Charlotte Hornets, Michael Kidd-Gilchrist si sottoporrà ad un intervento all’inguine

Kidd-Gilchrist

Piccolo stop per gli Charlotte Hornets, come riportato da ESPN: Michael Kidd-Gilchrist si è sottoposto ad un intervento chirurgico per via di una lesione muscolare all’inguine cronica.

“Un successo”, così la franchigia ha definito l’intervento di martedì. Non c’è pericolo per il giocatore scelto con la numero 2 del Draft del 2012: l’ex prodotto di Kentucky sarà pronto per il training camp di settembre. Per lui è previsto un recupero totale della forma fisica in tempi brevi e la risoluzione di questo infortunio sarà solo una formalità.

Kidd-Gilchrist pronto ad esplodere o eterna promessa?

Michael Kidd-Gilchrist non è mai riuscito a rispettare davvero le aspettative che lo vedevano come il secondo miglior prospetto del Draft 2012 e anche nella passata stagione ha ricoperto un ruolo di secondo piano per la franchigia capitanata da “His Airness” Michael Jordan. Per lui 64 gare giocate in stagione regolare, di cui solo 3 da titolare, facendo registrare 6.7 punti punti e 3.8 rimbalzi di media in 18 minuti di utilizzo. Insomma un giocatore che dovrà dimostrare di essere finalmente decisivo se vorrà diventare un giocatore determinante come sembrava promettere durante i workout prima del draft. Ce la farà il ragazzo o resterà una eterna promessa? Il tempo stringe, ma le qualità ci sono tutte…

Charlotte Hornets: Timeless

Il criminale Garcia Flynn, a capo di una squadra di terroristi, ruba una macchina del tempo dal laboratorio dell’industria Mason con l’intento di cambiare gli eventi del passato per distruggere gli Stati Uniti d’America e Reatten House. Al che, viene formata una squadra formata da una professoressa di storia, un militare e uno scienziato dell’industria per ammazzare Garcia Flynn e ed evitare che cambi la storia. Il criminale viaggia nelle date significative per la nascita degli States, cercando di cambiare gli avvenimenti principali che hanno portato gli USA a essere una potenza mondiale.  Tutto ciò succede nella serie tv Timless ma, indietro nel passato ci vogliono tornare pure i Charlotte Hornets.

La franchigia gioca la prima partita in NBA nel 1988 con il nome di Charlotte Hornets e con sede a Charlotte, in Nord Carolina. La prima loro apparizione ai playoff avviene nella stagione 1992/1993 con un trio di emergenti (Larry Johnson, Alonzo Mourning e Muggsy Bogues), che dopo aver battuto allo scadere i Boston Celtics al primo turno escono al secondo contro i New York Knicks. Nella stagione successiva vengono eliminati al primo turno dai Chicago Bulls di MJ. Nel 1996 ci sono da registrare gli arrivi di Mason e Divac. Nel 1997 escono sempre al secondo turno, sempre con i fenomenali Bulls della coppia Jordan-Pippen, mentre nel 2000 sono i Philadelphia Sixers di Allen Iverson a battere la franchigia di Charlotte. La prima vittoria ai playoff del nuovo secolo per gli Hornets arriva l’anno dopo, quando battono i Miami Heat al primo turno, ma escono al secondo con i Milwaukee Bucks. Nel 2002 i calabroni raggiungono di nuovo la semifinale di Conference, dopo aver battuto gli Orlando Magic, ma non riescono a superare i Nets (anche a causa di un arbitraggio discutibile).

 

Larry Johnson, Muggsy Bogues e Alonzo Mourning: lo storico trio degli Hornets anni ’90.

