Come l’anno scorso il roster della Carpegna Prosciutto Pesaro si presenta ai nastri di partenza con l’obiettivo primario di salvarsi ma con la consapevolezza di poter essere l’assoluta sorpresa del torneo. A differenza della stagione passata però gli elementi confermati sono molti di più e lo stesso allenatore, un nuovo arrivato, Aza Petrovic è una vecchia conoscenza del mondo pesarese. L’anno scorso, grazie a una prima parte di stagione entusiasmante conclusa con la finale di Coppa Italia, è tornato l’entusiasmo nel pubblico biancorosso e quest’anno, con l’imminente aperture dei palazzetti, toccherà alla VL 2021-22 riempire i sedili.
Lega Basket Serie A
Vanoli Cremona, il colpaccio è servito: tramontata la pista che conduceva a Keith Langford, il GM Flavio Portaluppi ha deciso di optare per un altro profilo, che corrisponde al nome di Jalen Harris. Alto 196 centimetri per 88 chilogrammi di peso, Harris nella stagione passata si è diviso tra Toronto Raptors e Raptors 905, squadra satellite militante in G League.
Le cifre di Jalen Harris nella passata stagione
In forza ai Toronto Raptors Harris ha scritto a referto 7,4 punti, 1,4 rimbalzi e 1,3 assist per partita. Sensazionali le sue percentuali dall’arco (47%), mentre più ridimensionate quelle dalla lunetta (78%).
Nella lega cadetta, invece, ha totalizzato 17,6 punti per gara in 29 minuti di media, con il 50% da 3 e il 67% dai tiri liberi.
Il comunicato della Vanoli Cremona della firma di Jalen Harris
Vanoli Basket Cremona è lieta di comunica la firma, per la stagione 2021/2022, dell’esterno statunitense Jalen Harris.
Nato a Dallas, Texas, il 14 agosto 1998, alto 196 centimetri per 88 chilogrammi di peso, Jalen è figlio Erion Harris e di Karlin Kennedy, entrambi giocatori di basket a livello collegiale alla Southern Methodist University, con quest’ultima che ha finito il quadriennio universitario come leader all-time per punti, rimbalzi, stoppate e percentuale di canestri dal campo.
Cresciuto a Duncanville, dove ha giocato per la High School locale, Harris da junior ha tenuto medie di 15 punti, 4 rimbalzi e 2 assist a partita venendo nominato Offensive Player of the Year del suo distretto. Saltata metà della stagione da senior a causa di un infortunio, nonostante ciò, è stato nuovamente nominato Offensive Player of the Year, mettendo a referto medie di 23 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 2 palle recuperate a incontro, con il 55% dal campo e il 45% da tre punti, e segnando 44 punti contro la Cedar Hill High School.
L’inizio del suo percorso universitario lo passa a Louisiana Tech. Resta due anni con i Bulldogs tenendo, nel suo anno da matricola, medie di 10.9 punti, 3.1 rimbalzi e 1.6 assist a partita. Il secondo anno migliora ulteriormente portandosi a 15.3 punti a partita, oltre a 4.4 rimbalzi, 2.4 assist e 1.1 palle recuperate, tirando con il 44,4% da oltre l’arco. Decide quindi di trasferirsi alla Nevada University, agli ordini di coach Steve Alford. Dopo una stagione fermo a causa del cambio di università, nel 2019-2020 Harris guida i Wolf Pack, nelle 30 gare giocate, con 21.7 punti, 6.5 rimbalzi e 3.9 assist in 33 minuti di gioco, con il 36.2% da tre e il 49.5% dal campo, divenendo uno dei nove giocatori in NCAA I con sei partite da 30 o più punti. Il 9 febbraio vince l’Oscar Robertson National Player of the Week dopo aver segnato 35 punti di media oltre a 5.5 rimbalzi e 3.5 assist nelle vittorie su Air Force e San Jose State, tirando con il 56.8% dal campo, incluso l’11 su 18 da tre. I 38 contro i Falcons sono inoltre il record di punti nella sua carriera universitaria.
Al termine della stagione si rende eleggibile al draft 2020 e viene selezionato con la cinquantanovesima scelta assoluta dai Toronto Raptors. Durante la stagione gioca nove gare in G-League con i Toronto 905 a 15.1 punti di media con il 42.6% da tre, oltre a 3.8 rimbalzi e 2.3 assist.In NBA scende invece in campo 13 volte, di cui due in quintetto, finendo con 7.4 punti, 1.4 rimbalzi e 1.3 assist di media e mettendo a referto un high di 31 punti nella partita del 14 maggio contro Dallas, nella sua città natale.
