C’erano una volta i Boston Celtics. Fino a tre stagioni fa, la squadra allenata da Brad Stevens stava ricostruendo il suo futuro per ritornare il più velocemente possibile ai Playoffs Nba.
Dopo un primo anno di assestamento, le ultime due stagioni hanno permesso alla franchigia del Massachusetts di accedere alla post season della Eastern Conference. Se lo scorso anno l’esperienza è finita precocemente al primo turno contro i sorprendenti Atlanta Hawks, in questa stagione i tifosi Celtics possono sorridere, almeno per il momento.
Una rimonta incredibile nei confronti dei Cleveland Cavaliers nel mese di marzo ha permesso ad Isaiah Thomas e soci di ottenere il primato della Eastern Conference e il vantaggio del fattore campo in tutti gli scontri fino ad una eventuale finale di Conference da affrontare. Infatti dopo aver rimontato e battuto i Chicago Bulls per 4-2 nella serie, domani notte al TD Garden va in scena il quinto atto della semifinale contro i Washington Wizards.
Una possibile qualificazione consentirebbe di raggiungere la finale di Conference che manca dal TD Garden dal confronto contro i Miami Heat del 2011/12, in un accesissimo duello tra alcuni dei componenti dei Boston Celtics campioni Nba nel 2007/2008 e il grande ex Ray Allen, che in quella stagione si è accasato alla corte di Pat Riley.
Negli ultimi mesi è stato proprio Rajon Rondo, ex playmaker dei Boston Celtics campioni Nba nella stagione 2007/2008, ad organizzare una reunion di squadra, escludendo però Ray ‘Jesus’ Allen, reo di aver abbandonato i Celtics e accasarsi ai Miami Heat . Di questo si è parlato in una trasmissione americana dal titolo “Area 21”, in onda su TNT e condotta da un’altra grande leggenda dei Celtics: Kevin Garnett.
Oltre all’ex #5 dei Celtics, erano ospiti della trasmissione Paul Pierce, ritiratosi qualche giorno fa dal basket giocato; Rajon Rondo, Glen ‘Big Baby’ Davis e Kendrick Perkins, che ha spiegato chiaramente il perché Ray Allen sia stato escluso da questo gruppo di giocatori che ha segnato la storia recente del basket e dei Boston Celtics.
“Noi stiamo male solo al pensiero che sia successo, nonostante sono passati tanti anni. Ancora ci chiediamo il perché di un gesto del genere. Quei Boston Celtics erano una famiglia, abbiamo condiviso tutto ciò che aveva a che fare con il basket e di tutto ciò che riguardava le nostre cose personali. Tutte queste cose il mondo non le verrà mai a sapere”.