Nella stagione 2002/2003 si cambia denominazione passando da Charlotte Hornets a Bobcats (lince rossa). Da quella stagione il team, tra alcune annate sfortunate e altre disastrose, fatica ad arrivare traiprime otto, cosa che tra il 2003 al 2015 riesce una sola volta (l’anno del cambio di società con da Robert Johnson a Michael Jordan), dove però escono al primo turno con un sonoro 4-0. Nel 2015 si ritorna al vecchio nome, anche grazie alla squadra di New Orleans che lascia ai Charlotte la denominazione Hornets per passare a Pelicans. La stagione successiva la squadra ritorna nei play off, uscendo però al primo turno. Ora sta al coach Steve Clifford e alla sua squadra riportare la franchigia nella parte alta della classifica di Conference e compiere questo tuffo nel passato, che molti aspettano da anni, ripercorrendo le orme di quella grande squadra degli anni ’90. L’impresa sarà tutt’altro che facile.

Clifford guiderà gli Hornets per la quinta stagione consecutiva. L’ex vice allenatore dei Knicks, Rockets, Magic e Lakers non è riusco a sfondare come giocatore, ma si sta creando una discreta carriera come allenatore. Il roster non è certo dei più competitivi, ma nella Eastern Conference diverse squadre si sono indebolite. La star della franchigia è il playmaker Kemba Walker, scelto con la nona chiamata assoluta nel draft del 2011. L’anno scorso ha fatto il definitivo salto di qualità, venendo consacrato dalla partecipazione al suo primo NBA All-Star e dalla vittoria del NBA Sportsmanship Award. Kemba è un giocatore atletico, con buone doti offensive e un gran carisma degno di un leader. Non a caso è il giocatore intorno alla quale gli Hornets hanno deciso di ricostruire la squadra per tornare a essere competitivi. Altro giocatore di spessore nel roster è Nicolas Batum, il francese è un giocatore esperto e che sia in con la nazionale, sia con le squadra nelle quali a giocato è sempre stato fondamentale. L’ex Blazer è un’ala piccola riadattabile anche come guardia, con un eccellente tiro da tre e un spiccata abilità difensiva. Il quintetto base dovrebbe presentare come ali il giovane e talentuoso americano Michael Kidd-Gilchrist, giocatore fisico e abile in fase di marcatura e il veterano Marvin Williams, nonostante l’età è capace di fare la differenza e prezioso per far cresce i giovani della squadra. Mentre il centro sarà il neo acquisto della franchigia, Dwight Howard. alla sua quindicesima stagione in NBA, nelle quali ha collezionato diversi premi personali. Dwight, non è più straripante come un tempo, ma può ancora dire la sua sotto canestro e a rimbalzo, senza dimenticare che può essere ancora uno migliori difensori della lega. Il sesto uomo sarà probabilmente Frank Kaminsky, che farà rifiatare Howard allargando il campo per liberare l’area. Altri giocatori che avranno un minutaggio importante, uscendo dalla panchina, saranno l’ex playmaker dei Bulls Michael Carter-Williams, il rookie Malik Monk e l’eterna promossa Jeremy Lamb.

Kemba Walker sarà il fulcro del gioco della squadra. La star del Bronx è un formidabile attaccante, ottimo assistman (5.5 a partita) e un cecchino dall’arco dei 3 punti (39.9%). Le qualità di trovare il compagno libero serviranno per armare due abili tiratori dal perimetro (come Marvin Williams e Nicolas Batum) o cercare l’umo libero in area. Walker, a partita in corso, potrebbe sprigionare tutto il suo potenziale in modalità off the ball, con Carter-Williams come compagno di reparto. Howard sarà importante in situazioni di pick and roll e quando bisognerà per forza di cose banchettare nel pitturato.  Fondamentale sarà l’apporto di Kaminsky: Frank, rispetto all’ex Atlanta Hawks, ha un miglior tiro dalla media, ma è meno dominante a rimbalzo. Chiaro che anche quest’anno i dogmi saranno: difendere, conquistare rimbalzi (non a caso è arrivato un rimbalzista come Howard e sono stati confermati difensori e rimbalzisti) e ripartire in campo aperto con i velocisti. I tiri dal perimetro saranno l’arma in più di una squadra che difficilmente costruirà lunghe trame di gioco, ma giocherà di rimessa. Vista la poca utilità in fase creativa dei lunghi del quintetto sarà principalmente Walker a chiamare gli schemi. Tuttavia, se venisse ben marcato, potranno crearsi problemi nella costruzione di gioco: a quel punto  potrebbe pensarci Batum, con le sue discrete doti da passatore, a dare verve alla manovra. Altrimenti c’è sempre Carter-Williams, che però viene da una stagione negativa con i Bulls (6.6 punti, 2.5 assist di media giocando 18.5 minuti a partita e tirando con il 23.4% da 3).