Le parole del GM Flavio Portaluppi
Questo il virgolettato dell’autore del colpo Jalen Harris, il GM Flavio Portaluppi:
“Siamo felici di aver potuto firmare un giocatore del livello di Jalen Harris, una guardia dal grande potenziale che porterà in dote, alla nostra squadra, pericolosità offensiva sia dentro che fuori l’arco dei tre punti. Siamo inoltre contenti di poter offrire un’importante opportunità di riscatto ad un giocatore che, in Italia e alla Vanoli, potrà trovare nuovi stimoli per rilanciare alla grande la sua carriera cestistica”.
L’ala classe 99′ Michele Serpilli lascia la Carpegna Prosciutto Pesaro, dove è cresciuto cestisticamente, per dirigersi in direzione della Cestistica San Severo, dopo essere stato vicino anche al Campetto Ancona.
La carriera di Serpilli
Inizia a giocare allo Stamura Ancona, la sua città natale, per poi firmare un contratto nel 2011 con Pesaro.
Esordisce in LBA nel 2015, giocando contro la Vanoli Cremona, l’Aquila Trento e la Dinamo Sassari nella stessa stagione.
Nella stagione 2016-2017 entra in campo per la prima volta contro la Juvecaserta, facendo poi i suoi primi punti contro l’Orlandina Basket, realizzando una tripla in 11 minuti di utilizzo. Nella stagione successiva il giocatore anconetano disputa 20 partite, realizzando 17 punti, e riesce per la prima volta ad entrare nel quintetto titolare proprio contro l’Orlandina.
Successivamente viene girato in prestito ai Legnano Knights, in A2, riuscendo a giocare nove partite da titolare e collezionando 198 punti in 28 partite. Nella stagione successiva viene girato alla Poderosa Pallacanestro Montegranaro, viaggiando a circa 6 punti di media a partita.
Partecipa anche agli Europei Under 20 giocati in Israele, dovendoli poi abbandonare a causa di un infortunio al ginocchio rimediato contro l’Ucraina.
Il comunicato
Le parole del club:
La Carpegna Prosciutto Basket Pesaro comunica di aver risolto consensualmente il contratto che la legava all’atleta Michele Serpilli. La società, sicura che Michele – cresciuto fino all’anno dello svincolo nel Settore Giovanile pesarese – rimarrà per sempre biancorosso nel cuore, lo ringrazia per la professionalità dimostrata durante l’ultimo anno di lavoro e gli augura un grande in bocca al lupo per il prosieguo della carriera professionale.
L’ Allianz Trieste accoglie Adrian Banks, reduce da un’annata non troppo positiva con la Fortitudo Bologna, dove ha chiuso la stagione con 16.8 punti, 2.8 rimbalzi e 4.4 assist di medie in stagione regolare.
Anche lui si inserisce nel processo di rivoluzione messo in atto nel roster triestino dopo l’addio di coach Dalmasson e l’arrivo di Franco Ciani. Nella casella degli adii in casa Trieste ci sono i nomi di Tommaso Laquintana, Davide Alviti, Andrea Coronica e Matteo Da Ros. Mentre sono arrivati in terra triestina Alessandro Lever, Fabio Mian, Luca Campogrande, Sagaba Konate e, proprio oggi, il nuovo playmaker Cory Sanders che probabilmente giocherà nel backcourt proprio insieme a Banks.
La carriera di Banks prima di Trieste
La guardia classe 86′ è arrivata in Europa nel 2008, in Belgio per la precisione, firmando per Verviers, dove ha disputò 31 partite, viaggiando con 16.8 punti di media e 2.2 rimbalzi a partita. Nel 2009 si trasferì a Liegi, dove disputò l’Eurochallenge.
Nel 2010 lasciò la squadra belga per lo Elitzur Ironi Netanya, club israeliano, dove chiuse la seconda annata come miglior realizzatore della Lega con oltre 21.5 punti, di cui il 49.4% da due, il 35.2% da tre, l’82.5% ai liberi e 3.2 assist di media a partita.
