvero il team più in forma della lega. Dal 20 Febbraio ad oggi è passato esattamente un mese dalla prima partita post-ASG, vero e proprio sparti acque della stagione dei Jazz, come dimostrato dal record imposto in questi 28 giorni: 12 vittorie e 3 sole sconfitte manenendo quindi una media vittorie pari a 0.800; nessuno meglio di loro nell’ultimo mese, neppure i tanto decantati Hawks, Warriors, Cavaliers e Pacers che comunque hanno messo su numeri interessanti. Nessuno come Utah, insomma. Ma come può un team che, fino alla pausa per l’All-Star Game, navigava con un 0.385 di vittorie, migliorare i propri risultati fino a registrare un +107.79% in un solo mese, andando a scalare qualche posizione nella Western Conference grazie al 0.456 di vittorie? Da dove deriva questo cambiamento radicale? La risposta risulta essere una soltanto: Rudy Gobert.
Il francesino classe ’92, è stata una delle piacevoli scoperte di questa stagione, dimostrando una solidità difensiva non indifferente, movimenti da pivot moderno con piedi alquanto mobili e mani parecchio educate, capace inoltre, grazie alle sue doti non indifferenti, di essere un fattore importante negli equilibri dei Jazz. Un’esplosione che parte dall’inizio di questa stagione, con prestazioni sempre in crescendo, che hanno fatto meditare i dirigenti di Utah al punto di rischiare il tutto per tutto, andando a tradare Enes Kanter con i Thunder, proprio per dare maggiore spazio al giovane francese. Missione compiuta. La gara del Rising Star Challenge è stato il vero trampolino di lancio per Rudy: 18 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate; grazie a tale manifestazione il mondo intero ha potuto ammirare tutto il suo talento.
Da allora, i Jazz hanno cambiato marcia con Rudy vero simbolo di tale rinascita: nonostante un attacco che ancora stenta a decollare, grazie all’apporto difensivo del francese, la franchigia di Salt Lake City è passata dall’essere la 27esima difesa della lega (106.1 punti consessi sui 100 possessi) al divenire la migliore dell’ultimo mese, concedendo agli avversari la miseria di 89.6 punti: -16.5 punti di media concessi che hanno fatto assolutamente la differenza nelle ultime 15 partite disputate. Il tutto (o quasi) è frutto del grande lavoro svolto da Gobert, in particolare nel pitturato dove è stato capace di ridurre drasticamente le percentuali al tiro, concedendo soltanto il 39% (dato aggiornamento al 10 marzo). Una presenza difensiva incredibile vicino al ferro, aiutato dalla grande apurtura alare a disposizione che lo rende uno dei migliori stoppatori della lega grazie alle 2.3 stoppate di media che lo posizionano al terzo posto in graduatoria. Il tutto viene riflesso nel Defensive Plus/Minus, particolare statistica riguardante il contributo difensivo, in cui Gobert risulta essere leader grazie ai suoi 5.2 punti che lo pongono davanti a campioni del calibro di Duncan o Noah.

Rudy Gobert (2.3) risulta al terzo posto nella classifica stoppate, dietro solo a Serge Ibaka (2.4) e Anthony Davis (2.9)
Un apporto incredibile insomma, da parte di un ragazzo chiamato con la 27esima scelta assoluta dai Denver Nuggets al Draft 2013 e subito girato agli Utah Jazz, che hanno trovato in lui un gran lungo per il presente e un ottimo prospetto per il futuro. Grazie al suo inserimento in quintetto al posto di Kanter, Utah ha cambiato volto alla sua stagione: ciò non consentirà alla franchigia di ambire all’ottavo posto nella Conference ma sicuramente è un segnale incoraggiante verso qualcosa di migliore, magari a partire dal prossimo anno. Gobert, unito a Hayward, Burk, Exum e tutti i talenti di prospettiva presenti in roster, formano una base importante sulla quale lavorare con fiducia e serenità. Il futuro è roseo e, con un Salary Cap che permetterà di agguantare qualche FA, magari anche importante, già dalla prossima estate, ipotizzare gli Utah Jazz tra le migliori otto della Western Conference già dalla prossima stagione, non è per niente utopistico.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino
(Zeller 18 Pts, Hill 30 Pts)
(Cousins 30 Pts, Wall 31 Pts)
(Young 21 Pts, Noel 17 Pts)
(Antetokounmpo 19 Pts, Lee 17 Pts)
(Monroe 16 Pts, Favors 26 Pts)
(Bargnani 18 Pts, Thompson 27 Pts)