 

Walker sa decidere in un lampo se andare a concludere a canestro o servire un compagno ben piazzato.

Le premesse per far bene ci sono, non sarà facile visto che la squadra non è cambiata molto rispetto a quella della passata stagione fallimentare. Quest’anno le stelle hanno voglia/bisogno di far bene e il livello a est si è abbassato. Quindi è possibile che gli Hornets raggiungano i playoff. (anche se magari occupando uno degli ultimi slot). Possibile dunque un incremento dell’ultimo score, ossia 36-46.

Hornets, altro infortunio alla spalla per Kidd-Gilchrist

Quando la sfortuna ti colpisce una volta poi decide lei quando andarsene e spesso preferisce rimanere. Micheal Kidd-Gilchrist ha subito un altro infortunio alla spalla. In precedenza era stato sottoposto ad un’ operazione che lo ha costretto a saltare le prime 44 partite. E’ il sito ufficiale dell squadra a riportare la notizia dopo l’ uscita dal campo del giocatore durante il match vinto dagli Charlotte Hornets contro gli Indiana Pacers.

 

Ancora non si sanno i tempi di recupero: a quanto pare si tratta di una slogatura e con un po’ di fortuna potrebbe rientrare subito dopo la pausa dell’ All Star Weekend.

MKG era rientrato lo scorso 29 gennaio nel match contro i Portland Trail Blazers ed era riuscito a dare un ottimo contributo al filotto di vittorie che stanno racimolando i suoi Hornets. 20 punti contro i Chicago Bulls e la doppia doppia da 19 punti e 12 rimbalzi nel match contro i Los Angeles Lakers sono le migliori prestazioni. Contro i Pacers è rimasto in campo 18 minuti mettendo a referto 8 punti con 3/4 dal campo e 2/2 dalla lunetta, poi 3 rimbalzi e 2 assist che hanno contribuito alla vittoria per 117-95.

La squadra cerca un posto per la post-season e l’ attuale ottavo posto legittima le ambizioni. Il recupero del classe ’93 sarà fondamentale per Coach Steve Clifford che avrà bisogno del suo apporto per questa seconda fase di stagione.

Torna Kidd-Gilchrist e gli Hornets stendono i Lakers

Vittoria in scioltezza contro i Los Angeles Lakers per gli Hornets, la franchigia di Charlotte ha infatti controllato il gioco per quasi tutta la gara che finisce con il punteggio di 101-82.

Poca roba i gialloviola che non si sono dimostrati all’altezza del match fatta eccezione di Kobe Bryant (23 punti e 8 rimbalzi): i calabroni hanno chiuso infatti la partita già a partire dal terzo quarto.

In casa Hornets si è visto il rientro dall’infortunio di Michael Kidd-Gilchrist: dopo aver  ricominciato ad allenarsi con la squadra qualche settimana fa, ieri notte è finalmente tornato in campo e con la sua energia è stato in grado di contagiare anche tutti i compagni. Vedremo se nei prossimi impegni Charlotte riuscirà ad alzare il livello di gioco grazie al suo ritorno.

MKG è partito subito come titolare e ha calcato il parquet per ben 28 minuti, chiudendo complessivamente con 19 punti (6/7 al tiro), 12 rimbalzi, 3 assist e una rubata. Ottimo anche il plus/minus che riporta +24. Difensivamente ha dimostrato subito di essere ancora uno dei migliori, ha marcato brillantemente Bryant quando doveva e non solo. Da notare il 2/2 da 3 punti nonostante lui non sia un grandissimo tiratore dall’arco, che abbia lavorato per migliorare questa sua arma durante la lunga assenza?