Arrivò in Italia nel 2012, firmando un contratto annuale con la Pallacanestro Varese, per fare poi ritorno in Israele nel 2013. A novembre di quell’anno tornò nuovamente a Varese, chiudendo la stagione con 17 punti di media a partita.
Dopo una parentesi allo Scandone Avellino, firmò per l’Happy Casa Brindisi, dove disputò delle ottime stagioni dal 2018 al 2020, chiudendo quest’ultima con 21.3 punti di media a partita e instaurando anche un forte legame con la città con la braccio la fascia da capitano. Alla fine della stagione però rifiutò un rinnovo triennale con la società brindisina, firmando per la Fortitudo Bologna.
I comunicati
In seguito le parole del presidente biancorosso Mario Ghiacci:
Siamo felici di accogliere Adrian in biancorosso, è un giocatore straordinario e il suo arrivo certifica anche la crescita fatta dalla società in questi anni. Ovviamente quando un giocatore di questo calibro è sul mercato le pretendenti sono tante; la sua forte convinzione nello scegliere Trieste è pari a quello che lui ci ha trasmesso all’idea di unirsi a noi, poteva essere un giocatore appagato e invece i suoi stimoli e le sue motivazioni sono altissime e si sposano perfettamente con le nostre.
E il commento del suo neo-allenatore Franco Ciani:
Dal punto di vista tecnico è un operazione che si commenta da sola, è uno dei giocatori che più hanno segnato le scorse stagioni e che più ha lasciato la sua impronta e il suo sigillo nelle esperienze che ha intrapreso. E’ quasi impossibile dire qualcosa di nuovo sulle sue qualità, tutti lo conoscono e noi siamo convinti che si integrino perfettamente con il nostro progetto. Per questo quando abbiamo capito che questa trattativa era praticabile l’abbiamo intrapresa con grande decisione. Ho parlato più volte in questi giorni con il ragazzo, abbiamo trovato subito la sintonia sintonia tra quello che lui desiderava per la prossima stagione e quello che noi volevamo aggiungere alla squadra. La sua capacità di essere sia solista e prima punta che uomo squadra capace di costruire insieme ai compagni completano quel mix di esperienza e gioventù che è la Pallacanestro Trieste.
Per il centro polacco naturalizzato italiano Jakub Wojciechowski, arrivato dalla Pallacanestro Biella, è pronta una nuova avventura in LBA con la VL Pesaro, dopo aver chiuso la stagione a 2 punti, 2.8 rimbalzi e 0.4 assist di media.
La carriera di Jakub Wojciechowski
Il nativo di Lodz è cresciuto nelle giovanili della Benetton Treviso. Alle finali nazionali Under 19 del 2009, ha contribuito alla conquista dello scudetto di categoria da parte della formazione della Marca.
Dopo aver iniziato la stagione 2009-2010 nell’Assigeco Casalpusterlengo realizzando 6,1 punti di media a partita in 15 minuti di utilizzo, il 28 gennaio 2010 viene ceduto al Basket Brescia Leonessa, squadra nella quale debutta il 30 gennaio nel derby contro la Tezenis Verona, realizzando 8 punti.
Nell’estate successiva partecipa con la Polonia agli Europei U20 e, anche a seguito delle buone prestazioni fornite, viene inserito stabilmente nel roster della Benetton per la stagione 2010-11. Per lui la stagione riserva 30 gare a referto di cui 20 effettivamente giocate, con 58 punti realizzati e 21 rimbalzi conquistati.
Nel febbraio 2012 viene firmato dall’Enel Brindisi di coach Piero Bucchi, che per sopperire alla partenza di Mitchell Poletti ha scelto di puntare sul giovane polacco.
Il 9 agosto 2012 si trasferisce alla PMS Torino nella prima stagione torinese mette a segno 601 punti in 41 partite con 366 rimbalzi conquistati. A fine stagione arriva la vittoria della Divisione Nazionale A che vale il titolo di Campioni d’Italia Dilettanti e la promozione in Legadue.
L’8 luglio 2015 Wojciechowski firma un contratto per la stagione 2015-16 con la Pallacanestro Cantù. Il 30 giugno 2016 esce dal contratto firmando il 5 luglio dello stesso anno con la Vanoli Cremona.
Il 2 luglio 2018, Wojciechowski torna alla New Basket Brindisi.
Il 15 gennaio 2021 firma un contratto fino al termine della stagione con la Pallacanestro Olimpia Milano.
