La nostra cultura (quella italiana) è solitamente classificata come altamente nepotistica, specie in ambito lavorativo: il figlio di, il fratello di, il cugino di sono alcune delle classiche espressioni entrate nel nostro vocabolario quando parliamo di lavoro, specie in ambito di assunzione. D’altro canto gli USA sono visti come la culla della meritocrazia, ove qualsivoglia favoritismo viene fermato prima di essere pensato. Eppure lo sport americano ci ha lasciato fior fiore di esempi di relatives apparsi nei campi da gioco (uno su tutti è il caso della famiglia Manning nel football); l’NBA non è stata certo da meno, ma le casistiche sono state le più varie; casi di talenti distribuiti in più generazioni e/o in più soggetti della stessa progenie alternati a casi di differenze abissali tra consanguinei. Onde evitare di citare tutti gli esempi manifestatisi in sessant’anni di storia, faremo una raccolta dei casi più rilevanti, facendo riferimento, per cominciare, alle coppie padre/figlio-i.
The Barry Family
La famiglia Barry ha fornito la bellezza di 4 giocatori all’NBA nel corso della sua storia. Capostipite è stato l’indimenticabile Rick, uno dei maggiori talenti di questo sport a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Questa ala piccola dalle innate doti realizzative, viene ricordato per essere stato l’unico giocatore ad aver comandato la classifica dei marcatori nell’ABA (dove inizio la carriera nel 1965, letteralmente mettendo in crisi la National Basketball Association e costernandone i dirigenti con la sua decisione) e poi nell’NBA. Uno degli ultimi giocatori a tirare i liberi con due mani partendo dal basso (cosa che non gli impedì di mantenere, durante la carriera, un’incredibile percentuale di 90% di tiri realizzati dalla lunetta), anche dopo il passaggio in NBA conservò medie pazzesche, che gli consentirono di raggiungere quota 25.000 punti in meno di 8 stagioni. MVP nel 1975, portò i Warriors al titolo, dopo aver fatto lo stesso nella ABA con gli Oakland Oaks (curiosamente squadre della stessa città). Ad oggi rimane uno dei migliori giocatori della storia, inserito nella lista dei 50 top players dei primi 50 anni della Lega. A lui succedettero, negli anni ’90, i fratelli Brent, Jon e Drew Barry (più un quarto Scooter, visto solo in Europa a bassi livelli). Dei tre, Brent è quello che ha avuto la carriera più luminosa, anche se non paragonabile a quella del padre, avendo trascorso 14 anni nella Lega tra Clippers (Salm Dunk Contest Champion all’All Star Game del 1996), Heat, Bulls, Sonics, Spurs (due titoli partendo da sesto uomo) e Rockets; una guardia polivalente ed affidabile. Jon, il più vecchio, ha avuto un ruolo da comprimario, sempre come shooting guard, in 9 diverse franchigie tra il 1992 ed il 2006, venendo ricordato per la sua precisione nel tiro da tre ad aprire le difese. Drew, infine, visto anche a Varese a inizio millennio, ha avuto solo brevi esperienze, ritirandosi dopo 7 anni di passaggi tra NBA, Europa, Australia e Leghe Minori. Curiosità finale: persino il suocero di Rick, Bruce Hale, calcò i parquet NBA agli albori della Lega, militando negli Indianapolis Jets, Fort Wayne Pistons e Indianapolis Olympians.

Barry Family