Ero un po’ a corto di fiato” – ha dichiarato il l’ala degli Hornets – “Dopo aver corso un po’ su è giù per il campo ho iniziato ad accusare la stanchezza, ma tornerò quello di prima“.

BREAKING NEWS: Hornets, Kidd-Gilchrist resterà out per sei mesi!

Non si può dire che sia iniziata nel migliore dei modi la stagione dei Charlotte Hornets. Per la franchigia facente capo a Michael Jordan è arrivata infatti una tegola dura da mandare giù.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnaroski, Michael Kidd-Gilchrist, infortunatosi alla spalla, avrà bisogno di un’operazione chirurgica e resterà lontano dai campi per sei mesi. Un grattacapo per coach Steve Clifford, che insieme allo staff non si aspettava di perdere il giocatore per così tanto tempo.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

Hornets, Michael Kidd-Gilchrist out per tutta la preseason

E’ cominciata male la stagione degli Charlotte Hornets, che dovranno fare a meno di uno dei giocatori chiave, Michael Kidd-Gilchrist.

L’ex Wildcats si è infortunato alla spalla durante la prima partita dell’NBA preseason contro gli Orlando Magic. Kidd-Gilchrist , alla fine del secondo quarto è atterrato male, concentrando tutto il peso del corpo sulla spalla e ha dovuto abbandonare anticipatamente il match. Come riporta Rick Bonnell di Charlotte Observe, l’ultimo esame ai raggi X effettuato ha riportato un esito negativo, che ha escluso qualsiasi rottura. Ancora non vi è nulla di ufficiale ma la prognosi sarebbe di alcune settimane. Ciò comporterebbe la sicura assenza della SF degli Hornets da tutta la preseason e probabilmente dalle partite iniziali di regular season.

Kidd-Gilchrist, che da poco aveva firmato un nuovo contratto ($ 52 milioni per quattro anni), aveva mostrato netti segni di miglioramenti, soprattutto in attacco, dove il suo impatto in questi anni era stato insufficiente. Ciò che mancherà di più negli equilibri degli Hornets sarà la sua presenza alla fase difensiva, visto che lo stesso Michael si è dichiarato pronto a vincere il premio come miglior difensore. La sua temporanea assenza concederà più spazio a PJ Hairston e al nuovo arrivato dai Thunder Jeremy Lamb.

Coach Clifford dovrà aspettare ancora un po’ per poter schierare fin dall’inizio il nuovo duo Kidd-Gilchrist – Batum, ma i fan di Charlotte sembrano più ottimisti del solito.

 

Per NBA Passion,

Gabriele Timpanaro (@GabrielsanTimpa).

Preseason NBA: infortunio per Michael Kidd-Gilchrist

La Preseason è l’ultimo “ostacolo” che i giocatori devono superare prima di iniziare a fare sul serio con l’inizio della regular season. Questa è un’ ottima occasione per i vari allenatori di sperimentare nuovi schemi offensivi e difensivi e per vedere nuovamente in azione (dopo la Summer League) le matricole. Ciò non vuol dire che le partite giocate siano prive di intensità. L’agonismo non manca mai e spesso questo causa anche qualche infortunio che si potrebbe evitare. Questo è ciò che proprio nella notte è accaduto a Michael Kidd-Gilchrist.

La small forward degli Charlotte Hornets, a causa di uno scontro di gioco totalmente fortuito con un altro giocatore, è caduto in maniera rovinosa sul parquet procurandosi un infortunio alla spalla destra che lo terrà lontano dal campo di gioco per un periodo di tempo ancora non certo e da definire. Michael è stato immediatamente portato negli spogliatoi e successivamente in un’ospedale sempre nella zona di Orlando (città dove si è disputata la partita) dove è stato sottoposto ad un controllo ai raggi-X.

Il controllo ha evidenziato una distorsione della spalla interessata. La gravità della distorsione deve essere ancora valutata e il giocatore (che è stato già dichiarato non disponibile per la prossima partita contro i Suns) potrebbe rimanere fermo ai box per un periodo di tempo che va dalla poche settimane a qualche meseSeguiranno aggiornamenti nella giornata odierna. In bocca al lupo Michael.