Il comunicato
La Pallacanestro Olimpia Milano saluta Jakub Wojciechowski e desidera ringraziarlo per la professionalità, l’impegno e la dedizione espresse nei mesi trascorsi insieme, e gli augura il meglio possibile per il suo futuro.
Si muove ancora il mercato per Olimpia Milano e Reyer Venezia, con protagonista Jeff Brooks: l’ala statunitense ma di passaporto italiano saluta la squadra meneghina per approdare al team lagunare con un contratto pluriennale.
Finito ai margini delle rotazioni nell’ultima stagione milanese con Ettore Messina, l’ex campione d’Italia con Sassari non è stato confermato e si è accordato con la squadra di coach Walter De Raffaele, che ora cercherà di ridargli quell’entusiasmo che aveva perso nelle ultime settimane.
Con un comunicato apparso questa mattina intorno alle 10.15 l’Olimpia Milano ha salutato il suo ormai ex giocatore:
“La Pallacanestro Olimpia Milano desidera ringraziare Jeff Brooks per i tre anni trascorsi insieme, durante i quali ha aiutato la squadra a conquistare una Coppa Italia e due Supercoppe, oltre a raggiungere le Final Four di EuroLeague. A Brooks e alla famiglia, vanno tutti i nostri migliori auguri per il futuro.”
A stretto giro di posta – alle 10.40 la società Reyer Venezia ne ha annunciato la firma sul contratto con il seguente comunicato:
L’Umana Reyer Venezia ha il piacere di comunicare di aver raggiunto un accordo pluriennale con Jeffrey Brooks, ala forte di 203 cm, nato il 12 giugno 1989 a Louisville (Kentucky, USA) e in possesso di passaporto italiano. Proviene dall’Olimpia Milano, con cui ha disputato le ultime 3 stagioni in Serie A e in Eurolega. Nell’ultima annata, Brooks è sceso in campo 33 volte in campionato e 32 in Eurolega. Formatosi alla Pennsylvania State University (con cui ha vinto il titolo dei college nel 2009), è arrivato in Italia nel 2011, a Jesi in LegaDue, giocando nel nostro campionato anche a Cantù, Caserta e Sassari. Si è poi trasferito in Russia (Saratov), prima delle due stagioni in Spagna (Malaga) che hanno preceduto il rientro nel nostro Paese per vestire la maglia di Milano. Nel suo palmares figurano uno scudetto (a Sassari), quattro Supercoppe italiane (2013 con Cantù, 2015 con Sassari, 2019 e 2021 con Milano), due Coppe Italia (2015 Sassari, 2021 Milano), un’EuroCup (Malaga 2017). Ha vestito la maglia azzurra tra il 2018 e il 2019, partecipando anche ai Mondiali in Cina.
Le prime parole di Jeff Brooks da giocatore della Reyer Venezia
Ecco – riprese dal sito della squadra oro-granata le prime parole di Jeff Brooks da giocatore della Reyer Venezia.
Negli ultimi anni la Reyer ha dimostrato di essere un top Club – le parole di Jeff Brooks – una società che da quando è tornata in Serie A ha vinto tanti trofei, formato giocatori importanti e lavorato sempre bene. Sono davvero felice e grato di poter continuare la mia carriera in un Club ambizioso, in questi anni ho avuto modo di parlare della Reyer con tanti compagni e amici e non ho mai sentito qualcosa di negativo riguardo al Club, è una cosa rara. Sono invece a conoscenza di quanto la società metta i giocatori nella miglior condizione possibile per rendere bene e di quanto l’ambiente sia familiare. In questi anni ho affrontato da avversario grandi giocatori come Mitchell Watt, Michael Bramos e Stefano Tonut, per citarne solo alcuni, ma la cosa che mi ha sempre impressionato è lo spirito competitivo di tutta la squadra della Reyer, non si vincono due scudetti per caso. Credo di potermi inserire bene nel sistema Reyer, ne ho già parlato con il coach, metterò a disposizione la mia versatilità e il mio altruismo dando tutto ciò in termini di energia, rimbalzo, atletismo e fame di vittoria. Sono eccitato di rappresentare la Reyer e Venezia dove… ehm… non sono mai stato! Ho passato otto anni in Italia, mia moglie è italiana, ma non sono mai stato a Venezia e ora devo recuperare il tempo perduto. E’ emozionante sapere che continuerò la mia carriera alla Reyer, sono felice di essere parte di questo progetto. Ora sono nel Kentucky e sono contento di poter passare un po’ di tempo vicino alla mia famiglia, mi sto comunque allenando per farmi trovare in forma. Non vedo l’ora di iniziare e di conoscere i tifosi reyerini, ci vediamo presto!.
