In un’analisi pubblicata oggi, l’Istituto spagnolo “Instituto Coordenadas para la Gobernanza y la Economía Aplicada” esprime i suoi dubbi sul progetto NBA Europe a un livello strettamente finanziario. Va notato che i dettagli finanziari del progetto non sono ancora stati annunciati o riportati chiaramente, e i benefici economici per i club che aderiscono al progetto non sono chiari.
Secondo l’analisi, c’è un “dilemma che l’Europa deve affrontare: preservare un modello sportivo radicato nella comunità, nella meritocrazia e nella redistribuzione del valore, oppure aprire la porta a strutture di governance extraterritoriali guidate puramente dalla logica finanziaria“.
“Da una prospettiva economica, il modello NBA Europe pone rischi sostanziali, che vanno dalla concentrazione dei profitti al di fuori del continente e dall’erosione della sovranità fiscale, all’indebolimento del tessuto sportivo locale. Al contrario, il modello EuroLeague – con tutte le sue imperfezioni – rappresenta un quadro più sostenibile e redistributivo, allineato con gli interessi economici e sociali europei“. Va notato, tuttavia, che anche l’EuroLeague è un campionato privato semi-chiuso non collegato alle competizioni nazionali, creando anch’esso preoccupazioni sulla meritocrazia nell’intero ecosistema.
Inoltre l’istituto sottolinea però che i costi del nuovo progetto potrebbero essere proibitivi per i club più piccoli perché “il costo stimato per aderire come franchise fondatrice si aggira tra i 500 milioni e 1 miliardo di dollari per squadra, una barriera finanziaria accessibile solo a franchige con grande capacità.“
In particolare riguardo alla Spagna, l’istituto menziona che “il modello EuroLeague — sebbene anch’esso parzialmente privatizzato — genera ritorni tangibili all’interno del territorio europeo, in particolare in Spagna. La partecipazione di club come Real Madrid, FC Barcelona, Valencia Basket o Baskonia non solo stimola l’occupazione diretta e indiretta, ma rafforza anche il turismo sportivo, gli investimenti privati e la posizione internazionale del Paese come potenza del basket europeo. Questa presenza plurale riflette la solidità dell’ecosistema nazionale e contribuisce a una redistribuzione territoriale del valore generato.”
A tal proposito è utile riportare anche la posizione del presidente della Liga, il campionato spagnolo di calcio, Javier Tebas. Quest’ultimo ha attaccato il commissario europeo responsabile per lo Sport, Glenn Micallef, secondo l’agenzia di stampa spagnola EFE, citando anche il progetto NBA Europe e il Real Madrid.
“Non dubito della buona fede del Commissario, ma è più ingenuo dei miei figli adolescenti“, ha detto Tebas davanti a Micallef in occasione della riunione annuale della Union of European Clubs (UEC), creata nel 2023 per difendere gli interessi dei club piccoli e medi in vista del progetto della Superlega calcistica che non si è mai concretizzato.
“Risulta che il secondo sport più grande d’Europa, la pallacanestro, sta creando una Superlega identica a quella che ha minacciato il calcio europeo nel 2021“, ha detto Tebas riferendosi al progetto NBA Europe. Ha rimproverato il commissario per non aver commentato tutto ciò sui social media, dove invece aveva criticato La Liga per “aver fatto qualcosa di poco significativo negli Stati Uniti”. Il dirigente spagnolo si riferiva alla posizione del Commissario contro la partita Villarreal-Barça che La Liga intendeva organizzare a Miami.