Per NBA Passion,

Leo Lucio Screnci

Gli Hornets puntano tutto su Kidd-Gilchrist: altri 4 anni a $52 milioni

michael kidd gilchrist

Michael Kidd-Gilchrist ha trovato l’accordo per il rinnovo contrattuale con il front office degli Charlotte Hornets. 4 anni a $52 milioni per il classe ’93, seconda scelta assoluta alle spalle di Anthony Davis al draft del 2012 e ancora alla ricerca di continuità sul parquet. Gli Hornets avevano tempo fino al 2 novembre per rifirmare il giocatore, ma hanno preferito non perdere tempo e formulare subito un’offerta che a quanto pare è stata accettata. Uscito dall’Università del Kentucky a soli 19 anni, Kidd-Gilchrist comincia la sua carriera in NBA al termine di una sola stagione collegiale, conclusa da freshman con 11,9 punti, 7,4 rimbalzi e il 49% dal campo. Ala di due metri dalle enormi potenzialità, il nativo della Pennsylvania ha attratto sin da subito la proprietà degli allora Bobcats (tornati finalmente Hornets nel maggio 2014), Michael Jordan in primis, che ha deciso di puntare forte su di lui per rifondare una squadra reduce da un disastroso record di 7-59 (stagione del lockout ndr). Dopo due annate in chiaroscuro in cui ha fatto vedere solo sprazzi del suo grande talento, Kidd-Gilchrist ha messo in mostra un deciso cambio di passo durante la stagione 2014/2015, soprattutto per quanto fatto vedere nella propria metà campo, dove si è rivelato come uno dei migliori difensori perimetrali dell’intera lega. Anche le statistiche hanno evidenziato una buona crescita individuale: 10,9 punti e 7,6 rimbalzi in 55 gare disputate, numeri che il quasi 22enne cercherà di aumentare nella prossima stagione, avendo peraltro lavorato parecchio al tiro da fuori durante l’estate. Cifre importanti quelle messe sul piatto dagli Charlotte Hornets per il rinnovo contrattuale, un quadriennale che suona come un vero attestato di fiducia nei confronti della giovane ala di Philadelphia. Una decisione che certifica come la dirigenza veda in Kidd-Gilchrist il futuro di una squadra che conta di presenziare stabilmente alla post season negli anni a venire.

NBA ANALYSIS&GRADES: Charlotte Hornets @Cleveland Cavaliers 88-97, James&Love dominano gli Hornets (HIGHLIGHTS)

Blame Hofmann, per NBA_Passion.

The Analysis :

Ottima vittoria per i Cavs che, @Quicken Loans Arena, travolgono Charlotte con una prestazione concreta da vera squadra.

LEBRON JAMES CLEVELAND2

 

Partenza bruciante (21-0, la piu larga dal 2004, quando Portland partì 22-0 con Boston) per gli uomini di coach Blatt che danno subito la sensazione di voler dominare la gara. Gli Hornets, al contrario, iniziano in modo disastroso : 12 possessi sprecati ad inizio gara, ottimi per formare il gap fondamentale per la vittoria finale di Cleveland.

Da segnalare la positivissima prestazione di Kevin Love, in doppia-doppia da 22 punti, 18 rimbalzi (17 difensivi), 5 assist e ben 4 palle rubate, perfetta spalla di Lebron James, ancora una volta MVP della serata.

Charlotte ha provato a rientrare in gara, soprattutto nel 2° e nel 3° quarto, trascinata da Kemba Walker, best-scorer dei suoi con 24 punti, ma è mancato l’apporto decisivo di qualche suo compagno, vedi Lance Stephenson(8 pts, 2 rbz, 4 ass e 2 palle recuperate). Da segnalare il ritorno in quintetto di Michael Kidd-Gilchrist(1 solo punto e 4 rimbalzi in 21 minuti abbondanti di giocodopo piu di un mese: ci ha pensato Lebron a fare gli onori di casa rifilando al 21enne due stoppate nei primi 3 minuti di gioco.