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Carlos Delfino-Carpegna Prosciutto Pesaro si farà anche il prossimo anno!
E’ arrivato infatti il rinnovo per il capitano della VL 2020-21, che si aggiunge a Zanotti, Drell e Tambone nel roster che prende forma di coach Aza Petrovic che verrà ufficializzato dopo il preolimpico del suo Brasile.
L’ormai trentanovenne italo-argentino giocherà per la sua settima stagione in Italia, dopo le due esperienze a Reggio Calabria nel 2000, alla Fortitudo Bologna nel 2002 e a Torino nel 2018. Stupisce e non poco la voglia del giocatore di continuare ad alti livelli dopo l’infortunio al piede che ha interrotto la sua stagione a Pesaro anzitempo.
Le parti hanno trovato l’accordo per un rinnovo biennale.
Carlos Delfino resta a Pesaro: la carriera del giocatore
Nato il 29 Agosto del 1982 a Santa Fe (Argentina), Delfino è arrivato lo scorso anno sulla riviera adriatica sotto un’aurea di dubbi dal punto di vista fisico ma non di certo dal punto di vista della qualità in campo. Parlano da sole le nove stagioni in NBA giocate tra Detroit Pistons, Toronto Raptors e Milwaukee Bucks per un totale di 440 presenze e 7.8 punti di media, ma il giocatore veniva da una stagione ai box e il fisico non sembrava essere dei migliori.
E invece Carlos Delfino ha sfruttato ogni occasione per presentarsi sano al campionato 2020 e riuscire a competere ad alti livelli per oltre 26 minuti a match. Le medie stagionali lo hanno consacrato come secondo marcatore della squadra a 12.5 punti di media, cui aggiunge 4.2 rimbalzi e 2.5 assist.
Purtroppo per lui l’infortunio a Bologna contro la Effe del 10 Aprile gli ha levato la possibilità di poter partecipare alle Olimpiadi di Tokio con la sua Argentina, obiettivo dichiarato fin dall’inizio dell’anno. Il palmares del numero 82 pesarese con la “Generacion Dorada” resterà perciò invariato, con l’oro di Atene 2004 e il bronzo a Pechino 2008 a parlare da soli.
Resterà da capire il ruolo che l’italo-argentino avrà nella VL 2021-22: probabilmente uscirà dalla panchina con un minutaggio centellinato attorno ai 20 minuti nella rotazione con Henri Drell, ma sarà molto difficile per il futuro allenatore convincerlo a risparmiarsi in determinati momenti della stagione.
Dopo essere arrivato sotto le Due Torri a stagione in corso dopo il fallimento della Virtus Roma, già in estate Dario Hunt lascerà la Fortitudo Bologna per andare altrove.
Lo stesso percorso fatto dal lungo era stato compiuto anche da Tommaso Baldasso. Tuttavia, per quest’ultimo si è creata fin da subito una certa intesa con la società, mentre con Hunt non è mai scoccata la scintilla. L’americano avrebbe dovuto sostituire Ethan Happ, che intanto era volato a Sassari, ma non è mai riuscito ad inserirsi appieno nel progetto fortitudino.
Durante la sua presenza con i bolognesi ha registrato 10.1 punti e 5.6 rimbalzi di media a partita.
Termina 86 a 73 la quarta gara di una splendida serie di playoff tra Dinamo Sassari e Reyer Venezia. Partita che, tranne il primo quarto, si è giocata punto a punto fino alla fine e preannuncia una Gara 5 ancora più spettacolare per decidere la serie.
Dinamo Sassari – Reyer Venezia: le chiavi del match
La Dinamo riprende da dove aveva lasciato con un gioco di squadra composto da grande circolazione di palla creando sempre buoni tiri. Situazioni che hanno portato i giocatori della Dinamo a prendere fiducia, soprattutto Eimantas Bendzius, autore di 9 punti nel primo quarto con 3 su 5 da 3.
