Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppTutta questione di parentela: le coppie padre/figlio

Tutta questione di parentela: le coppie padre/figlio

di Marco Tarantino
Kobe e padre

Jelly Bean & Kobe: the dinner is served

Parlando di padri e figli come non citare la famiglia Bryant. Da quando Kobe è in NBA, noi italiani abbiamo provato sempre un pizzico di orgoglio vedendo nascere una stella che era cresciuta nel nostro paese, mentre il buon Joe “Jelly Bean” si era ritagliato una seconda carriera in Serie A, tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia, e che parlava fluentemente l’italiano. Se di Kobe conosciamo ogni sfaccettatura della sua ventennale carriera ai Lakers (5 volte campione, MVP del 2008, due volte MVP delle Finals, terzo realizzatore all-time, 18 All-Star Game di cui 4 volte MVP, 11 volte All-NBA First Team, 9 volte All-NBA Defensive First Team, due ori olimpici per citare alcuni dei suoi achievements), in un perenne tentativo, fortunatamente venuto meno con gli anni della maturità, di dimostrare di essere meglio del suo mito MJ, pochi ricordano il ruolo tutt’altro che insignificante del padre in NBA. Joe, infatti, ha passato 8 stagioni nella League tra i 76ers, i Clippers (quando erano di casa a San Diego) e i Rockets. Ala/centro di 206 centimetri, si riciclò come buon realizzatore e schiacciatore di livello (si ricorda un epico in your face a Jabbar), spesso uscendo dalla panchina, disputando una finale con i Sixers nel 1977, persa contro i Blazers di Bill Walton, in una squadra che, oltre agli All-Star Julius “Dr. J” Erving e George McGinnis, vantava giocatori del calibro Lloyd Free, Caldwell Jones, Doug Collins, l’incontenibile Darryl Dawkins (pure lui visto in Italia, a Torino) ed Henry Bibby, guardia polivalente padre del futuro play Mike (curiosamente, in quella finale presero parte diversi giocatori che poi ebbero figli che a loro volta entrarono nella Lega, dal citato Walton, che ebbe l’ex Laker e ora coach Luke, a Michael Dunleavy Sr. che ebbe Junior). Dal 1983 seguirono i predetti 8 anni nel belpaese, fatti di tanti punti ed innumerevoli ricordi, chiudendo poi la carriera in Francia. Certo a sapere che il miglior canestro lo avrebbe realizzato nel ’78 forse non avrebbe chiamato il Black Mamba come una bistecca.

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Jelly Bean & Kobe

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