Per Cleveland, oltre a Lebron  e Love, vanno in doppia cifra anche Kyrie Irving(16 pts, 3 rbz, 5 ass, 1 palla rubata e 2 perse) e Tristan Thompson(10 pts,5 rbz e 1 ass).

Cresce l’intesa tra i giocatori di Cleveland, specialmente tra Lebron  e Love: i due, a tratti, sembrano trovarsi a meraviglia complice la pessima difesa degli Hornets dando la sensazione di poter dominare la gara da soli.

Per Charlotte c’è ancora da lavorare per essere competitivi a certi livelli: da rivedere soprattutto il pessimo approccio alla gara per coach Clifford. Buona notizia è il rientro di Michael Kidd-Gilchrist e l’indiscussa leadership di Kemba Walker; con uno Stephenson piu in gara e un Al Jefferson (14 pts, 8 rbz, 2 ass) piu produttivo di quello di stanotte, gli Hornets sono una buona squadra che, potenzialmente, potrebbe mettere in difficoltà chiunque.

 

The Grades :

Cleveland Cavaliers :

il migliore: Lebron James, voto 7.5: conferma il suo ottimo stato di forma mentale e fisico con l’ennesima prestazione concreta, importante, da MVP. Gioca 40 minuti di ottima pallacanestro (unico neo le 5 palle perse) risultando il miglior marcatore della gara con 27 punti (11/19), 13 assist e 7 rimbalzi difensivi. Aggiunge anche 3 stoppate e 1 palla rubata. La sua intesa con Kevin Love cresce a dismisura: è il campanello d’allarme per il resto della lega: quando i due si accendono e si trovano, danno la sensazione di poter dominare autonomamente la gara. MVP

il peggiore: Dion Waiters, voto 5.5: non era la sua serata. Chiude con 3/10 al tiro, con 7 punti totali, 2 rimbalzi, 3 assist, 1 palla rubata ed 1 persa. Non ha giocato una pessima gara, ma tra i suoi è colui che ha meno inciso sull’esito delle ostilità. A CORRENTE ALTERNATA

 

Charlotte Hornets :

il migliore: Kemba Walker, voto 6.5: nella serata mediocre dei suoi, è l’unico che suona la carica, l’unico che prova a rimanere in gara. Chiude con 24 punti, 5 rimbalzi difensivi e 5 assist, con 1 palla rubata e 3 perse. E’ il pezzo pregiato per la franchigia di “his Airness”, ma ha bisogno di maggiore assistenza per essere decisivo. LOTTATORE

il peggiore: Michael Kidd-Gilchrist, voto5: peggior rientro non poteva esserci per la seconda scelta di Charlotte nel draft 2012. Pronti-via e subisce subito 2 stoppatone da Mr James. I suoi 21 minuti giocati hanno poco da segnalare, 1 punto e 4 rimbalzi totali per lui. Mancava da piu di un mese e sicuramente questa non era la serata adatta per un rientro “soft”. DA RECUPERARE

 

Highlights :

https://www.youtube.com/watch?v=3FuE0-5ZRLQ

Lakers, Marc vince la sfida dei Gasol, Faried blocca Love e i T’Wolves, bene i Pistons male i Cavs

Minnesota Timberwolves-Denver Nuggets 113-117

Al Pepsi Center di Denver, i Nuggets (4-4) conquistano la loro terza vittoria consecutiva, e la terza in casa, contro i Twolves. Partita difficile, giocata al massimo da entrambe le franchigie, ma Denver manda in doppia cifra 7 giocatori, mentre Minnesota deve fare a meno di quella decina di punti standard di Rubio (0/5 FGM-A) e allora i 28 punti di Love, coi 27 di Martin, non bastano più. Fondamentali nel finale il ritorno di Wilson Chandler (19 punti) e i 13 punti di Andre Miller.

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Numeri

Denver Nuggets: Chandler (19 pts), Faried (16 pts, 10 reb), Lawson (14  pts, 10 ast), Miller (13 pts), Hickson (12 pts, 11 reb), Mozgov e Fournier (10 pts).