La Reyer arrivava da una partita povera dal punto di vista offensivo e, purtroppo per Venezia, continua sulla stessa linea d’onda di Gara 3 e chiude il primo quarto con appena 6 punti realizzati. Il tutto causato dalle continue esitazioni della Reyer in situazione di attacco, infatti nessun giocatore della formazione in oro-granata si è dimostrato deciso, né in attacco né in difesa. Nonostante il pessimo inizio i ragazzi di Walter De Raffaele sono stati ancora in grado di recuperare il punteggio.
Anche in Gara 4 si verificano i soliti parziali ormai noti di questa serie: prima 23 a 6 in favore di Sassari e poi 16 a 0 per la Reyer. Tutto dovuto a difese abbastanza altalenanti che a tratti si dimostrano pigre e in altri punti della partita invece si comportano da difese competenti. Un esempio sono le difese effettuate da Davide Casarin e Valerio Mazzola che, entrando dalla panchina, hanno entrambi saputo dare una mano importante alla propria squadra recuperando palloni importanti ed impedendo agli avversari di fare tiri facili.
Quarta partita della serie e come le 3 precedenti, anche questa ricca tensione e fisicità. Ne sono la prova i due falli tecnici ed i due falli antisportivi fischiati, oltre alla grande intensità messa da entrambe le squadre, soprattutto nel secondo tempo. Alla fine la fa da padrona la squadra più consistente e che ha dimostrato più voglia di vincere. L’MVP della partita è Bendzius con i suoi 25 punti e 6 rimbalzi finali.
I tabellini della gara
Parziali singoli quarti: 20-6, 11-29, 28-24, 27-14.
Parziali complessivi: 20-6, 31-35, 59-59, 86-73.
Dinamo Sassari: M. Re, S. Gentile 7, L. Gandini, K. Treier, M. Chessa, E. Happ 8, T. Katic 13, M. Spissu 20, J. Burnell 6, M. Bilan 4, E. Bendzius 25, F. Kruslin 3. Coach Gianmarco Pozzecco.
Reyer Venezia: C. jerrells 14, B. Cerella, S. Tonut 8, D. Casarin, G. Vidmar 3, M. Watt 13, V. Chappell 11, V. Mazzola, A. Daye 7, L. Campogrande, A. De Nicolao 9, J. Stone 8. Coach Walter De Raffaele.
Finisce 83 a 78 gara 2 dei playoff tra Reyer Venezia–Dinamo Sassari, con la Reyer che allunga sul 2 a 0. Dopo la sconfitta di ieri ci si poteva aspettare una Dinamo particolarmente agguerrita e invece ancora una volta subisce il rientro della squadra di casa, che ora può permettersi di andare in terra sarda per chiudere definitivamente i conti. Fondamentale la prestazione di Stefano Tonut che chiude con 25 punti tirando con il 75% da 2 punti.
Reyer Venezia-Dinamo Sassari: le chiavi di gara due
Così come in gara 1, anche in gara 2 la Reyer Venezia è partita sottotono concedendo troppe conclusioni facili da sotto canestro alla Dinamo Sassari. Troppe anche le situazioni di contropiede concesse ai sardi che hanno trovato molteplici occasioni facili.
Un altro problema sono stati i falli, in molte situazioni i giocatori di Gianmarco Pozzecco sono andati a segno subendo il fallo e con il tiro libero aggiuntivo, cosa che generalmente dovrebbe essere evitata quando si commette un fallo per negare un facile canestro agli avversari.
Sassari ha dovuto rinunciare, per gran parte del match, a Miro Bilan a causa di 2 falli fischiati ai suoi danni nei primi minuti del primo quarto, il terzo fatto nel secondo quarto, appena entrato, ed infine un fallo tecnico per protesta. Nonostante i problemi di falli per Bilan, la Dinamo non si è demoralizzata, anzi, ha dimostrato grande solidità ed un bellissimo gioco di squadra facendo girare bene il pallone.
Malgrado la partenza a senso unico della Dinamo, Venezia è rientrata dall’intervallo lungo con la giusta intensità riportandosi avanti, ripetendo così lo stesso scenario di gara 1. La differenza è stata fatta nella metà campo difensiva, infatti i ragazzi di coach Walter De Raffaele hanno cambiato registro concedendo solo 7 punti nel terzo quarto, e in fase offensiva hanno realizzato ben 23 punti, portandosi sul +3 all’inizio del quarto conclusivo.
Particolarmente netta la vittoria a rimbalzo, con la squadra ospite che riesce a catturare 12 carambole in più degli avversari, 45 a 33, con ben 10 rimbalzi offensivi contro i soli due dei lagunari. Best performer Ethan Happ con 8, Bendzius e Gentile con 9 carambole conquistate.
Anche gara 2 si rivela molto combattuta e piena di tensione, parlano chiaro le proteste da parte di entrambe le squadre, il continuo trash talking ed i 3 falli tecnici fischiati: Miro Bilan, Jason Burnell ed Austin Daye. Partita in generale piena di botte e risposte da parte di entrambe le squadre e che non trova un padrone costante. Finale al cardiopalma che vede uscire vittoriosa la Reyer Venezia.
Chiuso questo back-to-back il prossimo appuntamento è previsto per domenica, domani si riposa, in cui si giocherà al PalaSerradimigli di Sassari.
I tabellini
Parziali singoli quarti: 21-24;16-23; 20-7; 26-24.
Parziali complessivi: 21-24; 37-47; 57-54; 83-78.
Reyer Venezia: J. Stone 7; J. Chappell 7; M. Watt 20; S. Tonut 25; A. De Nicolao 12; V. Mazzola; A. Daye; D. Casarin 2; W. Clark 5; I. Fotu; B. Cerella 5; L. Campogrande. Coach: Walter De Raffaele
Dinamo Sassari: E. Bendzius 12; J. Burnell 13; M. Spissu 4; F. Kruslin 13; S. Gentile 13; M. Re; M. Chessa; M. Bilan 5; T. Katic 4; E. Happ 14; K. Treier; L. Gandini. Coach: Gianmarco Pozzecco
Ultima giornata di campionato per UnaHotels Reggio Emilia e Reyer Venezia alla Unipol Arena, padroni di casa senza obiettivi e privi dell’infortunato Koponen e del tagliato Sims. Lagunari senza Bramos, Vidmar e Watt. Per gli ospiti un successo oggi permetterebbe di sperare in un quarto o addirittura terzo posto in caso di ko di Brindisi e/o Sassari, quindi c’è la voglia di vincere per sperare in buone notizie dagli altri campi. Bianco-rossi che cercheranno di onorare l’impegno pur essendo già salvi, senza regalare nulla ad una Reyer che ha la testa ai playoff che partiranno a breve.
Il match giocatosi alla Unipol Arena – però – vede gli oro-granata al comando delle operazioni per almeno 35′ prima del tentativo di suicidio finale non portato a compimento per fortuna delle coronarie del tecnico livornese. Il finale della Unipol Arena è 65-71 in una partita – come detto – sempre comandata dagli ospiti, guidati da un super Austin Daye da 20 punti e dall’ottima prova di Jeremy Chappell. Da valutare l’infortunio al ginocchio di Wes Clark, che fa preoccupare De Raffaele in vista della post season.
A Reggio non basta una reazione d’orgoglio negli ultimi 10′ e l’ennesima doppia doppia di Frank Elegar da 14+12. Da segnalare il “non entrato” di Stefano Tonut: riposo precauzionale in ottica playoff. La sconfitta di Sassari a Cantù regala una buona notizia comunque agli oro-granata, che nello scontro titanico dei playoff avrà il fattore campo a disposizione.
UnaHotels Reggio Emilia-Reyer Venezia: le chiavi della gara
Un successo ampiamente meritato per la Reyer Venezia, che gioca 26′ con il pilota automatico e di grande pulizia cestistica fino al massimo vantaggio di +28, prima di rilassarsi e permettere alla UnaHotels Reggio Emilia di rientrare al -4 del 39′. La squadra oro-granata distribuisce ottimamente i punti tra i vari interpreti a disposizione di coach De Raffaele nei primi 20′, segno di come il gioco corale e la voglia di passarsi la palla abbia fatto la differenza contro dei remissivi ragazzi di Attilio Caja.
Le triple (9/16), le folate di Clark e gli assalti di Chappell fanno a pezzi la difesa bianco-rossa, con Daye che manda in fuga i suoi con giocate sopraffine. Ecco, proprio il talento, la solidità e la precisione da dietro l’arco scavano la fossa da cui Reggio proverà ad uscire negli ultimi 15′ con una reazione d’orgoglio. La verticalità di Elegar è dominante contro una Reyer priva di Watt. Lemar attacca con costanza il ferro contro una difesa oro-granata apparsa remissiva negli ultimi minuti: in attacco i ragazzi di De Raffaele si spengono praticamente del tutto.