Minnesota Timberwolves: Love (28 pts, 10 reb), Martin (27 pts), Barea (21 pts), Pekovic (14 pts, 6 reb), Cunningham (12 pts), Brewer (11 pts), Rubio (12 ast, 8 reb).

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Detroit Pistons-Sacramento Kings 97-90

Detroit (3-5) ritrova la vittoria contro una Sacramento (2-6) chiassosa (il pubblico della Sleep Train Arena, raggiungendo 126 decibels, conquista il Guinnes world record come il più rumoroso al mondo in un’arena al chiuso) ma poco concreta, che si affida ai soli 26 punti e 13 rimbalzi di DeMarcus Cousins, accompagnato da Isiah Thomas e Greivis Vasquez con 18 e 13 punti, per tentar di tener testa ai Pistons. Detroit, dal canto suo, ha la fortuna di ritrovare Josh Smith, che, dopo l’orribile prestazione contro Golden State, ritrova 21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, con una buona precisione al tiro (6/13). Il nostro Datome viene utilizzato per un misero minuto tra il primo e il secondo quarto, ma mette comunque a segno i suoi 2 onesti punti. Potrebbe essere l’arma in più di Detroit, ma al momento viene sfruttato poco e male. Buona prestazione del solito Drummond e di Rodney Stuckey dalla panchina.

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Numeri

Detroit Pistons: Smith (21 pts, 8 reb, 7 ast), Stuckey (16 pts, 4 reb, 4 ast), Drummond (15 pts, 18 reb), Jennings (11 pts, 9 ast).

Sacramento Kings: Cousins (26 pts, 13 reb), Thomas (18 pts, 7 ast), Vasquez (13 pts, 6 ast).

Fonte: RMTip21 (flickr)
Fonte: RMTip21 (flickr)

Memphis Grizzlies-Los Angeles Lakers 89-86

Ennesima sconfitta per i Lakers, in attesa dei ritorni di Steve Nash e del Mamba, soprattutto: senza di loro, i Lakers d’emergenza hanno racimolato solo 4 vittorie su 11 gare. Ma la vittoria dei Grizzlies (4-5), la prima in trasferta, non può certo dirsi schiacciante: le due franchigie sono state testa a testa per tutta la gara, Los Angeles stava a -3 a 12 secondi dal termine, ma poi due liberi di Randolph, migliore in campo, hanno messo la firma sulla vittoria di Memphis. I Lakers hanno trovato una buona prestazione in Jodie Meeks, che fa 25 punti con 10/16 al tiro.

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Numeri

Los Angeles Lakers: Meeks (25 pts), Young (18 pts), Hill (12 pts), P. Gasol (10 pts,  13 reb), Blake (9 pts, 10 ast).
Memphis Grizzlies: Randolph (28 pts, 11 reb), M. Gasol (18 pts, 8 reb, 8 ast), Allen (12 pts, 6 reb), Conley (11 pts, 7 ast).

Gasol

Charlotte Bobcats-Cleveland Cavalier 86-80

I Cavs si rivelano ancora una volta molto fragili e non riescono a sfruttare il fattore campo contro i modesti Bobcats: Irving non è al meglio della forma e gioca con una maschera al volto e viene limitato e non poco chiudendo lo stesso con 18 punti e 10 assist. I Bobcats approfittano della scarsa vena sotto canestro dei vari Thompson, 6-15, Varejao, Miles 4-13 e Irving 5-16 e portano 5 giocatori in doppia cifra, tra cui spicca sicuramente Kidd-Gilchrist, che ne mette 16, con 8 rimbalzi.
Da rivedere i Cavaliers che questa notte giocheranno contro i Wizards a Washington: fuori casa per Irving e compagni 6 sconfitte su 6, un record impietoso, mentre per i Bobcats impresa impossibile in casa contro i campioni di Miami.

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Numeri:

Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist (16 pts, 8 reb), Josh McRoberts (13 pts, 5 reb, 4 ast), Kemba Walker (12 pts, 7 ast)
Cavaliers: Irving (18 pts, 10 ast), Tristan Thompson (15 pts, 10 reb), Earl Clark (15 pts)