Troppi possessi gettati al vento con poco ritmo e poca propensione al passaggio, un campanello d’allarme per i playoffs, dove non si può sbagliare davvero nulla. Successo meritato per Venezia, figlio del talento smisurato di un Austin Daye in versione MVP e di una difesa stritolante per 26′, con le triple e la fisicità a spazzare via Reggio Emilia, che ha opposto poca resistenza. I rimbalzi sono un fattore nel tentativo di rientro reggiano, ma le triple non sono precise ed è sipario sul 65-71 e sulla stagione dei reggiani.
Tabellini della gara
Parziali singoli quarti: 16-24; 9-24; 20-13; 20-10
Parziali progressivi: 16-24; 25-48; 45-61; 65-71
UnaHotels Reggio Emilia: F.Baldi Rossi 7, P. Koponen n.e., T.Kyzlink 7, B.Taylor 7, J.Johnson 6, B.Lemar 11, M.Diouf 2, C.Porfilio n.e, L.Candi 9, F.Bonacini , F.Elegar 14, J.Soliani n.e. Coach: Attilio Caja.
Reyer Venezia: S. Tonut n.e, A. Daye 20, W. Clark 8, I. Fotu 9, A. De Nicolao 10, B. Cerella 0, J. Stone 2, J. Chappell 12, V. Mazzola 4, L. Campogrande 6, D. Casarin 0, L. Possamai n.e. Coach: Walter De Raffaele
MVP: Austin Daye, 20 punti in 20′ (7/10 al tiro), 5 rimb, 25 val.
Termina 108 a 84 la sfida tra Happy Casa Brindisi ed Openjobmetis Varese che finiscono così la regular season. Partita molto più importante per Brindisi che all’inizio di questa ultima giornata cercava di assicurarsi il secondo posto in classifica.
Happy Casa Brindisi – Openjobmetis Varese: le chiavi del match
Per l’Happy Casa Brindisi di Francesco Vitucci è stata fondamentale la grande aggressività sin dal primo quarto e la buonissima presenza a rimbalzo, specialmente in fase offensiva. Ottima percentuale da oltre l’arco per iniziare la partita: 5 su 9. Grande aggressività e continuità nel segnare che hanno portato Brindisi a mettere a referto ben 30 punti nei primi 10 minuti di gioco e 31 nei secondi 10.
Varese ha avuto enormi difficoltà in difesa, infatti non è riuscita a contenere i brindisini che sono riusciti a trovare diverse soluzioni in base a come la difesa di Varese si posizionava. La nota più dolente è stata la questione dei falli, fatti in maniera troppo frequente e con troppa leggerezza, lasciando anche diversi canestri con tiro libero aggiuntivo.
Il giocatore che ha fatto più male alla difesa della Openjobmetis è stato D’Angelo Harrison, che si è dimostrato immarcabile segnando da qualsiasi parte del campo: 17 punti con 100% da 2, da 3 ed ai tiri liberi nei suoi soli primi 7 minuti di gioco.
Nonostante le difficoltà presentatesi sin dal primo minuto di partita, la formazione di Massimo Bulleri non si è arresa ed è arrivata anche ad uno svantaggio di 8 punti. Nonostante questo Varese non ha avuto sufficiente convinzione e determinazione per portare a casa questa partita. L’Happy Casa si è dimostrata più consistente e con più voglia di vincere.
I tabellini
Parziali singoli quarti: 30-16, 31-29, 20-23, 27-16.
Parziali complessivi: 30-16, 61-45, 81-68, 108-84.
Happy Casa Brindisi: J. Bostic 13, A. Zanelli, D. Harrison 17, R. Visconti 3, R. Gaspardo 14, D. Thompson 21, R. Cattapan, A. Guido, M. Udom 8, J. Bell 14, N. Perkins 8, D. Willis 10. Coach Francesco Vitucci.
Openjobmetis Varese: A. Beane 5, A. Morse 8, L. Scola 16, G. De Nicolao 6, M. Ruzzier 14, A. Strautins 5, J. Egbunu 4, N. De Vico 12, G. Ferrero, T. Douglas 14. Coach Massimo Bulleri.
